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catanzaroLECCE- Non è di certo una stagione cominciata con il piede giusto quella del Catanzaro. Le Aquile del Sud chiudono la classifica a quota 5 punti insieme al Martina ed in settimana hanno incassato il deferimento della Procura Federale nell’ambito dell’ormai nota inchiesta sul calcioscommesse Dirty Soccer. I calabresi sono contestati per la gara dello scorso 1 aprile contro il Barletta, finita 1-1. A queste turbolenze non risponde di certo una situazione tranquilla sul terreno di gioco. La squadra del patron Cosentino fatica a innestare la marcia giusta, e il magro score di una vittoria e due pareggi a fronte di ben sei sconfitte basterebbe già a chiarire la situazione. L’unica affermazione (1-0) è arrivata contro il Martina Franca alla settima giornata, successo che però non è bastato a salvare la panchina di Massimo D’Urso, esonerato dopo la sconfitta successiva contro il Benevento. A sostituire l’ex allenatore in seconda è arrivato Alessandro Erra. L’ex tecnico del Savoia ha invertito già la tendenza sul piano tattico, passando subito alla difesa a quattro al contrario del 3-5-2 proposto da D’Urso.

La “prima” di Erra non è stata esattamente un trionfo, dato che, tra le mura amiche del “Ceravolo” a spuntarla (0-1) è stato il Matera, diretta concorrente per la zona play-out, area di competenza dove ormai il Catanzaro sembra destinato a battersi salvo scossoni. Dopo il 4-2-3-1 adottato contro i lucani, quello che affronterà il Lecce potrebbe essere un Catanzaro contratto nel suo 4-3-3, 4-1-4-1 in fase di non possesso. La squalifica di Agnello, stoppato dal giudice sportivo, fa il pari con la lungodegenza di Calvarese, infortunato e non recuperato. Davanti al portiere Grandi, capace di spodestare l’ex Scuffia dalla titolarità tra i pali, Moi si giocherà una maglia da difensore centrale con Orchi e Priola per affiancare Ricci; Squillace a sinistra e Bernardi a destra completeranno poi il pacchetto arretrato. Il recuperato Foresta prenderebbe posto a centrocampo con il senatore Giampà e il regista Maita. Davanti altro importante recupero: Taddei (pronto a invertire la posizione con lo stesso Foresta o ad arretrarsi dietro la punta per una sorta di 4-2-3-1) affiancherebbe l’ariete centrale Razzitti ed il dirimpettaio Mancuso. Probabile panchina per l’altro ex Ingretolli, scelta importante in corso insieme a Kolawole, ex allievo di Zeman a Foggia.

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