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squadra lecce saluta curvaLECCE (di Italo Aromolo) – Il concetto di età media spesso sconfina nel relativismo calcistico. Una squadra può essere al tempo stesso “esperta” o “vecchia”, “giovane” o “acerba” e via discorrendo con una serie di sinonimi che dicono tutto e niente. La scelta del termine, il più delle volte, è dettata dagli umori della piazza ma soprattutto dai risultati in campo, capaci come niente di trasformare il parametro da strumento di critica a esaltazione e viceversa. Così, se lo scorso anno un autentica bufera mediatica si era abbattuta sull’ultimo Lecce della famiglia Tesoro, accusato di essere un po’ troppo avanti con gli anni, quest’anno l’entusiasmo per la nuova proprietà ha insolitamente fatto passare in secondo piano la questione anagrafica. Eppure il Lecce è ancora una volta la squadra più esperta (o vecchia…) del campionato, con un età media di 27 anni che lo colloca per il quarto anno consecutivo nella top-five delle formazioni meno giovani. Il lavoro estivo del diesse Trinchera ha sì svecchiato la rosa con l’acquisto di una serie di elementi dalle belle speranze, ma le conferme degli evergreen Moscardelli e Abruzzese insieme agli arrivi dei vari De Feudis, Benassi e Camisa non hanno contributo a cambiare le generalità del gruppo giallorosso. Abbiamo studiato il fenomeno età media nella stagione corrente e nell’ultimo decennio della storia dei campionati di vertice del Lecce (Serie B o Lega Pro), paragonandolo di anno in anno con i risultati ottenuti per capire quanto possa avere influito in successi e fallimenti.

Classifica per età media Lega Pro Girone C
Classifica per età media Lega Pro Girone C

IL CAMPIONATO DI OGGI – Il Lecce è al primo posto seguito in ordine da Benevento, Casertana e Foggia. Potrebbe essere la classifica finale e invece è quella per anzianità, piuttosto fedele ai valori delle squadre candidate alla vittoria finale. Come per il Trapani tre anni fa, il Frosinone subito dopo, la Salernitana lo scorso anno e forse con la sola eccezione del Perugia di Camplone, anche quest’anno l’esperienza sembra schierarsi dalla parte di chi punta in alto. Proveranno ad opporsi con la forza della baldanza le reclute della pattuglia giovani: il Melfi con i suoi 22,3 anni da record, le sorprese Messina (23,7) e Fidelis Andria (23,6), ma soprattutto il Catania, che nello stravolgimento estivo è riuscito a mantenere un assetto qualitativamente elevato senza eccessi di età (undicesimo posto con 24,9 anni).

Con i suoi 27 anni, il Lecce è in assoluto la squadra più vecchia della Lega Pro, occupando un ipotetico primo posto anche negli altri due gironi. In Serie A la formazione salentina coabiterebbe al nono posto con il Milan, mentre in Cadetteria le sarebbero più avanti negli anni soltanto Bari e Salernitana.

tabella età media passato lecceI CAMPIONATI DI IERI – Non sempre l’esperienza paga e la gioventù attende quieta di crescere. Anzi, il recente passato della storia del club insegnerebbe tutt’altro. Si tratta di conclusioni da prendere con le molle, perché quello anagrafico è solo uno dei tanti fattori che determinano l’esito di una stagione, ma la tabella a lato non ammette fraintendimenti nel riconoscere che, nella recente storia del Lecce, i “giovani” hanno vinto sempre e i “vecchi” praticamente mai. L’unica eccezione è rappresentata dalla stagione di Serie B 2006/’07, quando il giovanissimo Lecce di Zeman/Papadopulo dovette arrendersi ai giganti della Juventus, del Napoli e del Genoa. Il resto è un inno alla giovinezza suonato dalle più belle orchestre giallorosse: quella di mister Delio Rossi, che nel 2003 vinse la Serie B con la squadra più giovane del torneo (23,4 anni), quella di Giuseppe Papadopulo, che fece altrettanto alla guida di un gruppo di appena 24 anni, e quella di Gigi De Canio, la cui squadra si trovava in fondo alla classifica ma solo per età media (24,3 anni).

Il responso degli ultimi tre campionati di Lega Pro è soltanto l’altra faccia della stessa medaglia. Squadre che hanno mestamente fallito l’obiettivo si portavano dietro il peso di anni e anni di supponenza e svogliatezza: il Lecce dello scorso anno iniziava il torneo come la squadra più vecchia, quella di Moriero/Lerda era la terza e quella di Gustinetti la quarta.

Se quest’anno è stato commesso lo stesso errore, sarà solo e soltanto il campo a dirlo. Perché alla fine è sempre là che finisce il giro la relativistica giostra del calcio: “vecchi” o “esperti”?

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