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Antonino Asta
Antonino Asta

LECCE – L’avventura sulla panchina del Lecce di mister Antonino Asta è al centro di un bell’articolo pubblicato stamane sul sito gianlucadimarzio.com (leggi qui) dal collega Luca Guerra, in cui il tecnico dei giallorossi parla di sè e della scelta di accettare la sfida propostagli dal club salentino dove cerca di centrare l’obiettivo della promozione in Serie B.

L’occasione è servita per affrontare alcuni argomenti di stretta attualità oper il calcio di casa nostra, ma soprattutto episodi legati alla vita da calciatore prima, ed allenatore poi dell’ex guida tecnica del Bassano. Asta ha infatti ricordato i tempi in cui raggiunse il sogno di indossare la maglia della Nazionale, come pure il fatto che al Lecce sia legato un ricordo per lui tutt’altro che positivo, ossia l’infortunio alla caviglia che lo ha costretto a chiudere anzitempo la sua carriera da giocatore quando militava nel Palermo. Era il 7 giugno 2003 ed i rosanero erano impegnati al “Via del Mare” nell’ultima giornata del campionato cadetto, contro una formazione che aveva Delio Rossi in panchina ed era lanciatissima verso la promozione in Serie A.

Quella fu una sera molto triste per il tecnico siciliano, ma l’esperienza maturata sui campi di calcio se l’è portata appresso come prezioso bagaglio affrontando la seconda fase della sua vita sportiva che gli ha permesso di misurarsi ancora sì, ma dalla panchina con l’avversario in qualità di allenatore. Di gavetta ne ha già fatta un bel po’; come ricordato nell’intervista rilasciata al sito, Asta ha infatti guidato Torino, Monza e Bassano, mitigando così l’amarezza per l’addio al pallone con la rinnovata carica che la professione di insegnare il calcio alle giovani leve gli ha garantito.

Asta con sciarpa LecceOvviamente, era impossibile non far cenno all’attuale sfida rappresentata dal guidare il blasonato Lecce; un impegno che Antonino Asta da Alcamo affronta con la consapevolezza più volte manifestata ai giornalisti della stampa locale, ossia di quante siano le insidie che la Lega Pro nasconde, le difficoltà proprie del Girone C e delle qualità che possono fare la differenza in questa categoria: corsa, sudore ed agonismo. Peculiarità che l’Asta calciatore possedeva e che fecero innamorare del suo temperamento una Curva importante qual è la Maratona del Torino. L’attualità poi è lo strano rapporto con il Bomber Davide Moscardelli, un giocatore affrontato da avversario in passato e che oggi si ritrova ad allenare, il che un po’ strano suona… E proprio al futuro impegno di sabato in campionato col Catania è dedicata la chiusura dell’intervista. Al capoluogo siculo sono legati i ricordi dell’unica presenza in maglia azzurra di Asta: un Italia-Stati Uniti del febbraio 2002, vinta 1-0. Un bel ricordo, certo. Ma anche un auspicio per quella che è oggi la sua realtà: il Lecce.

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