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curriculumLECCE – Riceviamo e pubblichiamo una lettera di un nostro lettore, Luca Picariello, il quale ha studiato Scienze della comunicazione (vecchio ordinamento) presso La Sapienza di Roma, Facoltà di Sociologia, ha conseguito poi un Master in Sviluppo delle Risorse umane, divenendo selezionatore e formatore del personale. Dall’età di quindici anni scrive poesie, racconti brevi, approfondimenti, headline pubblicitari ed ha pure collaborato con musicisti scrivendo i testi per le loro canzoni. Adora scrivere per raggiungere la verità, per scoprire se stesso, gli altri ed assaporare la vita. Nella mail giunta in redazione, Luca Picariello ci parla di una realtà che accomuna migliaia e migliaia di persone, soprattutto ragazzi, alla ricerca di offerte di lavoro che magari si rivelano “fregature”, tra vane consegne di curricula che non portano ai risultati sperati…

Troppe volte tutte quelle persone in cerca di lavoro sono state illuse da annunci mascherati con parole efficaci, scritti con ammalianti semantiche e indistinte descrizioni atte a circuire con possibilità lavorative che poi si rivelano vacue. Può capitare ad esempio di ritrovarsi in un luogo di incontro concordato con la società che ha inserito l’annuncio lavorativo e che si venga “rapiti”, stipati in macchina in tre, quattro e portati in una destinazione sconosciuta che ti verrà rivelata solo a metà strada mentre i tuoi tutor ti tranquillizzano e ti incoraggiano usando parole pregnanti ed empatiche. Arrivati, altro non devi fare che il famigerato porta a porta, un’indiscriminata guerra quartiere per quartiere, casa per casa a vendere fregature intrufolandosi all’improvviso nella quotidianità della gente in maniera torbida, pronti a stordirle per farle cedere alle lusinghe della grande offerta che non ci si può far scappare. I cercatori di lavoro vorrebbero fare altro, vorrebbero fare quello per cui hanno studiato, quello per cui sono portati ma sembra essere solo questo il mercato del lavoro, COMMERCIALE. Altre volte ti raccolgono in grandi stanze piene di poster motivazionali, ti raccontano di futuri radiosi, ti irretiscono con scadenti tecniche di PNL prefigurandoti degli scenari brillanti come se anche in Italia si potesse ottenere il sogno americano. Ti seducono con bieche bugie mentre toccano le corde scoperte della tua anima, mentre annusano la tua disperazione consci della frustrazione che il non avere un lavoro comporta, perché quel lavoro ti permetterà di entrare di diritto nella vita e di avere rispetto per te stesso ed essere accettato dalla società, ti permetterà di costruirti una famiglia e senza di esso svaniranno le tue certezze, la speranza così tante volte disillusa inizierà a sgretolarsi e dopo l’ennesimo colloquio o annuncio a cui hai voluto dar credito ti sentirai svanire, comincerai a sentirti trasparente come un fantasma con un curriculum in mano, trafitti da quella stessa trasparenza che ci sentiamo addosso ogni volta che incontriamo gli occhi di un selezionatore che non ci vuole incontrare e non ci vuole vedere. Tuttavia anche se la vita è spigolosa e piena di asperità quegli spigoli e quelle sporgenze taglienti possono divenire un appiglio a cui aggrapparsi e l’unico modo per arrampicarsi in questa scalata che è la vita. La speranza non va persa continuate a cercare dietro ogni angolo la vostra sorpresa da scartare.

Luca Picariello

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