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Lecce-Casertana sotto la Curva NordLECCE (di Pierpaolo Sergio) – Bicchiere mezzo vuoto, o bicchiere mezzo pieno? Il dilemma resta irrisolto. Lecce-Casertana ha offerto non pochi spunti su cui riflettere per quel che riguarda la formazione giallorossa. Iniziamo subito col dire che si sono visti anche ieri quei limiti caratteriali che stanno facendo ammattire mister Asta. Diversi elementi hanno palesato ancora un certo imbarazzo nel giocare davanti al pubblico amico, come se il “Via del Mare” attanagliasse le gambe e la mente di alcuni calciatori incapaci di esprimesi al meglio in casa, a prescindere dall’avversario di turno. Un rebus vero e proprio, soprattutto dopo l’importante vittoria in trasferta contro la Juve Stabia che sembrava aver guarito certe lacune riaffiorate implacabili con la Casertana. Tanto prima si riuscirà a porre rimedio a questa tendenza, tanto meglio sarà per una classifica che dopo 3 giornate è ancora assai corta. Il Lecce costruito per puntare alla promozione in Serie B ma ad oggi incapace di vincere in casa è un controsenso anche per gli addetti ai lavori. Asta predica pazienza e si dice non preoccupato per tale rendimento dei suoi, ma lui stesso ammette che questa non è affatto la squadra che immagina nella sua mente.

In difesa si è subito poco, con Perucchini praticamente spettatore per tutta la sfida; ma attenzione: la Casertana vista contro i giallorossi era priva di elementi in grado di fare la differenza in Lega Pro (uno su tutti Mancosu) ed aveva altri giocatori potenziali titolari in qualunque club subentrati dalla panchina come Negro, Alfageme e Ciotola che possono far fare alla compagine di mister Romaniello un campionato d’alto livello. Ad ogni modo, Freddi è apparso in crescita ed è stato stoico nel restare in campo pur se non in perfette condizioni, stringendo i denti e dettando i tempi della retroguardia salentina che in alcune circostanze è apparsa tutt’altro che impeccabile. Camisa infatti ha alternato ottimi interventi ad errori di lettura dello sviluppo delle azioni d’attacco dei campani. Vero è, comunque, che pure il Lecce doveva fare a meno di Cosenza e Liviero, con Legittimo tornato titolare dopo tanto e Lo Bue che stenta a carburare sulla fascia destra.Sergiu Suciu

A centrocampo, c’è una grande incognita che risponde al nome di Suciu. L’ex Toro gode della stima dell’allenatore leccese ma in tre gare da titolare non ha ancora dimostrato quel temperamento necessario per fare la differenza in mezzo al terreno di gioco dove spesso si decidono le partite. In attesa dei pieni recuperi di De Feudis e Salvi che potrebbero dare una mano a capitan Papini, c’è l’ungherese Vècsei che scalpita in panchina ma che Asta preferisce utilizzare col contagocce per non alterare gli equilibri in mediana e sbilanciare troppo in avanti la sua formazione. Lepore invece si conferma una garanzia e solo il cielo sa quanto ci sarebbe bisogno di altri come lui in un girone infernale qual è il “C”.

In attacco le note positive sono rappresentate dall’uomo-ovunque Surraco. Il trequartista uruguaiano ha disputato un’altra ottima partita, segnando un gol da cineteca. Grazie a lui il Lecce ha evitato un’altra beffa. Perdere due gare su due tra le mura amiche non sarebbe stato un bel biglietto da visita per le ambizioni da “grande” di questa società… Purtroppo, la malasorte si sta accanendo sul club giallorosso, privandolo degli attaccanti più importanti presenti in rosa. Prima Curiale e ora Moscardelli. In attesa di recuperarli entrambi, visto che i dirigenti hanno dichiarato che non torneranno sul mercato, il peso del reparto offensivo è tutto sulle spalle di Carrozza e Doumbia, che però non sono certo fulmini di guerra e lo hanno palesato pure ieri. Poca intesa e troppo leggeri quando si tratta di vedersela contro difensori alti e prestanti. Ben venga allora il rientro di Diop che nei 20 minuti in cui è stato schierato (esordio per lui) ha fatto intravedere caratteristiche che potrebbero tornare utili ad un Lecce in emergenza com’è quello attuale.Lecce

Infine, il tecnico. Mister Asta sta incontrando difficoltà che probabilmente neppure lui immaginava in avvio di campionato o, almeno, non erano questi i problemi che pensava di dover risolvere. Ad oggi il suo Lecce stenta a mostrare l’idea di gioco che l’ex guida tecnica del Bassano propugna ed invoca ormai da settimane. Deve fare di necessità virtù, insomma, ma questo non deve rappresentare un alibi. Se simili “imbarazzi” da parte di qualche calciatore proseguissero anche nell’immediato futuro, sarà bene prendere i necessari ed ineluttabili accorgimenti per non rischiare di disputare un’altra stagione da segugi, piuttosto che da lepri.

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