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11760383_10206079140529075_339611323_oLECCE – Continua in modo entusiasmante la carriera della brillante pittrice leccese Gabriella Legno. L’artista salentina conosciuta in tutto il mondo, dopo aver recentemente chiuso la sua Personale di Pittura “Barocco che incanta. Lecce oltre il visibile”, esporrà le sue opere presso Palazzo Leti Sansi a Spoleto dal 24 Luglio al 31 agosto. L’ importante mostra patrocinata da EXPO Milano 2015, dal Ministero per i beni e le attività culturali e dalla Regione Umbria, ed è curata dal Prof.Vittorio Sgarbi che presenterà allʼinterno di Spoleto Arte un interessante docu-film dedicato alla sua vita: “Sgarbistan”. Lʼevento vedrà la partecipazione del Dott. Gianni Quaranta, famoso regista, scenografo, costumista e designer, che tra i suoi riconoscimenti vanta un Premio Oscar alla miglior scenografia per il film “Camera a vista” e il Premio César per la migliore scenografia per il film “Farinelli – Voce regina”, e del Dott. Alfonso Marchese, noto giornalista e scrittore, che ha stretto un forte legame di amicizia e professionale col celebre regista e attore Carlo Verdone, già assistente del padre.

Gabriella Legno, che ha ricevuto importanti riconoscimenti, è diventata una realtà importante del panoramica artistico italiano ed è apprezzata da moltissimi critici ed esperti del settore e viene invitata spesso a partecipare a mostre personali e collettive nazionali ed internazionali, per avere maggiori info c’è il suo sito personale: www.gabriellalegno.it.

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Gabriella Legno

Il Prof. Sgarbi che ha scritto un testo critico su Gabriella Legno conclude paragonandola al grande pittore francese Robert Delaunay (Parigi, 12 aprile 1885 – Montpellier, 25 ottobre 1941): “Eccolo, Delaunay con la moglie Sonia, elaborare, fra il ’12 e il ’13, il ciclo delle ʻForme circolariʼ, la risposta astrattista in salsa transalpina al primato russotedesco sancito da Kandinskij, per poi tornare, a guerra in corso, a lambire le rive della figurazione. Non mi sarei dilungato, su Delaunay, se non vedessi Neo-Orfismo, echi postdivisionisti, misticismo, musiche di colori e forme circolari anche nelle opere astratte della Legno, quelle che, preso il volo dalla terra, dalla sua Lecce, sorvolano l’orbita dell’immateriale, immerse in una visione perpetua che aspira a contemplare, forse, il mistero ultimo, l’idea platonica nel suo stato puramente metafisico. E il viaggio, al centro dell’universo dentro la nostra mente, immensamente più grande di quello reale, diventa senza fine”.

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