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PAOLO PAGLIARO
Paolo Pagliaro

LECCE – Paolo Pagliaro, dell’Ufficio di Presidenza di Forza Italia, interviene in modo deciso sul modo di operare di Matteo Renzi con le riforme e, guardando all’ economia italiana in coma, afferma: “Forza Italia la sua proposta ce l’ha, razionale ed equa per far ripartire l’economia: la ‘flax tax’, ovvero il pagamento del 20% fisso per tutti i contribuenti”.

“Abbiamo atteso (e subìto) i tempi imposti per la riforma della legge elettorale e altre misure secondarie. Sono passati mesi per giungere ad un risultato che non rappresenta, ovviamente, una priorità per il Paese. Solo oggi, però, Renzi comincia a parlare di riduzione della pressione fiscale per le imprese dal 2017. Mi domando: le aziende strette nella morsa delle tasse, come possono sopravvivere per altri due anni in queste condizioni? Forse, forse, la riforma fiscale aveva un codice d’urgenza per il Paese che la legge elettorale non ha. L’elenco delle promesse e degli annunci è lungo”, prosegue Pagliaro. “L’anno prossimo toccherà all’imu sulla prima casa, nel 2017 a irap e ires e nel 2018 all’irpef con qualche intervento sulle pensioni. Si tratta di una riforma monca, senza coraggio, che si limita a piccole sforbiciate di cui ci si potrebbe non accorgere affatto. La riforma fiscale doveva essere il primo punto nell’agenda di governo e, invece, ci siamo ritrovati a perdere mesi per le leggi della politica che non servono ai cittadini, alle imprese, alle famiglie, ai commercianti, ai liberi professionisti, ai produttori, ai pensionati… L’Italia non può attendere, abbiamo bisogno di una riforma choc: mentre a Roma si discute sulla prossima promessa da gettare in pasto ai media e da richiudere nel cassetto, nelle città continuano i suicidi per la crisi e i nostri giovani fuggono dal Paese alla ricerca di un’opportunità. Renzi, poi, non riesce ancora a fare la voce grossa con le banche che andrebbero messe con le spalle al muro per tornare a dare liquidità a famiglie e imprese, utilizzando i fondi ricevuti dalla Bce (senza dimenticare la necessaria abolizione di Equitalia, prevedendo immediate sanatorie). Era su questi temi che si giocava la credibilità del governo – conclude Pagliaro – e, purtroppo, non si può non constatarne l’insipienza e l’inaffidabilità”.

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