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porta LecceLECCE (di Italo Aromolo) – Mentre la nuova stagione è finalmente pronta ad iniziare con il ritiro precampionato in Abruzzo, passiamo in rassegna la scorsa annata del Lecce ed il torneo ormai andato in archivio. I giallorossi non hanno vinto, hanno deluso ed hanno tradito le attese di società e tifosi. Han fallito l’obiettivo minimo dei play-off e ha stabilito anzi una serie di primati negativi che poco onore rendono ai suoi gloriosi trascorsi. Molti tra i tifosi leccesi vorrebbero dimenticare questa balorda stagione, se non cancellarla o addirittura non averla mai vissuta. Noi preferiamo anaizzarla con le statistiche che ci hanno accompagnato dalla prima all’ultima giornata: numeri che diventeranno comunque materiale storico per chi, tra dieci o cento anni, avrà ancora la curiosità di andare a riscoprire quel passato che, magari, vedrà con gli stessi occhi nostalgici con cui oggi apprezziamo i tempi che furono di mister Ferenc Plemich, Eugenio Fascetti o Zdenek Zeman.

Per avere un metro di paragone con quello che dovrebbe essere il cammino di una squadra vincente, abbiamo messo a confronto il ruolino del club salentino con quello del Frosinone, compagine fresca di promozione in Serie A dopo la conquista del secondo posto nel campionato di Serie B. Ecco le tre statistiche che meglio riassumono l’andamento della stagione del Lecce 2014/’15.

Lepore e Moscardelli abbracciati1.76: la media punti a partita mantenuta dal Lecce nelle 38 giornate di campionato. Ha del clamoroso il fatto che la formazione giallorossa abbia viaggiato ad una media punti superiore a quella del Frosinone, neopromosso in Serie A. Ai “canarini” sono infatti bastati 1,69 punti di media per accedere alla massima serie, mentre il Lecce non è riuscito neanche ad agguantare i play-off macinando 1,76 punti a partita. Paradosso, questo, che dà l’ennesima dimostrazione di come il campionato di Lega Pro sia molto più insidioso di quello cadetto: a titolo esemplificativo, se in Serie B la differenza tra terza e terz’ultima è ad oggi di 24 punti, il Girone “C” si è chiuso con uno scarto quasi doppio tra squadre occupanti le stesse posizioni di classifica: ben 36 punti di differenza separano Matera ed Ischia, nonostante il minor numero di partite a disposizione. In parole povere, mentre in Serie B si può giocare sull’equilibrio delle forze in campo, la Lega Pro non perdona: vincere diventa il solo imperativo, perchè ogni pareggio vale quasi come una sconfitta.

37: il numero di minuti a partita in cui il Lecce si è trovato in vantaggio. La mancanza di carattere è stata uno dei grandi limiti del Lecce 2014/’15: come replicare diversamente di fronte ad una squadra che solo 4 volte su 15 non ha perso dopo esser passata in svantaggio, o che ha subito il 75% dei gol nel secondo tempo. Un altro dato che fa luce sulle fragilità dell’ultimo Lecce riguarda il numero di minuti a partita in cui si è trovato in vantaggio: ben 37, a dispetto dei soli 9 giri di lancette che hanno visto i giallorossi trovarsi in una situazione di svantaggio. Un dato che suona come beffardo se si pensa che il Frosinone si è trovato mediamente a rincorrere per molto più tempo (19 min. a partita) e a difendersi per molto meno (31 min. a partita): i “canarini”, allora, hanno dimostrato carattere, condizione, o semplicemente fortuna, mentre i salentini sono mancati nella gestione delle varie situazioni di gioco in relazione al parziale in atto.

Moscardelli mani in faccia200%: la differenza in percentuale tra il numero di vittorie in casa e in trasferta. Dottor Jekyll e Mister Hyde sarebbero due pacati vecchietti in pensione al cospetto della doppia personalità del Lecce di questa stagione: Moscardelli e compagni si sono rivelati gladiatori invincibili nell’arena del “Via del Mare”, dove hanno conquistato ben 15 successi in 20 partite, mentre hanno spesso recitato la parte dell’agnellino nelle 9 trasferte terminate con una sconfitta. Il risultato è stata un’impressionante differenza del 200% tra numero di vittorie in casa (15) e in trasferta (5): se l’andazzo tra le mura amiche permettebbe di guardare dall’alto anche quel Frosinone che in casa ha perso solo una volta negli ultimi due campionati (i ciociari si fermano a 14 successi), lontano dall’impianto leccese i giallorossi hanno tenuto un passo da piena zona retrocessione: la media punti di 1,05 è forse il dato che meglio inquadra – e giustifica – il fallimento stagionale.

(ha collaborato Enrico Schiavi)

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