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Carrozzieri 1 - Copia
Moris Carrozzieri

LECCE (di Massimiliano Cassone) – Moris Carrozzieri un guerriero in campo che, nonostante le poche presenze e il campionato sfortunato 2011-12, i tifosi del Lecce ricordano col sorriso sulle labbra, perché chi lotta è sempre amato dai salentini.

Moris “nasce” difensore centrale e gioca in squadre importanti: Sampdoria, Varese, Atalanta, Lecce e Palermo. Per il suo gioco maschio e deciso viene denominato “il Puyol di Giulianova” o semplicemente “il carro”; chiude la carriera nel Bellante come attaccante. Dopo aver appeso le scarpette al chiodo, si siede dietro la scrivania della squadra della sua città, Giulianova, diventandone il Direttore Sportivo. Abbiamo parlato con lui di Lecce, di passato di presente e, chissà, di futuro.

Moris che ricordo ha di Lecce e dei leccesi?

“Lecce per me è più di un ricordo. È un ricordo stupendo, i leccesi sono meravigliosi; unico rammarico di quell’anno è la retrocessione”

Oggi è Direttore Sportivo del Giulianova e guarda il calcio da una prospettiva diversa dalla quale le chiediamo di spiegarci come vede il Lecce dei nostri giorni: cambio societario, nuovo direttore sportivo e neo-allenatore.

Quando c’è un cambio societario si riparte sempre da zero. Ora devono fare un grande lavoro per riportare il Lecce nel calcio che conta. Il Lecce merita la serie A e vederla in Lega Pro fa male al cuore. Trinchera è una grande persona, lo conosco, poi è un leccese. Tutte le società formate da imprenditori e staff della propria città hanno sempre la marcia in più perché faranno le cose oltre che con la testa con il cuore. Sticchi Damiani e soci hanno fatto un grande gesto. Asta è un allenatore che fa giocare bene le proprie squadre; ho seguito i play off, il Bassano giocava un bel calcio; sono convinto che lui sarà altezza della situazione”.

Il Lecce è stato sbattuto nel pantano della Lega Pro dal “Tribunale”, un “tribunale” potrebbe riportarlo in B anche se come ipotesi oggi appare remota. Per ritornare in B sul campo quali errori non dovrà commettere la squadra che ha commesso negli anni scorsi?

“Non esiste una ricetta ben precisa, però bisogna prendere gente di categoria che si immedesimi bene. Non serve acquistare calciatori di serie A. La Lega Pro è una categoria in cui ci vogliono persone che la conoscano. Trinchera dovrà fare acquisti mirati, e se si vuol vincere bisogna portare a Lecce gente abituata a vincere questo campionato”.

Se dovesse dare un consiglio per gli acquisti a Trinchera, avrebbe qualche nome da fare?

“Trinchera può dare consigli a me, non io a lui (sorride, ndr). Lui è uno che ha fatto sempre bene. Non posso dare consigli perché solo lui e il mister conoscono quali sono le loro prerogative. Se proprio devo fare un nome, voglio consigliare un ragazzo che mi ha impressionato moltissimo, è un difensore centrale di proprietà del Pescara, è un classe ’96 tutto mancino che può giocare sia in una difesa a 4 che in una a 3, si chiama Davide Di Pasquale”

Se un giorno dovesse arrivare una chiamata da Lecce?

“Verrei a piedi, di corsa, senza perdere un attimo. Ho tantissimi amici e verrei per svolgere qualsiasi ruolo: dal settore giovanile in poi. Lecce e Palermo sono le squadre e le città che mi sono rimaste nel cuore. Sinceramente ho sempre sognato un ritorno”.

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