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Joao Paulo Marangon, centrocampista del Gallipoli

GALLIPOLI (di Gabriele De Pandis)- Dal giallorosso della Roma a quello del Gallipoli, passando per Miami, la Serie C ed il Brasile. Joao Marangon, centrocampista arrivato a dicembre dall’Isernia, è deciso a riprendersi un posto al sole dopo tanti guai che hanno frenato il suo cammino. Dopo un promettente inizio di carriera, passato nel settore giovanile della Roma, Marangon non è riuscito a confermarsi ad alti livelli. Proprio a Trigoria Joao, fratello dell’ex portiere capitolino Doni, guardiano della porta romanista dal 2005 al 2011 con 10 presenze nella Selecao, ha costruito sia le basi per la sua carriera sia i principali rimpianti: “Avendo fatto un settore giovanile importante, credo che non sono stato capace di sfruttare ogni opportunità. Da giovane mi ero un po’ montato la testa e ho fatto meno di quello che dovevo. Ho pagato questo errore da giovane a 20 anni”. Il fratello, ritiratosi purtroppo a 34 anni per la mancata risoluzione di un’aritmia cardiaca rimane comunque una delle principali guide di Joao, nonostante il diverso ruolo: “Mio fratello? Lo sento ogni giorno. Calcisticamente, dato il ruolo, non mi può dare tanti consigli, ma sulla vita, soprattutto nell’approccio quotidiano è senza dubbio il mio primo consulente”.

Esperienza positiva– Marangon però non si è dato per vinto e, anno per anno, ha affrontato le insidie di una carriera che, dopo la parentesi in C con Lanciano ed Igea Virtus, lo hanno portato in giro per le Americhe con i due anni nel “suo” Brasile prima della parentesi statunitense con i Miami Soccer United, anticamera a sua volta del ritorno in Italia. Gallipoli per il brasiliano è una tappa più che positiva: “Quella di Gallipoli per me è un’esperienza molto positiva. Venivo da otto mesi di stop dopo l’operazione al crociato e sono riuscito a raggiungere una buona forma fisica, calandomi al meglio nel ritmo partita. Ho fatto undici partite sin qui e non so quanti altri match posso fare perché mi sono stirato e domenica col Bisceglie non ci sarò; in tutto questo però il mio bilancio è molto positivo”. Nel Salento Marangon, centrocampista di rottura, non ha trovato ancora il gol: “Potevo fare gol per due volte, a Brindisi ho sbagliato un’occasione facile, ed in casa col San Severo un mio tiro si è fermato in una pozzanghera. Bene o male, fare gol non è la mia caratteristica, io sono un giocatore di corsa, di lavoro sporco; in ogni caso mi sarebbe piaciuto fare qualcosa di più in fase realizzativa, però va bene lo stesso.”

Gruppo eccellente– La conduzione del campionato della squadra di mister Mangiapane, caratterizzata dalla salvezza raccolta in modo più che tranquillo, fa felice il mediano: “Qui ho trovato un gruppo eccellente, da 10 in pagella. Abbiamo fatto benissimo in campionato, non bene, perché abbiamo affrontato al meglio dei problemi societari che ci hanno costretto ad affrontare delle partite senza nemmeno conoscere il nome del compagno. Non è stato facile far qualcosa in queste situazioni, ed alla fine il campionato è andato alla grande, abbiamo fatto più di quanto tutti si aspettavano da noi”.

Speranze– Quando si parla di futuro, Marangon cerca di analizzare le prospettive con cognizione di causa: “Sinceramente, a 26 anni ho costruito una famiglia con la mia compagna a Roma. Giocando in questi livelli di Serie D, non vorrei allontanarmi da casa a Roma. In ogni caso, però, tutto si ribalterebbe se si aprisse una chance per tornare nel calcio professionistico”. Gallipoli comunque sta lasciando al classe 1989 un importante insegnamento calcistico: “Qui a Gallipoli spero di poter chiudere al meglio, con il gruppo, con i tifosi e con la città. Sono stato molto contento di quest’esperienza, molto positiva sul piano emozionale vissuta con tutti i miei compagni; l’unità di questa squadra è ciò che porterò nel mio libro dei ricordi”.

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