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pista atleticaLECCE (di Giovanni Costantini) – L’atletica è da considerare a giusta ragione la madre di tutte le discipline sportive, fatta di sacrificio, sudore e fatica che vengono comunque sempre ripagati dal raggiungimento, indipendentemente dalla posizione finale, del sospirato traguardo. Lo scorso 23 marzo si è celebrato il secondo anniversario della scomparsa di Pietro Mennea, atleta barlettano che stabilì il famoso tempo di 19’72’’ che gli valse il record del mondo sui 200 metri piani a Città del Messico. Era il 12 marzo 1979 e quel primato resistette per ben 17 lunghi anni. A Mennea la Rai ha pure dedicato di recente una fiction, prodotta da Luca Barbareschi ed interpretata nel ruolo del protagonista dall’attore tarantino Michele Riondino. Preceduta tre anni prima da Il sogno del maratoneta, con un cast d’eccezione che andava da Luigi Lo cascio a Laura Chiatti ed Alessandro Haber, sulla storia del leggendario Dorando Pietri, che vinse la classica maratona di 42 chilometri ai Giochi olimpici di Londra del 1908, non prima però di essere squalificato perché sorretto nel finale dai giudici di gara a causa di alcune cadute per la fatica.

Ebbene, entrambe le incredibili, singolari storie dei due eroici atleti italiani (ma potrebbero essere a centinaia se non a migliaia) sono l’espressione di cosa sia in realtà questo sport. L’atletica leggera che conta decine di discipline tra corsa, salti e lanci è senza possibilità di smentita l’attività sportiva per eccellenza e quella in cui si fondono quasi in modo perfetto capacità mentali, emotive, fisiche di resistenza, velocità, abilità, che la rendono appunto la più antica e quindi nobile, ma pure quella che fa vivere sensazioni uniche e irripetibili, che però non vanno di pari passo con i guadagni stratosferici di altri sport, per chi la pratica a livello professionistico. Solita questione di sponsor? Usain Bolt a parte, evidentemente…

atleticaSfuggono ormai ai dati statistici i praticanti “spontanei” della cosiddetta corsetta della salute, che di tutte le età ed a tutte le ore del giorno vediamo sulle nostre strade di città e di campagna. A dimostrazione di quali e quanti siano gli effetti benefici sulla salute e per un corretto e sano stile di vita, a cominciare dalla produzione naturale di endorfine o “ormoni della felicità”.

Ed anche a Lecce il movimento attorno all’atletica leggera è in grandissima crescita, soprattutto nel settore del podismo amatoriale, che conta ormai migliaia di praticanti che partecipano alle gare in quasi tutti i comuni della provincia. L’auspicio è che anche tra i più giovani, se adeguatamente stimolati ed educati, possa crescere la voglia di atletica e magari di frequentare il campo CONI, nel caso del capoluogo salentino. Tra gli atleti di punta locali annoveriamo il triplista olimpionico Daniele Greco, il campione italiano di mezza maratona Giammarco Buttazzo ed il martellista Marco Felice. Chissà chi sarà la prossima punta di diamante figlia di questa terra, nonostante la cronica mancanza di strutture.

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