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ramoscello di ulivo - #salviamogliuliviLECCE (di Giovanni Costantini) – Sono tanti i salentini che hanno genitori, zii, nonni o parenti che posseggono anche piccoli appezzamenti di terreno sui quali la fanno da padrone gli ulivi, alberi simbolo del nostro amato e al tempo stesso sofferto territorio, oggi minacciati da un nemico estraneo alle nostre latitudini: la nefasta e misteriosa Xylella.

L’ulivo, con il suo frutto pregiato e rinomato che possiamo ammirare lungo le strade ed in ogni angolo della nostra provincia, può essere tranquillamente identificato con il Salento stesso, di cui rappresenta l’essenza più profonda. Questi alberi, fieri e robusti, ma al tempo stesso ricurvi e segnati inevitabilmente dalle intemperie del tempo trascorso, sono l’anima spesso smarrita di una terra della quale è impossibile non innamorarsi e restare rapiti. Ma succede che anche nelle più appassionate ed intense storie d’amore, l’imponderabile giunga ad alterare l’armonia e l’equilibrio di una vita secolare.

Fino a qualche mese addietro nessuno, a parte gli esperti del settore, sapeva cosa fosse la xylella e la sputacchina che è l’insetto che inocula nella pianta il batterio killer. Un batterio d’importazione, che ha avuto le sue prime manifestazioni alla fine dell‘800 in California, con devastazioni che hanno riguardato soprattutto le piantagioni di vite. Oggi la diffusione del parassita è oggetto di studio da parte di ricercatori dell’Università della California che, a partire dai primi anni Novanta, hanno costituito dei gruppi di studio per osservare il fenomeno e tentare di contrastarlo senza per ora giungere a risultati apprezzabili.

Intanto l’intero settore olivicolo salentino inizia a fare la conta dei danni ed è seriamente alle prese col fenomeno, a causa di diversi focolai che si sono purtroppo propagati in diverse zone del Salento. L’emergenza ha raggiunto tali livelli di allarme che, lo scorso 12 febbraio, il Ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, d’intesa col Capo della protezione civile, Franco Gabrielli e col Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola ha nominato il Comandante del Corpo Forestale dello Stato di Puglia, Giuseppe Silletti, Commissario Straordinario per l’emergenza Xylella. Gli interventi che dovranno essere realizzati e coordinati con Ministero e Regione prevedono uno stanziamento di 13 milioni di euro. Ma accade pure, come forse non poteva essere altrimenti, che avviate come previsto dal piano d’intervento, le procedure di eradicazione negli oliveti di Oria segnando gli alberi con una X rossa, i proprietari dei terreni, guarda caso gli avvocati Pesce, abbiano inoltrato immediato ed urgente ricorso al TAR di Lecce che, accogliendolo, ha bloccato gli interventi programmati.

Lecce - manifestazione #salviamogliuliviInterventi tanto temuti, per il pericolo di utilizzo di pesticidi tossici che, nella Domenica delle Palme e degli ulivi della pace, si è svolta in piazza S. Oronzo a Lecce una manifestazione popolare che, caratterizzata dallo slogan  ‪#‎salviAMOgliulivi‬, ha visto tra gli altri la partecipazione del noto oncologo, il dottor Giuseppe Serravezza, il quale ha messo in guardia sui rischi per la salute derivanti dall’utilizzo di queste sostanze chimiche, invocando l’applicazione di un protocollo per la messa in opera di metodi naturali finalizzati a salvare gli ulivi salentini. Tante le zone d’ombra, i dubbi, le perplessità, le riserve sulla questione che la frase della costituzione ateniese del V secolo: Sia condannato a morte chi espianta un ulivo è stata utilizzata come uno degli slogan del sit-in.

È legittimo chiedersi a questo punto, a rischio d’essere accusati di complottismo, come sia stata possibile la diffusione di questa “fastidiosa” epidemia d’importazione e per quale motivo si intendono assumere misure così drastiche nei confronti delle piante. Epidemia che sta colpendo un territorio, negli ultimi anni protagonista di un’incredibile crescita turistica e culturale, ma che è anche oggetto di fortissimi interessi economici particolari, vedi TAP e trivelle nei mari del Salento che rischiano di deturparne la meravigliosa e naturale bellezza. In un mondo ormai incapace di vedere e riconoscere il bello, ogni salentino che si rispetti dovrebbe porsi questa domanda e mettere in atto ogni azione possibile a difesa della propria terra.

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