scherma atletiLECCE (di Italo Aromolo e Tommaso Micelli) – Ci sono realtà sportive che portano alto, altissimo, il nome dell’Italia in Europa e nel mondo. La scherma rappresenta il volto più vincente dello sport Azzurro: a partire dalle Olimpiadi di Atene 1986, Valentina Vezzali, colleghi e colleghe hanno conquistato 121 medaglie, di cui ben 48 ori. Per conoscere meglio il mondo della scherma, nell’ambito della nostra rubrica sugli sport impropriamente detti “minori”, abbiamo contattato Roberto Cazzato, maestro di scherma presso l’Accademia di Scherma Lecce e la Polisportiva Salento “Santa Rosa. Dall’alto della sua lunga esperienza di insegnamento, ereditata del padre Paolo anch’egli maestro, ci ha offerto una panoramica della sua disciplina tra regole ufficiali, basi teoriche e visibilità a livello locale e nazionale.

Armi schermaSi inizia illustrando le armi che caratterizzano la disciplina: “Le armi della scherma si suddividono in tre categorie: il fioretto, la spada e la sciabola, differenti in forma, peso e regole. Il fioretto è la più difficile e completa, mentre la spada è considerata la vera e propria arma da duello. Sono armi che possono colpire solo di punta. Poi c’è la sciabola, la più estrosa, la più creativa, in cui io posso colpire l’avversario di punta, di taglio o di contro taglio. Perché un atleta decide per il fioretto, la spada o la sciabola? Si comincia con il fioretto, che è a mo’ del solfeggio nella musica, è l’arma di base. Dopo un po’ il maestro e l’allievo capiscono insieme quale delle tre armi può essere più indicata, sulla base della psicologia e morfologia del ragazzo. Se uno non è alto ed ha il baricentro basso – sostiene il Maestro, che in passato è stato spadista – è più indicato per un’arma veloce come la sciabola. Chi invece è magro e alto, con le leve lunghe, è indicato per la spada, un’arma più lenta”.

Per sconfiggere un avversario è necessario realizzare cinque stoccate: “Il colpo si chiama stoccata, la gara si chiama assalto. Un assalto è composto da cinque stoccate; se colpisci cinque volte il tuo avversario hai vinto. Ci tengo a precisare che la scherma è uno sport sicuro: le armi sono in ferro, e le divise bianche, come le maschere, sono prodotte con tessuti che resistono a 1600 newton di sfondamento e di lacerazione, per cui quand’anche la lama si rompesse, non riuscirebbe a perforare. È come indossare un giubbotto antiproiettile”.

Il maestro Roberto Cazzato
Il maestro Roberto Cazzato

Per il maestro Cazzato la scherma è sintesi perfetta di scienza ed arte: “L’essenza della scherma si racchiude storicamente in due parole: scienza ed arte nello stesso tempo. Scienza perché c’è il rigore del ragionamento, dietro ad ogni movimento c’è uno studio, una logica, una razionalità pura. Al tempo stesso, però, se mancano estro e creatività, se manca l’arte, puoi essere preparato quanto vuoi ma non ne tiri fuori nulla. I bambini fanno scherma perchè è un avventura fantastica. Ai miei tempi eravamo ammaliati da Zorro (i ragazzi) e da Lady Oscar (le ragazze). Ora la scherma ha una maggiore visibilità, in particolar modo grazie alle Olimpiadi che l’Italia ha anche più volte vinto. Per vincere nella scherma non serve essere forti, anche se è vero che la preparazione atletica è rigorosamente scientifica. La scherma è lo scontro tra due intelligenze, non vince chi è più forte ma chi è più intelligente. Ciò che insegna la scherma è che, chi attacca, vince; chi subisce, perde”.

La scuola italiana è indubbiamente la migliore al mondo: “Torniamo sempre al discorso di arte e scienza: noi italiani siamo casinisti come popolo, non abbiamo una scienza esatta su nulla. I francesi, come i tedeschi, che pure sono organizzatissimi, sono nostri nemici storici su tutti fronti, però loro sono incavolati neri con noi, perché alla fine vinciamo sempre. Noi abbiamo l’estro e la creatività. Se una cosa non riusciamo a capirla, ce la inventiamo. Ed è questo quello che avviene e ci fa vincere anche nella scherma. Siamo veramente pochi in Italia, abbiamo forse sei-settemila tesserati in Federazione, mentre in Francia viaggiano sulle 150mila unità. Però le Olimpiadi e tutte le altre gare le vinciamo sempre noi, perché siamo così, più estrosi e quindi virtuosi. La scherma italiana è la più importante al mondo, basti pensare che chi vuol diventare maestro di scherma nel mondo viene a fare l’Accademia a Napoli. Uno è maestro di scherma se lo diventa in Italia”.

A Lecce la scherma sopravvive grazie all’Accademia di Scherma ed a poche altre associazioni: “A Lecce ci sono solo due società di scherma, più una in provincia a Galatina. Ci alleniamo tre volte a settimana per partecipare a competizioni agonistiche: la scherma – sostiene il Maestro Cazzato – non ha una dimensione di attività agonistica a livello provinciale o comunale, come avviene nella pallavolo e negli sport più popolari, ma la gara più semplice è già interregionale. Abbiamo avuto grossi risultati a livello nazionale: un nostro allievo l’estate scorsa è stato convocato tra gli ‘Azzurrini’, mentre la nostra istruttrice Chiara, fino a due anni fa, è stata campionessa nazionale di spada femminile. Si può far scherma dai 5 ai 60 anni, è uno sport aperto a tutte le età”.

Come per tutti gli sport “minori”, anche il portafoglio della scherma piange: “Nella scherma non ci sono grossi sponsor, perchè ha una leggibilità difficile e non potrà mai essere uno sport di massa. Chi guarda un assalto di scherma in tv lo segue fino alla fine se è un appassionato, altrimenti lo guarda due-tre minuti e dopo, non capendo nulla di quello che sta succedendo, cambia canale. Le sale di scherma si devono mantenere con le quote degli allievi e con i sacrifici dei genitori”.

maschera spada schermaNon tutti sono portati per uno sport assolutamente individuale come la scherma: “È lo sport individuale per antonomasia. Noi siamo tutti amici e fratelli, ma quando mi abbasso la maschera quello che è ho di fronte è solo e soltanto l’avversario. Appena arriva un bambino in sala dobbiamo subito capire se è portato per uno sport di squadra o uno fortemente individuale come è la scherma. Perché spesso accade che, siccome la scherma è uno sport elegante, chic, di nicchia, se ne innamorano i genitori. Ti portano questi bambini e tu leggi nei loro occhi che hanno nella testa la pallavolo o il calcio. Compito del maestro è capire l’attitudine del ragazzo e poter dire ai genitori che, se hanno la passione per la scherma, la vengano a fare loro e liberino i ragazzi da questo incubo (sorride, ndr). Sport per uomini o per donne? Nella scherma italiana le donna sono le più brave del mondo: penso a Dorina Vaccaroni, Valentina Vezzali e a tante altre. Noi qui a Lecce abbiamo forse una leggera prevalenza di donne, però siamo sostanzialmente sul fifty-fifty. Più dell’uomo, la donna è avvantaggiata in termini di velocità di pensiero”.

In conclusione, un riferimento alla scherma come sport particolarmente indicato per i disabili: “È uno sport indicatissimo per chi ha problemi di motilità alle gambe. Anni fa a Lecce l’abbiamo praticata ed abbiamo vinto anche dei titoli. È un discorso un po’ difficile da attuare, perché mancano le strutture. Per esempio, nel palazzetto facciamo lezione su dei terrazzini dove per arrivarci serve percorrere tre rampe di scale. Se non si procede con l’abbattimento delle barriere architettoniche, sarà sempre difficile per tutti. Al momento – conclude il Maestro Cazzato – non c’è niente a Lecce sotto questo punto di vista. Soltanto a Galatina teniamo un corso per disabili ma con handicap mentali e non fisici. La speranza è, un giorno, poter accogliere chiunque abbia voglia di cimentarsi in questo bellissimo sport”.

Commenti

1 commento

  1. TENNIS-TAVOLO CHE,BELLO SPORT VERO?
    MA LA SCHERMA I COSTI,PER FARE SCHERMA DOVREBBERO NON LIEVITARE PIU’VERO?
    LEALTA’E’LEALTA’MA COSTI ANCOR DI PIU’,SPORT GIORNATA DELLO SPORT NAZIONALE 2 GIUGNO CON FESTA REPUBBLICA 2 GIUGNO’15

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