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Rapuano
L’arbitro Rapuano

LECCE (di Massimiliano Cassone) – Ottava sconfitta per il Lecce in questa stagione colorata in chiaro-scuro. Dopo l’ottima prestazione contro la Juve Stabia, la squadra di Bollini si ripete a metà; gioca un buon primo tempo ma cala vistosamente nel secondo. I giallorossi partono forte e, dopo tre minuti, si vedono negare un calcio di rigore evidente che forse avrebbe cambiato le sorti della gara, poi la sfortuna ci mette lo zampino e arriva anche una traversa che suona come una beffa. La Salernitana è una squadra cinica che gioca a memoria un calcio semplice e senza fronzoli, non spettacolare ma sufficientemente guardabile, nulla di trascendentale ma perfettamente adeguato alla categoria, dimostrando come la freddezza sia una delle sue qualità  migliori. Nel secondo tempo, col minimo sforzo, edificano un vero e proprio fortino che respinge ogni velleità dei giallorossi; alla Salernitana basta il guizzo di Colombo che brucia i difensori giallorossi per portare a casa tre punti che le permettono di allungare sul Benevento.

Rapuano non è certamente il miglior arbitro che abbiamo potuto ammirare al Via del Mare e si dimostra molto “inglese” quando deve sanzionare i falli dei granata e molto fiscale quando fischiare contro il Lecce, ed è un vero peccato che al 3° minuto non veda il fallo di mano in area granata.

Alberto Bollini
Alberto Bollini

Alberto Bollini dimostra di non aver mai sentito il detto che “squadra che vince non si cambia” (almeno per quello che è possibile); mai e poi mai avrebbe dovuto modificare l’assetto difensivo della squadra che ha concesso nulla alla Juve Stabia. Sarebbe stato molto grave far accomodare in panchina Abruzzese? Diniz e Vinetot sono in forma strepitosa e insieme sembrano invalicabili. E poi perché non azzardare un centrocampo con Lepore centrale come nell’ultima gara? Il ragazzo di San Pio volava sulle ali dell’entusiasmo e bisognava lasciarlo volare e non farlo “posare” a terra. Perché poi sostituire Miccoli e Lepore per Embalo ed Herrera e subito dopo far entrare Doumbia per Papini? Uno di questi cambi, da qualsiasi angolazione vogliamo guardarlo è sprecato. Se Papini, giustamente, non poteva avere 90 minuti di autonomia, poteva essere sostituito da Herrera che avrebbe occupato la posizione di Lepore che, di conseguenza, si sarebbe potuto spostare al centro come contro la Juve Stabia. Poi, perché non togliere Abruzzese, facendo scalare Diniz al centro, Mannini sulla linea difensiva e mandare in campo Embalo? E perché sostituendo Miccoli non è stato inserito Manconi? Era proprio necessario chiudere con una “banda” di esterni tutti fuori ruolo?

Tanti interrogativi che altro non sono che riflessioni a mente fredda, coscienti comunque che il compito  dell’allenatore non è mai semplice, anche se sono proprio le scelte dei cambi a determinare l’esito delle stagioni.

Bisogna comunque dar atto all’allenatore di non avere prime punte a sufficienza; in sede di mercato sarebbe stato necessario investire su un attaccante facendo a meno di uno dei tanti laterali. Inutile però in questa fase della stagione piangere sul latte versato, c’è ancora tempo per rimediare, guardare avanti con umiltà è l’unica via per salvare il salvabile.

Nessun dramma comunque, i giallorossi non erano fenomeni venerdì e non sono scarsi ora. Bisogna lavorare e sperare di sbagliare il meno possibile per poter raggiungere i Play Off e giocarsi l’intera stagione in quello che sarà un mini torneo a parte, dall’esito mai scontato.

Curva Nord
Curva Nord

A vincere ancor di più rispetto alla Salernitana è la solidarietà del popolo leccese. A vincere è la Curva Nord che ancora una volta raccoglie fondi per la piccola Giorgia; un grande gesto da parte di ragazzi che comunque, molte volte, sono vittime dall’accesso di zelo delle forze dell’ordine che bloccano all’entrata le bandierine con la scritta UL perché le ritengono non adatte, un fatto questo che gli Ultrà contestano in modo ironico con uno striscione: “Lecce: più facile entrare in banca con una pistola che al Via del Mare con una bandiera…”.

Chi di dovere faccia qualcosa per non allontanare ulteriormente gli spettatori dallo stadio. Ieri c’è stato il record stagionale di presenze: 6287, pochi, veramente pochi e la maggior parte di questi era stipata in Curva Nord. Se si continuerà con queste restrizioni basate sull’eccesso dell’interpretazione, allo stadio rimarrà la Tribuna Stampa coi giornalisti e le telecamere.

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