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divinacommedia_1LECCE – Oggi pomeriggio si inaugura nelle sale del suggestivo Castello Carlo V di Lecce, alle ore 18:00, la personale dello scultore Giovanni Rollo, una “Libera interpretazione de La Divina Commedia di Dante Alighieri che rimarrà in esposizione fino al prossimo 8 aprile. La mostra è organizzata dal Raggruppamento Temporaneo di Imprese: Theutra, Oasimed e Novamusa, con il patrocinio del Comune di Lecce.

Come sottolinea il critico Pompea Vergaro, curatore della mostra, “lo scultore Giovanni Rollo vive e opera a Cavallino e lungo il suo percorso artistico ha sempre proposto opere di grande valore universale, come questa personale monumentale e unica dedicata alla Divina Commedia. L’artista vanta lungo il suo percorso artistico premi e riconoscimenti, coppe e medaglie, diplomi di merito, premi speciali della critica, ricevuti durante le rassegne alle quali ha partecipato in tutta Italia. Le sue opere sono in collezioni pubbliche e private e all’interno di luoghi sacri come nel Museo d’Arte Sacra di Foggia e sono pubblicate su Riviste di Arte accreditate a livello nazionale”.

La “Libera interpretazione de La Divina Commedia riflette l’aspetto poliedrico dello scultore e rappresenta l’Opera tra disegni, bassorilievi e installazioni realizzate con differenti tecniche e materiali (ferro, legno, gesso, zinco, gesso, rame), percorrendo alcune tappe significative delle 3 Cantiche: Inferno, Purgatorio e Paradiso.

La mostra nasce da un lavoro lungo e complesso, fuori da ogni schema e logica, costituito da bassorilievi e disegni che raccontano la Divina Commedia attraverso la libera interpretazione dell’artista.

“Per me Dante non ci presenta un vero e proprio viaggio nell’aldilà, ma ci descrive, quasi fossero delle moderne diapositive proiettate su un grande schermo, le immagini che il suo inconscio, forte della sua “cultura”, ha elaborato su quelle che saranno le pene, le espiazioni e i premi a cui andrà incontro l’anima di un uomo una volta giunta nell’aldilà.

Non solo, ma, perfettamente conscio di quello che scriveva, ha voluto lasciarci, nella figura di Virgilio, “la somma sapienza”, ovvero, il suo alter ego, la sua intelligenza, cultura e la sua volontà di redenzione. E sotto le sembianze di Beatrice, l’amore con la A maiuscola. Quell’Amore che solo Maria, madre di Gesù ci ha comunicato nella sua interezza e grandezza, come dice lui stesso nella bellissima preghiera che San Bernardo rivolge alla Vergine nell’ultimo Canto del Paradiso”.

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