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Striscione contro i Tesoro Curva Nord LecceLECCE – Le avvisaglie si erano già colte nelle scorse settimane. La pax che regnava nei rapporti tra la dirigenza della società giallorossa e la Curva Nord si è incrinata a causa delle scelte e degli atteggiamenti che, stando ai messaggi lanciati dal cuore pulsante del tifo leccese, hanno scontentato gli Ultrà Lecce. La prima, vera contestazione si è così registrata oggi pomeriggio allo stadio di “Via del Mare” con cori rivolti contro i Tesoro rei di non aver seguito la squadra nella disastrosa trasferta di Reggio Calabria, del continuo valzer di allenatori sulla panchina e di un mercato di “riparazione” condotto sottotono rispetto alle dichiarate volontà dei dirigenti del sodalizio giallorosso.

Neppure la gioia del gol è bastata a sedare gli animi della Curva leccese che ha intonato slogan assai eloquenti all’indirizzo della famiglia Tesoro, oggi presente al completo nell’impianto sportivo del capoluogo salentino. A far ulteriore chiarezza sulle ragioni dell’aperta contestazione è poi stato esposto un lungo striscione in cui si leggeva la sentenza di condanna nei confronti dell’attuale proprietà del club giallorosso. Al presidente Savino ed al diesse Antonio Tesoro la Nord imputa il depauperamento dell’organico, in particolare quello del settore giovanile, ed il ricorso alla formula dei prestiti per alcune operazioni di calciomercato.

striscione Curva Nord se restiamo in CI primi malumori degli ultrà salentini si erano registrati ai primi di gennaio, con un altro striscione esposto durante gli allenamenti al “Via del Mare” in cui si sollecitava la società ad operare con urgenza sul mercato. Un secondo “messaggio” era stato poi esposto in occasione della gara contro il Matera in cui si faceva capire a chiare lettere che un altro fallimento stagionale, ossia la mancata promozione in Serie B, non sarebbe stata tollerata. Oggi il nuovo striscione, insolitamente composto rispetto a quelli normalmente esposti in Curva negli anni passati e la aperta contestazione verso i Tesoro, invitati ad andare via da Lecce. I ripetuti cambi di allenatore, uniti agli scarsi risultati conseguiti finora hanno fatto traboccare il vaso.

Corsi e ricorsi storici che, dalle queste parti, sono un leitmotiv che ha unito idealmente le ultime conduzioni societarie: da Jurlano, ai Tesoro, passando per i Semeraro. Anche se, rispetto alle “lotte” condotte in anni ormai lontani, ultimamente pare di cogliere segnali di una non unanimità di intenti tra gli stessi ultrà. Le frizioni tra le varie “anime” all’interno della Curva Nord sono note. Parlare di “regie occulte” dietro certe esternazioni non appare ipotesi tanto inverosimile visti i tempi e le modalità con cui i mal di pancia della Nord sono esplosi fragorosi al pari delle immancabili bombe carta lanciate sulla pista d’atletica. Che i Tesoro stiano vivendo un tormentato momento di riflessione interna alla propria famiglia è noto. Se qualcuno sia invece pronto a dargli una spallata e prendere in mano le redini societarie un po’ meno. Ad oggi resta il dubbio che i tempi e le modalità per contestare l’attuale proprietà possano incidere negativamente sul prosieguo della stagione del Lecce, in un momento assai delicato in cui almeno i play-off non sono poi un miraggio e con quasi un intero girone di ritorno ancora tutto da affrontare.

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