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arton12561C’è purtroppo un nuovo record della disoccupazione: secondo l’Istat, il tasso di disoccupazione è salito al 13,4% a novembre, con un aumento di 0,2 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,9 punti nei dodici mesi. Il numero di disoccupati ha toccato quota 3 milioni 457 mila, con un aumento dell’1,2% rispetto al mese precedente (+40 mila) e dell’8,3% su base annua (+264 mila). Gli occupati sono diminuiti di 48 mila unità rispetto al mese precedente e di 42 mila su base annua.  Nuovo record anche per il tasso di disoccupazione tra i 15-24enni, al 43,9%, con un aumento di 0,6 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 2,4 punti nel confronto tendenziale.

Il numero di disoccupati sotto i 25 anni è risultato pari a 729 mila persone. In Europa invece la disoccupazione è restata stabile, con un tasso a novembre dell’11,5% nell’Eurozona e del 10% in Ue. In Germania il tasso è sceso al minimo storico pari a 6,5%. Sindacati e partiti di opposizione criticano le politiche del governo, che non hanno influito postivamente sull’occupazione ma il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, invita ad aspettare le ricadute di Jobs act e legge di Stabilità: “Solo nei prossimi mesi si potranno vedere gli effetti” delle riforme attuate.

“E’ infatti ragionevole ipotizzare -spiega- che la decontribuzione triennale totale prevista per i nuovi assunti a tempo indeterminato nel 2015 e l’attivazione del contratto a tutele crescenti, abbiano influito e possano influire sulle scelte di molte imprese, spingendole a rinviare la decisione di procedere a nuove assunzioni nel momento in cui saranno pienamente operativi questi strumenti che le rendono più convenienti”.

Il premier Matteo Renzi ha commentato i dati Istat con il ministro dell’Economia Piercarlo Padoan, giudicando tuttavia un buon segnale il calo dei lavoratori inattivi: per il governo gli effetti delle nuove misure sul lavoro si vedranno nel tempo.

L’Istat ha anche diffuso il dato sul tasso di inflazione medio annuo per il 2014, risultato pari a +0,2%, in rallentamento di un punto percentuale rispetto al 2013 (+1,2%). Si tratta del tasso più basso dal 1959. Nell’Eurozona i prezzi al consumo, per la prima volta dall’ottobre 2010, si sono attestati a dicembre a livello negativo: -0,2% il tasso annuale secondo la stima flash di Eurostat, contro il +0,3% del mese precedente e un previsto -0,1%. Per la Commisisone europea si tratta di un “segno negativo provvisorio” diverso però “da una chiara deflazione”

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