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10884437_10152865035688467_1735231440_nLECCE (di Carmen Tommasi) – Meno 9 dalla capolista Salernitana, tre k.o. di fila e la panchina del tecnico Franco Lerda saltata (notizia questa ancora ufficiosa) ad una giornata dalla fine del girone d’andata: questo è in sintesi il finale del 2014, amaro e senza sorrisi, del Lecce alla rincorsa per la terza stagione di fila del salto di categoria in quella tanto desiderata serie B. Dopo la 18^ giornata di campionato di Lega Pro, che si è disputata tra sabato e domenica scorsa, abbiamo stilato il pagellone di tutta la rosa giallorossa, società e staff tecnico compresi, dei “promossi” e “bocciati” di tutta la prima parte della stagione 2014-15. Il 6 gennaio si riparte con la gara casalinga contro la Vigor Lamezia, fischio d’inizio alle ore 19:30, e con capitan Miccoli e soci guidati nel primo match stagionale del 2015 dal neo allenatore che verrà ufficializzato nei prossimi giorni.

LA ROSA

Portieri

Nicholas Caglioni: MANI SICURE. Sicurezza e partecipazione alla causa. Conferma, sia pure con qualche pausa, le doti importanti che ha fatto vedere in passato e nello scorso campionato. Ha salvato in più di un’occasione i suoi da delle sconfitte altrimenti clamorose, anche se fuori dai pali tentenna il più delle volte (e non poco). Sedici gol incassati in 18 partite: bene così. VOTO: 6.

Davide Petrachi: PAZIENTE. L’eterno secondo si allena con grinta, “tifa” Lecce e incoraggia dalla panchina, ormai da anni, la sua squadra del cuore: tutto qui. VOTO: s.v.

Gianmarco Chironi: CRESCI RAGAZZO. Il baby portiere salentino della Berretti sia allena ormai quasi quotidianamente con la prima squadra agli ordini di mister Roberto Vergallo con entusiasmo e tanta voglia di un futuro tutto giallorosso. Ad maiora. VOTO: s.v.

Difensori

Abruzzese, leccezionale.it
Giuseppe Abruzzese

Giuseppe Abruzzese: VALE DOPPIO. Tra i più esperti e anziani del Lecce: qualità e quantità a disposizione dei compagni. Il 33enne ex Crotone è sempre attento in difesa e abile condottiero all’interno dello spogliatoio. Due gol messi a segno in 14 presenze: di lui ci si può fidare, anche se a volte commette delle sbavature imperdonabili. VOTO: 6.5.

Filippo Carini: GITA PREMIO. Pochissime presenze in campionato, un po’ di tribuna e la sola possibilità di mettersi in mostra in Coppa Italia. Un professionista serio e ora lo potrà dimostrare con la nuova squadra con cui si sta per accasare, L’Aquila. VOTO: s.v.

Dario D’Ambrosio: IN ATTESA. Reduce da un gravissimo infortunio alla caviglia destra nella gara di Viareggio dello scorso marzo, l’ex Lumezzane fa fatica a recuperare e a tornare quello di sempre. In bocca al lupo, allora, al gemello giallorosso. VOTO: s.v.

Nicolò Donida: DA CREMONA CON FURORE. Ha avuto qualche partita di gloria quando ha sostituito i compagni infortunati o squalificati. La sua duttilità da terzino in difesa, a destra o a sinistra, potrebbe essere una buona alternativa da sfruttare da qui alla fine del campionato. VOTO: 5.5.

Marcus Diniz: INFORTUNIO TERRIBILE. L’ex Milan è alle prese con un brutto e delicato infortunio dall’inizio della stagione e in campionato non è mai stato praticamente schierato. Guarisci presto Marcus, il Lecce ti aspetta. VOTO: s.v.

Walter Lopez: INSAZIABILE. Uno dei pilastri della difesa e un punto di riferimento della squadra. Lotta, scivola e ringhia sugli avversari (anche troppo). La retroguardia giallorossa è costruita intorno all’indomito e grintoso terzino uruguaiano che non è in questo campionato, però, ai livelli della passata stagione. Troppo nervoso e falloso: per questo all’ex Penarol va mezzo voto in meno. VOTO: 5.5.

Gilberto Martinez: COLONNA PORTANTE. Sempre silenzioso e lavoratore instancabile: in estate era con la valigia pronta, ma poi ha messo la sua tenacia al servizio del progetto difensivo giallorosso e  il tecnico piemontese lo ha sempre utilizzato. Tra i migliori sempre. VOTO: 6.5.

Erminio Rullo: UTILE AL GRUPPO. In settimana e nelle esultanze è un vero uomo spogliatoio. E sicuramente con la sua esperienza potrebbe, in condizioni di emergenza e non solo, risultare utile alla causa. VOTO: s.v.

Kevin Vinetot: SEMPRE SORRIDENTE. Ha passato la maggior parte del girone d’andata alle prese con un infortunio della vecchia stagione: il campionato è ancora a lungo e sicuramente l’ex Crotone troverà il suo spazio, così come è successo nella passata stagione. Coraggio Kevin. VOTO: s.v.

Centrocampisti

carrozza
Alessandro Carrozza

Alessandro Carrozza: GALLIPOLINO VERACE. Quando gira in mezzo al campo e trotterella con la palla al piede riesce a trovare traiettorie-assist che altri possono solo immaginare. Il guaio è la discontinuità, perché dall’inizio del campionato si è preso troppe pause caffè. Mezzo voto in meno e che possa essere da stimolo. VOTO: 5.5.

Filipe Gomes Ribeiro: SAMBA IN MEDIANA. Lui è uno di quei giocatori che sa dare del “tu” e che “coccola” il pallone, un regista di qualità per la mediana giallorossa. Graziato, bello nei movimenti e disposto al sacrificio, è stato talvolta tatticamente utile, ma non sempre all’altezza della maglia che indossa. Sta crescendo di partita in partita: l’ex Perugia può e deve migliorare. VOTO: 5.5.

Franco Lepore: INNAMORATO PAZZO. Il ragazzo leccese delle “Case Magno” è un motorino instancabile a favore dei suoi. Non si demoralizza mai e torna sempre in campo con più voglia di prima. Un esempio per tutti. VOTO: 6.

Daniele Mannini: JOLLY DI LUSSO. Da esterno di centrocampo di ruolo, Lerda lo ha reinventato terzino destro e la sua esperienza si è vista in quasi tutte le partite. Duttile e pungente, è stata una preziosa arma sulla fascia destra per sviluppare il gioco secondo i dettami del mister di Fossano. VOTO: 7.

Romeo Papini: RE A SINGHIOZZI. Il “Papo” si stava confermando, come nello scorso campionato, uno dei leader che si sono alternati alla guida della squadra. Personalità e intelligenza tattica per la mediana salentina, un calciatore che se sta bene fisicamente in terza serie sta stretto, ma dopo l’infortunio dello scorso ottobre le sue prestazioni sono venute meno insieme a quelle del gruppo. VOTO: 5.5.

Gabriel Sacilotto: NUOVA SCOPERTA. Dove lo metti sta: un signor giocatore e un bravissimo ragazzo. Bene anche in difesa da centrale nelle prime partite di campionato a causa dell’emergenza infortuni e squalifiche. Super “Saci”. VOTO: 6.5.

Stefano Salvi: BATTAGLIERO. Grinta, polmoni, corsa e ancora grinta. Il centrocampista romano fa il suo, come sempre. Incarna alla perfezione quello che vuole il popolo giallorosso dai propri giocatori: impegno e maglia sudata. Davvero bravo, poi, nel ferire gli avversari e andare in gol dalla distanza come nelle gare con la Lupa Roma e con il Benevento. VOTO: 6.

Marco Rosafio: TALENTO INOPEROSO. Probabilmente a gennaio partirà a trovare gloria altrove, perchè un elemento come lui sarebbe sicuramente titolare in qualsiasi squadra di terza serie. Buona fortuna. VOTO: s.v.

Mariano Bogliacino: BENTORNATO. Sette presenze, 2 gol e un voto che potrebbe tendere all’infinito perché dal suo rientro, dopo il lungo infortunio, ha detto sempre la sua e ha cercato di trascinare i giallorossi in un periodo no. VOTO:  6.5.

Attaccanti

Luigi Della Rocca: VOLATILE. Dodici presenze e 1 gol dall’inizio della stagione: l’ex Cremonese non è un giocatore da doppia cifra e questo è risaputo (lo abbiamo ripetuto più volte), ma qualcosa di più alla causa Lecce l’avrebbe potuta dare. Il brindisino, con l’accento ormai del nord, è sicuramente abile in fase di non possesso e nel regalare assist ai compagni, ma così non va. VOTO: 5.

Moscardelli gol
Davide Moscardelli

Abdou Doumbia: ALLA RICERCA DEL VECCHIO DUDÙ. Primo anno in giallorosso più che ok, ma la prima parte del girone d’andata è stata di basso profilo. Probabilmente ci si aspetta molto di più dall’ex Parma, perché ha le qualità per cambiare le sorti delle gare con le sue accelerate devastanti sulla zona di propria competenza. Promessa mancata. VOTO: 5.

Fabrizio Miccoli: “AL CUOR NON SI COMANDA”. Capitano innamorato della sua maglia e anima di questo Lecce. Frenato da qualche battibecco con Lerda e da qualche acciacco non ha potuto dire la sua al meglio delle sue potenzialità, ma con lui in campo è sempre un’altra storia. A gennaio potrebbe lasciare il Lecce, ma non è detto. “Chi vivrà vedrà”. VOTO: 6.

Davide Moscardelli: STILE INCONFONDIBILE. Una spina nel fianco per le difese avversarie. Brillantezza, energia e carattere indomito: è una delle anime della squadra, anche se ci ha messo un po’ di tempo a carburare e a adattarsi alla categoria. Utile anche in fase di non possesso. Cinque gol messi a segno in 17 presenze sono troppo pochi, però, per uno come lui (parola dell’ex Bologna ), ma i tifosi vanno ormai “matti” per il loro bomber barbuto. VOTO: 6.5.

Allenatori

Franco Lerda e Giacomo Chini

Franco Lerda: RI-ESONERATO. Il tecnico della rimonta dello scorso anno, quello che vive di  “pane e calcio” e quello degli otto risultati utili di fila (prima degli ultimi  3 k.o. consecutivi) non sarà più l’allenatore del Lecce (manca solo l’ufficialità della notizia). Le colpe, però, sicuramente vanno divise in egual misura con la sua ormai ex squadra. Natale amaro per l’ex Toro. VOTO: 5.

Giacomo Chini: CARISMATICO. Ha guidato il Lecce in panchina ad inizio campionato nelle giornate di squalifica di Franco Lerda per i fattacci del post Frosinone-Lecce e l‘ex difensore del Genoa ha risposto sempre presente: la squadra gli vuole un gran bene. A modo. VOTO: 6.

Società

Savino e Antonio Tesoro
Savino e Antonio Tesoro

Savino Tesoro: PASSIONALE. Il patron sembra amare il Lecce più di ogni altra cosa e a volte è sembrato anche stanco di soffrire alla rincorsa della tanto attesa serie B. Eccede, in alcune occasioni, nei giudizi negativi nei confronti della squadra per mezzo stampa (meritati, forse), ma i panni sporchi si lavano in casa. VOTO: 6.

Antonio Tesoro: DIESSE SILENZIOSO. Soffre a dismisura per le sconfitte dei suoi più di ogni altro e si esalta nella stessa maniera a vittoria conquistata. Ha costruito una squadra che fa invidia ai più e con una panchina che sarebbe titolare in quasi tutte le squadre di terza serie, nonostante l’inesperienza da direttore sportivo che i più gli addebitano. Sicuramente, però, ci sono dei tasselli mancanti e a gennaio qualcosa dovrà muoversi in uscita e soprattutto in entrata; con l’obiettivo di ringiovanire l’organico.  VOTO: 5.5.

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