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Isola d'IschiaLECCE (di Tommaso Micelli e Italo Aromolo) – Per chi è alla ricerca di un viaggio che permetta di prendersi cura di sé senza trascurare qualche interessante escursione, Ischia costituisce senza dubbio la destinazione ideale. Troppo spesso passata in secondo piano a causa della maggior fama della vicina Capri, l’Isola Verde (altro nome con cui è conosciuta Ischia e da cui prende parte del nome la sua squadra di calcio) risulta la più grande del Golfo di Napoli nonché una delle più belle e interessanti grazie al fantastico connubio tra spiagge chilometriche, mare cristallino, attrazioni turistiche, sorgenti termali, gustose tradizioni enogastronomiche e folklore.

La storia – Ischia è un’isola di origine vulcanica e proprio da qui nasce il mito di Tifeo, il gigante condannato da Giove che eruttava fiamme e provocava terremoti ogni volta che si muovesse. Le prime testimonianze sull’isola le dobbiamo ad alcuni resti umani risalenti al 3500 a. C. seguite da tracce del periodo in cui i Greci vi si insediarono (XVIII secolo a. C.) stabilendo forti legami commerciali con gli Etruschi per poi spostarsi, nel corso degli anni, verso il Monte Vico, più vicino alla terraferma. Dopo il dominio greco, furono i Romani a colonizzare l’isola utilizzandola come centro strategico della loro attività fondiaria. Fu Silla che decise di assoggettare l’isola a Roma dopo che i suoi abitanti avevano accolto Gaio Mario, rivale del senatore romano mentre, qualche decennio dopo, l’imperatore Augusto la restituì a Napoli preferendo all’Isola Verde la più gradita Capri. Tanti furono i popoli, i re e le dinastie che passarono da Ischia nel corso dei secoli tra cui Angioini e Aragonesi i cui segni sono tangibili nel Castello Aragonese situato su un isolotto ben visibile a chi, dalla terraferma, naviga verso Ischia.

Da vedere – Tra i sei borghi che compongono l’isola, la maggiore attrazione è costituita dal già citato Castello Aragonese dove si arriva tramite una strada quattrocentesca e si può raggiungere (con un ascensore o percorrendo a piedi un sentiero scavato nella roccia) la sommità ad oltre 100 metri di altezza per visitare il museo delle armi antiche e la Cattedrale dell’Assunta. Per gli amanti della natura, impossibile non salire sul Monte Epomeo da cui è possibile ammirare tutto il golfo di Napoli: dalla penisola sorrentina a Capri passando per il Vesuvio. Per i più pigri, la scalata può essere effettuata anche sul dorso di un asinello. Ad Ischia c’è comunque tanto da vedere: Sant’Angelo è un caratteristico paesino di pescatori diventato meta del turismo di lusso e centro del commercio delle caratteristiche ceramiche, Forio è conosciuto per i suoi viali alberati, mentre la zona del porto è conosciuta per essere il centro dello shopping e della vita notturna.

Ischia vignaTradizioni ed enogastronomia – L’isola è tutt’altro che una semplice località termale o balneare: è caratterizzata da usanze di origine pagana che si svolgono durante tutto l’anno e, col tempo, sono state “santificate” e sfruttate per incrementare i flussi turistici che vanno a formare l’unica vera industria di cui gode. Tra le principali tradizioni figurano quelle del ballo della ‘ndrezzata (nato come una danza di pace dopo una battaglia tra gli avversi abitanti dei paesi di Buonopane e Barano) o della chiusura della Corsa dell’Angelo di Forio (dove il portatore dell’asta di legno dell’Arciconfraternita di Santa Maria di Visitapoveri la deve abbassare per tre volte senza far toccare terra). Oltre ai tanti eventi pagani e religiosi, anche l’enogastronomia è parte integrante delle tradizioni ischitane, la produzione di vino risale al periodo della colonizzazione greca e i piatti tipici tendono a soddisfare un po’ tutti i palati. La pietanza più conosciuta è il coniglio di fosso alla ischitana che viene allevato in profonde buche (da cui il nome); viene alimentato con sole erbe e verdure e cucinato in una pentola di coccio con vino, aglio, olio e pomodori: con il sughetto si fa la pasta, mentre la carne viene accompagnata dai tradizionali friarielli. Per quanto riguarda la tradizione dolciaria, Ischia, come tutta la Campania, non ha bisogno di presentazioni: la sfogliatella e la pastiera napoletana la fanno da padrone, magari accompagnate da un buon limoncello.

IschiaSpiagge e mare – Spiagge paradisiache abbracciano l’isola lungo tutto il suo perimetro. In un incantesimo di colori tra l’azzurro del mare ed il verde dei suoi particolarissimi tufi, Ischia splende come una delle mete più ambite per attrazioni naturali. I suoi 34 perimetri di costa, tipici per la vasta gamma di anfibi che si possono incontrare, si affacciano su acque caratterizzate dalla abbondantissima presenza di Posidonia Oceanica, un tipo di pianta acquatica molto simile all’alga. Tra le marine più gettonate, spicca la spiaggia “Maronti” per la posizione all’estremo sud dell’isola, che la rende perennemente accarezzata dal sole e molto calda in tutti i periodi dell’anno: si dice che le sue caratteristiche fumarole bollenti (emanazioni di gas vulcanici dal terreno) permettano di cuocere i cibi sotto la sabbia. In passato, la spiaggia “Maronti” costituiva un importantissimo punto d’approdo per le bande di pirati, che sfruttavano la profondità delle sue acque per arrivare fino a riva con i velieri e nascondere tesori. Gli amanti della scogliera non disdegneranno di fare tappa nella Baia di Sorgeto, un’insenatura incorniciata da autentici “fiordi” che si estende nella parte sud-ovest dell’isola. Il nome stesso – Sorgeto – riporta alla molteplici sorgenti d’acqua calda che sfociano nella baia e la rendono straordinariamente adatta alla balneazione anche nel più freddo dei periodi dell’anno.

Ischia mappaTerme – Anche la tradizione termale è plurimillenaria e costituisce uno dei principali oggetti di attrazione del turismo nazionale ed internazionale. Mentre i greci attribuivano alle acque termali e ai loro vapori poteri magici e soprannaturali tanto da usarle per curare le ferite di guerra e da edificare un tempio nei pressi di ogni sorgente, furono i romani a costruire le prime “Thermae” pubbliche utilizzandole come strumento di cura e relax. Sono tantissime la persone che, nel corso dei secoli, hanno sfruttato i benefici delle terme di Ischia che hanno uno dei patrimoni termali più antichi del mondo.

Curiosità – Divenuta nel corso degli anni meta del turismo di lusso quasi al pari della vicina Capri, l’Isola di Ischia è divisa in sei piccoli comuni che la popolazione punta ad unire sotto un unico grande ente nonostante l’apposito referendum promosso da buona parte della cittadinanza, nel 2011, non abbia raggiunto il quorum sufficiente per conferirgli la validità. La presenza abituale di tante celebrità tra cui Sting, Bocelli e la cancelliera tedesca Angela Merkel ha sicuramente lanciato il turismo di lusso sottoponendo Ischia agli occhi attenti dei viaggiatori internazionali. Altro dato importante è il gran numero di film girati nel corso degli anni sull’Isola Verde: da “Caccia alla volpe” di Vittorio De Sica al campione di incassi “Il paradiso all’improvviso” di Leonardo Pieraccioni.

Come arrivare – Una volta giunti a Napoli in automobile, treno o aereo, è possibile arrivare ad Ischia utilizzando l’aliscafo (da Mergellina, se non si viaggia con un mezzo al seguito) o il traghetto (che parte da Pozzuoli e, a fronte di una spesa minore, impiega circa mezz’ora in più per raggiungere la destinazione). I porti di Mergellina e Pozzuoli sono raggiungibili con autobus di linea o apposite navette anche se, chi arriva in treno a Napoli, può scegliere come destinazione la stessa stazione di Mergellina in alternativa a quella di Napoli Centrale.Ischia - stadio 'Enzo Mazzella'

Lo Stadio – Lo stadio “Enzo Mazzella” ospita le partite casalinghe dell’Ischia Isolaverde e prende il nome dal defunto sindaco della città a cui vanno i principali meriti per la sua costruzione. Mentre la tribuna principale, coperta per metà, è situata a nord-est, dalla parte opposta è situata la gradinata normalmente utilizzata per accogliere le tifoserie ospiti. Distante circa cinque minuti dal porto di Ischia e facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, lo stadio “Enzo Mazzella” ha raggiunto, dopo numerose operazioni di restyling, la capienza di 5000 posti e c’è da aspettarsi che nel match contro una squadra blasonata come il Lecce questi siano per gran parte occupati dal pubblico delle grandi occasioni.

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