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Ischia - stadio 'Enzo Mazzella'ISCHIA (di Pierpaolo Sergio) – Pagelle amarissime per il Lecce uscito sconfitto, per la terza gara di fila, dal confronto contro un modesto Ischia. I salentini non riescono a rendere effettivi i buoni propositi espressi durante la settimana e “regalano” a loro stessi, nonché ai tifosi di fede giallorossa, un Natale ed un Capodanno assai al di sotto delle attese e delle potenzialità troppe volte rimaste tali solo sulla carta. In Campania Miccoli e compagni si illudono con la rete in apertura di match di Bogliacino e peccano in leziosismi sterili, prima di soccombere per due calci di rigore concessi da un direttore di gara fin troppo tollerante per altrettanti falli di mano inutili e veniali di Lopez prima e Filipe Gomes poi. Un tremendo uno-due dal dischetto, tra la fine del primo tempo e l’inizio della ripresa, firmato Ciotola che spezza le gambe ad un Lecce incapace di imbastire la ben che minima reazione degna di tal nome, salvo lasciarsi andare ad atteggiamenti non certo da squadra di rango, vittima del proprio nervosismo e della propria incapacità di creare efficaci trame di gioco e sterilità dell’attacco. Il 2014 va così in archivio come peggio non avrebbe potuto. Il nuovo anno, con la ripresa del campionato fissata per il prossimo 6 gennaio (al “Via del Mare” si chiuderà il girone d’andata con il Vigor Lamezia), dovrà necessariamente far vedere una squadra ben diversa da quella “ammirata” nelle ultime uscite se si vuol puntare ancora al salto di categoria. Le feste di fine anno vedono la famiglia Tesoro con non poche gatte da pelare, alle prese con una sessione invernale di calciomercato da sfruttare attentamente e scelte fondamentali da adottare.

1. CAGLIONI: Inerme sui due penalty che Ciotola insacca alle sue spalle. Compie una prodezza con uno scatto di reni che evita il 3-1 ischitano nei minuti conclusivi della partita. Per il resto, non è mai impegnato dai gialloblù isolani. VOTO: 6

2. DONIDA: Solita buona volontà e tanta corsa non sempre però abbinate alla giusta precisione sui cross e negli appoggi verso gli avanti. Viene “sacrificato” nel concitato finale di match per inserire un attaccante. VOTO: 5 ——– (dall’81’) 16. DOUMBIA: Una spizzicata di testa senza pretese e nulla più nei pochi minuti concessigli da Lerda. VOTO: s.v.

3. LOPEZ: Si macchia della colpa di aver procurato sciaguratamente, sia pur involontariamente, il rigore che rimette in piedi le speranze di un’Ischia assai inconcludente. Da quell’episodio in poi la sfida vede i padroni di casa prendere fiducia fino a giocare il colpo gobbo più inatteso. Nel mezzo tanta approssimazione e tanto nervosismo che lasciano sempre più sbiadito e lontano il ricordo del miglior Lopez ammirato la scorsa stagione. VOTO: 4,5

4. FILIPE GOMES: Dovrebbe costruire gioco, illuminare con le sue geometrie la manovra giallorossa, invece fa da semplice comparsa e resta rintanato in un cono d’ombra da cui fuoriesce solo in occasione del fallo di mano che commette in avvio di ripresa e che condanna la sua squadra alla terza sconfitta in altrettante partite. Non incide mai sull’andamento del match e l’allenatore lo toglie dal campo per evitargli ulteriore agonia. VOTO: 5 ——- (dal 51′) 15. LEPORE: La voglia di spaccare il mondo ne limita l’apporto che dovrebbe e potrebbe garantire entrando sul terreno di gioco più fresco rispetto agli avversari e ad i suoi compagni di squadra. Impreciso nei passaggi, gira spesso a vuoto aggiungendo confusione alla già esasperante confusione dimostrata dal Lecce alla ricerca di un golletto che resta una chimera. VOTO: 5

5. MARTINEZ: Qualche sbavatura la commette pure “el Tuma” che con Abruzzese compone, ad ogni modo, una coppia di difensori centrali di tutto rispetto. Ringhia sui diretti antagonisti per limitarne la velocità e la pericolosità agendo di mestiere e d’astuzia. VOTO: 5.5

6. ABRUZZESE: Tampona, si propone in attacco, sfiora la marcatura su corner e va a fare l’attaccante aggiunto nel finale di gara. L’impegno e la concentrazione non gli difettano e si segnala tra i più positivi in una domenica da dimenticare. VOTO: 6.5

7. SACILOTTO: Tra i calciatori scelti come titolari nella linea di centrocampo si dimostra il più in palla e volitivo. Lotta con il giusto agonismo ma è troppo solo nel predicare nel deserto. VOTO: 6 ——- (dall’87’) 14. SALVI: Si becca un cartellino giallo addirittura in fase di riscaldamento per un battibecco con un giocatore avversario fuori dal rettangolo di gioco. In campo entra solo per qualche sprazzo di match. VOTO: s.v.

8. PAPINI: Un po’ troppo abulico e spaesato; non certo il miglior Papini a cui siamo abituati. Non è al top e si vede ma la carica, la grinta e le reti di un jolly prezioso come lui servono come il pane a questo Lecce. VOTO: 5

9. DELLA ROCCA: Ok, di cross sulla fronte non gliene arriva uno che sia uno, ma quando ha la palla tra i piedi, vuoi per concludere a rete, vuoi per servire un compagno, son sempre dolori e non certo per gli avversari. VOTO: 4.5

10. MICCOLI (cap.): Oggi il capitano per antonomasia tornava in campo da titolare e con la fascia al braccio lasciatagli da Abruzzese. Dopo un avvio promettente si è però gradualmente spento, innervosito da una direzione di gara ondivaga e da un’inconsistenza che aumentava col passare dei minuti. VOTO: 5

11. BOGLIACINO: Il suo gol in apertura di partita ha illuso sé stesso, il Lecce ed i tifosi giallorossi. Si pensava ad una resurrezione dell’estroso fantasista uruguaiano e ad un pomeriggio finalmente di festa, salvo ritrovarsi con un pugno di mosche in mano e tanta delusione mista ad amarezza. Prendiamo il buono che questa trasferta isolana ha offerto, ossia la sua marcatura, nelle speranza che possa trattarsi di un appiglio a cui aggrapparsi per l’inizio del nuovo anno. VOTO: 6

All. F. LERDA: Ahi, ahi mister. Il terzo stop di fila della corazzata-Lecce rischia di lasciare segni indelebili sulla pelle della squadra e di minare il prosieguo della stagione. Ciò che preoccupa maggiormente è l’incapacità di gestire prima e recuperare poi un risultato, anche al cospetto di un avversario assai modesto, votato sì all’ostruzionismo ed all’antisportività, ma pur sempre di infinita caratura tecnica inferiore. Il distacco dalla vetta preoccupa, così come la tenuta psicologica di molti elementi. VOTO: 5

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