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LECCE (di Silvia Famularo) – Valorizzazione, tutela, fruizione, tre parole magiche messe in atto dall’assessorato per le politiche ambientali del Comune di Lecce a favore di tre fantastici siti S.I.C. (siti di interesse comunitario) del  leccese: Acquatina di Frigole, Bosco la Lizza e Macchia del Pagliarone e Bosco di Cervalora. Sono queste delle aree naturali che testimoniano l’antica presenza di una folta foresta di lecci, che fu abbattuta quasi del tutto nel settecento per far posto agli oliveti, e le sue zone costiere umide. Il bacino di Acquatina si trova sul versante adriatico della costa ed occupa una superficie di 100 ettari; di notevole interesse biologico, ospita moltissime varietà vegetali, ittiche e faunistiche ed inoltre è luogo di nidificazione e di transito di uccelli migratori. Il Bosco La Lizza, che prende il nome dai lecci che lo costituiscono, e la Macchia del Pagliarone, caratterizzato da un antica grande costruzione contadina dove venivano ricoverate le greggi, si estendono su un’area di 476 ettari. Il bosco di Cervalora è un fitto lecceto spontaneo che si estende su 20 ettari.

Di seguito il comunicato stampa. 

 

Interventi  di valorizzazione, tutela e fruizione dei SIC del Comune di LECCE

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 Ultimati finalmente gli interventi di valorizzazione, tutela e fruizione dei Siti di Interesse Comunitario (SIC) del Comune di Lecce. Si è svolto questa mattina il sopraluogo dell’Assessore alle Politiche Ambientali, Andrea Guido, il quale, con i tecnici dell’Ufficio Ambiente, ha verificato di persona l’esito dei lavori.

Nel territorio del comune di Lecce sono presenti ben 5 aree SIC, e, grazie ai finanziamenti P.O. FESR Puglia 2007-2013, è stato possibile procedere con diverse azioni tese alla riqualificazione paesaggistica ed ambientale di 3 di esse: Acquatina di Frigole, Bosco La Lizza e Macchia del Pagliarone e Bosco di Cervalora.

Gli interventi sono consistiti soprattutto nella realizzazione di percorsi pedonali e ciclabili fruibili. Tutto questo senza alcun onere a carico del Comune.

 “Tra gli obiettivi primari di questa Amministrazione – ha dichiarato Andrea Guido – da sempre c’èlo sviluppo turistico e la fruizione sostenibile delle aree extraurbane fino alle marine comunali. Si sono voluti creare, con questo progetto, dei percorsi e degli itinerari escursionistici che, attraverso la riqualificazione di alcune aree SIC ricadenti nel territorio comunale, permettono di far conoscere al turista, ed al leccese stesso, queste parti spesso ignorate del territorio salentino”.

 Ma gli interventi effettuati lungo la rete dei sentieri hanno visto, oltra al ripristino della percorribilità e la messa in sicurezza dei percorsi, la realizzazione di aree di sosta attrezzate, la ristrutturazione di parte dei muretti a secco presenti nei percorsi, la riqualificazione dei manufatti storico-artistici, la delimitazione delle aree con installazioni di idonea segnaletica, cartellonistica e zone raccolta rifiuti differenziati conformemente al R.R. 23/2007 per la fruizione e la piena valorizzazione dei SIC.

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 “L’intero progetto – ha continuato Andrea Guido – rappresenta anche un enorme passo avanti per la salvaguardia delle specie botaniche tipiche della macchia mediterranea e della fauna caratteristica della zona con particolare attenzione alle specie avicole di transito nelle zone umide. Ma il vero e proprio fiore all’occhiello è rappresentato dalla futura realizzazione di un centro multimediale presso Borgo Piave che in futuro potrebbe prendere le caratteristiche di una vera e propria mediateca”.

Il progetto, in definitiva, si è tradotto nell’elaborazione di un sistema integrato di azioni volto ad accrescere la valenza attrattiva dei S.I.C. e a qualificare le attività di fruizione in senso ecocompatibile in modo da sviluppare una specifica attrattività turistica nei confronti di quella componente della domanda particolarmente attenta all’offerta naturalistica. 

Di fondamentale importanza sono state la realizzazione di aree attrezzate per la fruizione dei SIC  realizzate con materiale eco-compatibile e a basso impatto paesaggistico; la progettazione e realizzazione di sentieri con fondo stabilizzato per persone diversamente abili all’interno del SIC    “Bosco La Lizza e Macchia del Pagliarone” nell’ itinerario “Masseria Scundi Nuovi”; il posizionamento di pannelli tecnico-scientifici  ed informativi sulle valenze naturalistiche dei SIC.

Sono state inoltre sistemate e riorganizzate le strade interpoderali, alcune delle quali risalgono al periodo della riforma agraria e che si snodano attraverso i paesaggi caratteristici della zona, contraddistinti dalla “macchia mediterranea”, dai boschi di leccio (Quercus ilex) e dagli uliveti spesso ultracentenari.

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Per la scelta dei percorsi si è tenuto conto dei flussi turistici attuali e di quelli potenzialmente raggiungibili, permettendo da un lato la valorizzazione delle zone meno conosciute e frequentate e dall’altro la limitazione ed il contenimento del carico di visitatori nelle aree più fragili e delicate.

Sono così stati realizzati i seguenti percorsi sentieristici:

1) “Itinerario retrodunale” nel SIC “Acquatina di Frigole” di metri 1.247;

2) “Itinerario tra i lecci” nel SIC “Bosco di Cervalora” di metri 1.323;

3) “Itinerario nella macchia mediterranea” nel SIC “Bosco La Lizza e Macchia del Pagliarone” di metri 4.384;

4) “Itinerario Pagliarone” nel SIC “Bosco La Lizza e Macchia del Pagliarone” di metri 1.057;

5) “Itinerario Masseria Scundi Nuovi” nel SIC “Bosco La Lizza e Macchia del Pagliarone” di metri 2.584.

 “Con l’ultimazione degli interventi progettuali – ha concluso Guido – finalmente siamo riusciti anche ad accontentare tutti gli amici leccesi amanti della natura e appassionati di trekking, mountain bike, passeggiate, scampagnate e corse campestri. E’ come se avessimo donato alla città altri tre parchi naturali con 5 itinerari diversi. E lo abbiamo fatto in maniera completamente sostenibile”.

 

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