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tifosi foggiaLECCE (di Italo Aromolo) – Undici risultati utili consecutivi, nessuna sconfitta in casa e l’obbligo di provare a vincere per aggianciarsi a un treno play-off che va allontanandosi: non c’era avversario peggiore del Foggia di Roberto De Zerbi per il Lecce di Franco Lerda, impegnato questa sera allo stadio “Pino Zaccheria” contro una delle squadre più in forma del Girone C di Lega Pro. Con 25 punti in classifica, la compagine rossonera sta vivendo un piccolo miracolo calcistico se si pensa che a pochi giorni dal via stagionale il destino del club era in bilico tra mancate liquidità e iscrizioni fantasma. Invece, mattone dopo mattone, grazie ad una miscela di entusiasmo che comprende giovani calciatori, un tecnico emergente e una piazza sempre calorosa, la formazione rossonera ha costruito il suo solido percorso che l’ha vista fermare corazzate come Salernitana, Casertana e Juve Stabia fino ad arrivare, oggi, a poter dire di giocarsela quasi alla pari con i titani del Lecce. Tra storia recente, rosa a disposizione e ultime news, conosciamo il prossimo avversario dei giallorossi.

La storia recente: nostalgie zemaniane. Pronunciare il nome di Zdenek Zeman a Foggia è un po’ come parlare di Omero in Grecia o Totti a Roma: un’ icona attorno cui ruota il meglio della storia. All’inizio degli anni ’90, il tecnico boemo ha fatto sognare una città intera trainando il Foggia sulle vette del calcio italiano: la piccola squadra di provincia si classificava per tre anni di fila nella parte “destra” della classifica di Serie A, sfiorando più volte la qualificazione in Coppa Uefa con i gol del trio delle meraviglie Baiano-Signori-Rambaudi. Nel 2010, il “Maestro” di Praga tornava sulla panchina dei “Satanelli” per riportarli in Cadetteria dopo 12 anni di terza serie: nonostante il ritorno della storica coppia di dirigenti Casillo-Pavone, Zemanlandia-bis tradiva le attese e consegnava un discreto sesto posto al trepidante popolo foggiano. Il ruolino di miglior attacco del campionato e il lancio di alcuni talenti come Marco Sau e Lorenzo Insigne rendevano meno amaro l’ addio del tecnico boemo, consumatosi a giugno del 2011 tra le non poche critiche della piazza. Finiva così, con un fallimento sul campo e uno societario all’orizzonte, l’idillio tra Zeman, Foggia e il Foggia.

Nel 2012, la storica “Unione Sportiva Foggia” veniva dichiarata fallita e il calcio cittadino ripartiva dalla Serie D. Lo scorso anno, fresca di ripescaggio in Seconda Divisione, la squadra guidata da Pasquale Padalino si classificava al sesto posto del Girone B e, a seguito delle promozioni allargate nell’ambito della riforma, veniva ammessa nella nuova Lega Pro Unica. In Coppa Italia di Lega Pro, i rossoneri interrompevano il loro cammino proprio al “Via del Mare” contro il Lecce, dove nello scorso ottobre la squadra di Franco Lerda s’imponeva per 1-0 grazie a un gol di Giacomo Beretta.

stemma-foggiaLa rosa: occhio all’ex Agnelli e a bomber Iemmello. Nel marasma societario di inizio stagione (ingresso di nuovi soci e cambio di presidente), il diesse Giuseppe Di Bari ha scommesso sulla riconferma del gruppo di mister Padalino: insieme al Lecce, il Foggia è una delle squadre che ha cambiato di meno con 14 reduci della scorsa annata (circa il 60% della rosa). Dunque, un gruppo che si conosce molto bene e che ha in capitan Cristian Agnelli il suo leader assoluto: il centrocampista autocnono, hub propulsivo del 4-3-3 di mister De Zerbi (già 2 gol e 2 assist), giocherà contro la squadra in cui ha militato da giovanissimo vincendo anche uno Scudetto Primavera nell’anno di Robertino Rizzo. Insieme al compagno di reparto Giuseppe Sicurella (nelle giovanili giallorosse nella stagione 2011/’12), l’altro ex della partita sarà il terzino destro Angelo Bencivenga, che, nella sua breve esperienza in Salento, ha racimolato soltanto 5 presenze prima di essere ceduto al Como via Parma. Il reparto offensivo spicca per un età media nettamente al ribasso (20 anni) che pesa poco e nulla sul rendimento degli avanti rossoneri: la punta centrale Pietro Iemmello, lo scorso anno alla Pro Vercelli, e l’ala destra Giovanni Cavallaro, ex della Nocerina, formano infatti la coppia più prolifica dell’intero Girone C con 12 gol all’attivo (7 Iemmello, 5 Cavallaro). Il terzo moschettiere dell’attacco rossonero è Vincenzo Sarno, passato alla storia per essere stato pagato ben 120 milioni delle vecchie lire dal Torino (a soli undici anni!) più che per la sua smorzata carriera tra Sangiovannese, Brescia, Reggina, Lanciano e Virtus Entella. L’esperienza di calciatori con un passato in Serie A può essere il surplus di una delle migliori difese del campionato, con appena 13 gol al passivo (in media, meno di uno a gara): il portiere Antonio Narciso, portiere del Bari nella massima serie, coordina la coppia di centrali costituita dal francese Guillame Gigliotti (un passato nel Novara) e dall’ex Fiorentina Alessandro Potenza, protagonista dell’Italia Under-21 campione d’Europa nel 2004.

Le ultime news: al diavolo l’entusiasmo. Il termometro dell’entusiasmo è tornato a segnare temperature altissime nella città del Tavoliere: gli oltre 5000 tagliandi a disposizione sono andati polverizzati in poche ore e lo “Zaccheria” registrerà un sold-out senza precedenti negli ultimi anni. Un clima da arena dei gladiatori fomentato ancor più dalla dichiarazioni dei protagonisti: mister De Zerbi ha parlato di “dovere di giocare bene e disputare una grande gara per dare un segnale forte al campionato. Moscardelli? Mi tengo Iemmello.” Qualche grattacapo di formazione per il tecnico bresciano, che nella sfida di oggi non potrà contare sullo squalificato Felipe Curcio e sugli infortunati Savino Leonetti (in dubbio), Alberto Gerbo e Marcello Quinto. Confermatissimo invece il sistema di gioco: un 4-3-3 “puro”, senza difensivismi mascherati, per aggredire il Lecce nella propria metà campo e provare a vincere la partita puntando sulle armi dell’intensità e della corsa.

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