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L'esultanza di Fabrizio Miccoli
L’esultanza di Fabrizio Miccoli

LECCE (di Gabriele De Pandis e Italo Aromolo) Assioma del calcio appassionato e caloroso: un gol senza esultanza non è un gol. Poco importa che le partite finiscano zero a zero o quattro a quattro se in uno stadio fossero tutti zitti e fermi quando la palla entra in porta. In quei pochi secondi in cui si concentra la tensione di novanta minuti, l’urlo di gioia per un gol è ciò per cui vale veramente la pena giocare (o guardare) una partita di calcio. Nella psicologia da stadio, si potrebbe quasi dire che quel che si aspetta non è il gol ma l’esultanza, a tratti orgasmica, seguita alla segnatura della propria squadra del cuore. Con tutte le disavventure degli ultimi anni, anche a Lecce non sono mancati calciatori le cui esultanze hanno fatto storia per originalità e particolarità: uomini legati in modo indissolubile alla maglia giallorossa che hanno reso immortali le loro realizzazioni con festeggiamenti non per forza scalmanati, ma anche soltanto speciali per un piccolo gesto quale può essere un messaggio lanciato alle telecamere, una frase su una maglietta o uno sguardo verso la curva. Senza pretese di stilare graduatorie – ad ogni tifoso ne verrano in mente altre egualmente menzionabili per importanza e unicità, se è vero l’emozione di un’esultanza è empiricamente inquantificabile -, abbiamo provato a ripercorrere le più belle esultanze dei calciatori del Lecce negli ultimi dieci anni.

  1. Gianni Munari e Guido Marilungo. Tra complicità e scaramanzia, Gianni Munari e Guido Marilungo avevano coniato un’esultanza tutta per loro ai tempi della loro militanza in giallorosso: i due leader del Lecce di Gigi De Canio mimavano una sorta di doppio ciuccio ogni qualvolta andassero a segno. Nonostante la promozione in Serie A, la promessa di outing a fine stagione non fu mai mantenuta e il significato dell’esultanza resta tutt’ora un mistero…
  2. esultanza Lecce e LerdaFranco Lerda in Lecce-Frosinone del 13 aprile 2014. La rincorsa in classifica del Lecce della scorsa stagione si può simbolicamente riassumere in una memorabile esultanza di mister Franco Lerda, il “freddo” uomo venuto dal Piemonte scioltosi caldamente al sole delle emozioni giallorosse. A metà aprile, la formazione salentina ospitava il Frosinone in una gara di importanza capitale per la promozione in Serie B: appena Beretta realizzava il gol del vantaggio dei giallorossi, il mister di Fossano scattava in piedi dalla sua panchina e correva a perdifiato sotto la Curva Nord per festeggiare il gol con la squadra in un abbraccio di gruppo.
  3. Fabrizio Miccoli. Fabrizio Miccoli e le esultanze sono un tutt’uno. Da quando veste la maglia del Lecce, non c’è stato gol del “Romario del Salento” che non sia stato accompagnato da una dedica speciale, un gesto particolare o anche semplicemente da quella adrenalina che solo la squadra del cuore ti può dare e che genera sempre le più autentiche delle esultanze. Nel repertorio dei festeggiamenti in giallorosso del bomber di San Donato, si sono via via alternati il bacio alla maglia e allo scudetto del Lecce, la corsa a braccia aperte alla Ronaldo, la genuflessione davanti alla Curva Nord e la mossa alla John Cena (agitare le mani davanti al volto come il popolare lottattore di Wrestling per dire “You can see me”). In passato, soprattutto con la maglia del Palermo, anche il taglio alla gola nello stile del compianto wrestler Chris Benoit. In futuro?
  4. Mirko Vucinic dopo il gol al "San Nicola"
    Mirko Vucinic dopo il gol al “San Nicola”

    Mirko Vucinic con la maglia della Roma. Come Miccoli, anche Mirko Vucinic faceva del Wrestling una delle massime ispirazioni per le sue esultanze. Paradossalmente, l’esultanza che più è rimasta a cuore ai tifosi salentini risale ai tempi in cui Mirko aveva già lasciato il Lecce per fare il grande salto nella Roma: in trasferta al “San Nicola” di Bari, in quello che per lui, salentino d’adozione, era un vero e proprio derby, Vucinic realizzava il gol-vittoria (1-0 per la Roma) e festeggiava davanti alle telecamere intonando una canzone ben nota al popolo leccese: “Te Lecce simu simu..

  5. Serse Cosmi in Lazio-Lecce del 22 aprile 2012. Mettevi nei panni di un romanista che si va a giocare una salvezza in Serie A sul campo della Lazio e agguanta il gol del pareggio ad una manciata di secondi dalla fine. Se, poi, il personaggio in questione incarna lo spirito sanguingo per eccellenza, non può che uscirne un esultanza da crazy house. Il tecnico del Lecce Serse Cosmi festeggiava così, con un a dir poco folkloristico aereoplanino su e giù per la panchina, il gol di Bojinov che al ’94 di Lazio-Lecce regalava un insperato pareggio alla formazione giallorossa.
  6. Luis Muriel e Juan Guillerme Cuadrado. Lecce ballò a ritmo colombiano con Luis Muriel e Juan Cuadrado. Ai tempi del Lecce di Serse Cosmi, i due talenti sudamericani ammisero che durante la settimana preparavano i balletti da inscenare la domenica in caso di gol: quando c’era da festeggiare, i due colombiani erano sempre in prima fila per ballare la “Chichoki”, celebre salsa locale da molti accostata al tormentone “Ai se eu te pego” per la somiglianza dei passi.
  7. Javier Ernesto Chevanton in Lecce-Napoli dell’8 maggio 2011. È gol o non è gol? L’angoscia dell’incertezza deve aver reso ancora più liberatoria l’esultanza di Ernesto Javier Chevanton, autore del gol-vittoria in un Lecce-Napoli decisivo per la permanenza in Serie A del Lecce di Gigi De Canio. A cinque minuti dalla fine, l’attaccante di Juan Lacaze s’inventa una traiettoria che tocca la traversa, varca la linea di porta e torna in campo: dopo interminabili attimi di esitazione (il guardalinee impassibile, l’attaccante leccese che si sbraccia, i 15 mila del “Via del Mare” col fiato sospeso…), l’arbitro Valeri indica il dischetto del centrocampo: è gol, “Cheva” può urlare tutta la sua gioia in una leggendaria corsa senza maglietta sotto la Curva Sud.
  8. lepore ultràFranco Lepore in Lecce-Ancona 3-0 del 21 agosto 2009. La realizzazione di un sogno ha un nome, un cognome e una data. Il gol del ragazzo di San Pio, allora all’esordio con il Lecce, fu realizzato con un destro secco a beffare il portiere dorico Da Costa sul proprio palo. La corsa all’impazzata sotto la “sua” Curva Nord, con la casacca giallorossa sfilata che lascia il posto alla maglietta “Ultrà Lecce” resterà senza dubbio uno dei ricordi più belli dell’esterno giallorosso.
  9. Davide Moscardelli. L’augurio, parlando dell’avventura salentina del Mosca, è di poter raccontare sempre un’esultanza migliore, ma meritano una menzione due particolari momenti di questi primi mesi a Lecce dell’ex Bologna. Il rigore realizzato al debutto in Coppa Italia contro il Foligno, gentilmente concesso da capitan Miccoli, seguito dalle braccia allargate in direzione della Curva Nord e la pazza reazione dopo l’altrettanto imprevedibile prodigio di rovesciata in quel di Aversa. L’urlo a squarciagola di Moscardelli, seguito al gol, rappresenta tutta la rabbia e la voglia di incidere di un trascinatore esperto e carismatico.
  10. Beretta nella finale di Frosinone
    Jack Beretta nella finale di Frosinone

    Giacomo Beretta in Frosinone-Lecce 3-1 del 7 giugno 2014. Una vana “arrampicata” alla Serie B. La gioia dell’attaccante ex Pavia dopo il gol del vantaggio al 20’, condivisa con il settore ospiti gremito di colori giallorossi, fu celebrata aggrappandosi alla rete di recinzione del cancello. Un’esultanza rabbiosa e sregolata, simbolo di una stagione passata ad inseguire, come l’indole in campo dell’attaccante scuola Milan, ora alla Pro Vercelli.

  11. Javier Ernesto Chevanton in Brescia-Lecce 1-2 del 22 febbraio 2004. Il confronto con un dio del pallone come il “Divin Codino” Roberto Baggio dette forza e voglia di stupire l’intera Italia all’uruguagio, a segno al “Rigamonti” con una punizione perfetta a scavalcare la barriera. La gioia per il gol, finito nell’antologia dei calci piazzati del Lecce, fu celebrata con il dito all’orecchio puntato alla telecamera ed un ermetico “Gol!
  12. Mirko Vucinic in Lecce-Lazio 5-3 dell’1 maggio 2005. Lecce-Lazio fu l’icona dell’annata del Lecce di Zdenek Zeman, vibrante, letale e velocissimo nelle sue trame di gioco. La vittoria del primo maggio contro i capitolini fu poi la celebrazione dell’esplosione di Mirko Vucinic, eclettico anche nelle esultanze nella sua tripletta che stese i biancocelesti. “Cuore che batte” simulato con la mano sotto la maglia, bacio con dedica alla mamma dopo il secondo gol e “tagliagola” emulato al wrestler Chris Benoit dopo la punizione che all’82’ fissò il punteggio sul 5-3 per il Lecce zemaniano.
  13. Axel Cedric Konan in Juventus-Lecce 3-4 del 25 aprile 2004. Le coronarie di ogni tifoso leccese furono messe a dura prova durante la trasferta al “Delle Alpi” della gestione Delio Rossi. Il mattatore di quella vittoria contro l’ultima Juventus di Lippi fu proprio l’ivoriano, autore di una doppietta festeggiata sin troppo timidamente, quasi per non schernire troppo la Vecchia Signora stordita dai colpi del Lecce. Un sorriso contratto dopo il primo gol correndo verso il centrocampo e un pugno al cielo dopo lo slalom gigante che precedette la seconda palla nel sacco alle spalle di Buffon.
  14. Mariano Bogliacino in Lecce-Carpi 1-1 del 16 giugno 2013. Finale playoff di ritorno, tensione alle stelle dopo l’1-0 dell’andata al “Cabassi” di Carpi e squadra intenta a raschiare il fondo del barile delle energie psicofisiche. Pronti, via e sinistro di Bogliacino che s’insacca con una traiettoria arcuata che inganna Sportiello. La corsa all’impazzata verso la metà campo dell’uruguagio (forse il migliore di quella stagione) e l’abbraccio con Ferrario illudevano il popolo giallorosso prima dell’inesorabile sentenza decretata dalla punizione velenosa di Kabine.
  15. Simone Tiribocchi dopo un gol (fonte web)
    Simone Tiribocchi dopo un gol

    Simone Tiribocchi. Fate largo che passa il Tir. Il braccio destro agitato a mo’ di clacson ha caratterizzato due stagioni e mezzo dell’attacco giallorosso. Dal gennaio del 2007 al giugno del 2009 le “strombazzate” dell’attaccante romano ex Torino e Chievo hanno scandito i ritmi del Lecce papadopuliano, prima nella seconda parte della B con Genoa, Juventus e Napoli e poi nella stagione successiva con il Lecce promosso in A dopo la doppia finale contro l’Albinoleffe, dove da menzionare è anche la corsa all’impazzata di Elvis Abbruscato, partner del Tir, al gol del vantaggio della finale di ritorno contro i seriani, tra l’altro dopo aver firmato con un guizzo dei suoi la partita di andata vinta per 0-1 allo stadio “Atleti Azzurri d’Italia”.

 

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