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2014-11-25_21.28.38LECCE (di M. Cassone) – Mister Franco Lerda è intervenuto telefonicamente, ieri sera, nel corso de “Leccezionale TV“, la trasmissione televisiva della nostra testata giornalistica in onda su Tele Salento. Il tecnico giallorosso ha parlato a tutto tondo della sua squadra, ha spaziato dalla vittoria bellissima di Benevento, alla prossima gara in casa contro il Melfi. Ha parlato poi di moduli e calciatori, facendo il punto della situazione. Il collegamento è avvenuto durante la visione di una gara dei prossimi avversari del Lecce. Come più volte evidenziato, Lerda vive infatti di calcio 24 ore al giorno.

BENEVENTO VITTORIA PIÙ BELLA O PIÙ IMPORTANTE? – “La più bella sicuramente, perché come importanza sono tutte importanti – ha affermato il tecnico – ma vincere fuori, casa contro la prima in classifica, in una piazza dove non si vinceva da 77 anni è motivo d’orgoglio e soddisfazione anche perché siamo stati padroni del campo”.

PENSARE UNA GARA PER VOLTA – “Questa dovrebbe essere la regola di ogni allenatore. Non si può pensare al prossimo avversario se non si prepara bene la gara da giocare, quindi bisogna pensare una gara per volta. Stavo appunto guardando la partita del Melfi, ad esempio, una compagine ben organizzata. Per noi sarà una gara insidiosa”.

L’IMPORTANZA DEI SINGOLI – “Le squadre importanti sono fatte da calciatori individualmente bravi. Poi bisogna creare un’identità di gioco, uno spirito di gruppo ed unità di intenti; il Lecce è una squadra che gioca insieme dall’anno scorso, ha una sua identità ma a turno purtroppo ci sono mancati un po’ tutti: ad esempio, è rientrato Papini, ma ecco che esce Sacilotto… Comunque abbiamo tenuto bene e questo vuol dire che, chiunque giochi, si fa trovare pronto perché lavora bene durante la settimana e quando entra sa quel che deve fare”.

IL VERO VOLTO DEL LECCE – Inizialmente il Lecce ha balbettato in trasferta, ora si è ripreso. L’interrogativo è: passato il mal di trasferta, qual è il vero volto della squadra? L’ex Toro analizza così il dato: “Ci sono sempre delle ragioni per spiegare tutto. Voi analizzate le gare partendo dal risultato, giustamente, poi da lì fate i vostri ragionamenti e vagliate le prestazioni. Ad esempio voi dite: ‘Chi è la Lupa Roma’? Ma io in quella gara non avevo nessun cambio in panchina tranne Miccoli che veniva da un infortunio e non poteva nemmeno giocare. Avevamo 5 giocatori su 11 che non erano in condizione, e questa non è una giustificazione ma un dato di fatto. Poi abbiamo pareggiato a Matera contro la squadra che in quel momento era la più in forma del campionato. Abbiamo pareggiato a Savoia in inferiorità numerica per l’espulsione di Salvi ma meritavamo di vincere. Poi è arrivata la sconfitta di Messina, ed è l’unica per la quale abbiamo un grosso rammarico. Nelle altre gare la squadra ha giocato, quindi noi il mal di trasferta non lo sentivamo, era soltanto questione di numeri. La squadra, nello scorso campionato aveva vinto più di tutte, al pari del Perugia. Quest’anno abbiamo avuto qualche difficoltà a causa degli infortuni a catena ma abbiamo lavorato senza lamentarci. Abbiamo cambiato diversi sistemi di gioco ma abbiamo sempre trovato il nostro equilibrio sia giocando col 3-5-2, che col blocco 4-2 con i 4 davanti,  un po’ in verticale come l’anno scorso ed orizzontale quest’anno. Ora stiamo giocando col 4-3-3 e stiamo avendo soddisfazioni perché abbiamo giocatori che possono interpretare bene tale modulo”.

Franco Lerda
Lerda ospite a Leccezionale TV l ‘anno scorso

FORMAZIONE IDEALE – “L’undici ideale è quello che ho a disposizione al momento. Ad esempio, se Fabrizio Miccoli sta bene gioca, così come Sacilotto, come Bogliacino. È vero però che 5 o 6 giocatori devono essere fissi, non puoi cambiare difesa ogni domenica altrimenti perdi punti di riferimento, distanze e sicurezza, però in 14 partite non abbiamo mai riproposto la stessa formazione per cause di forza maggiore, quindi non esiste un Lecce ideale ma questo deve essere un merito, un plauso per i ragazzi. Ad esempio Lepore ha sempre giocato tranne domenica eppure non giocava da sei mesi. Tutto il collettivo è titolare e ribadisco che questa squadra ha sbagliato soltanto la partita col Messina, almeno secondo il mio parere”.

POCO CINISMO – A voler trovare un difetto a questa squadra si può parlare di scarso cinismo sotto porta. “Sì, dobbiamo essere più cinici. Nel calcio accade che comandi per tutta la gara poi subisci una rete e cambia tutto. Certo – chiosa il mister  poi leggi certe cose e ti viene da ridere, sembra come se noi non volessimo vincere le gare sempre per 3-0. Domenica il Benevento è partito con due mediani, Agiey e Vitiello, poi Brini ha tolto Vitiello ed ha messo Mazzeo con Alfageme e Campagnacci mezze ali, lo stesso Mazzeo trequartista dietro Marotta ed Eusepi. Negli ultimi minuti ha quindi anche tolto Agiey ed inserito Kanoutè, un esterno offensivo, ma in questo lasso di tempo noi abbiamo avuto delle ripartenze e potevamo fare altri gol. Detto ciò, occorre ricordare che ci sono anche le altre squadre in campo, ma io non ho mai fatto calcoli. Chiaramente, però, se vedo che l’avversario butta la palla avanti alta e posso alzare in centimetri non tolgo una punta ma ne tolgo anche quattro e metto difensori. Se non si gioca più a calcio in avanti devo colpire di testa dietro, questo è il mio pensiero, senza vergogna perché in certi momenti la partita richiede simili soluzioni”.

IL MELFI- “ È una squadra che non ha mai perso fuori casa, una squadra che ha subito 11 reti, noi 10; fuori casa ha subito appena 3 gol, ha vinto poco però è molto organizzata. Quando hanno la palla gli avversari, è molto compatta; si difende con tutti gli effettivi, è una squadra giovane e quindi ha molta gamba, molta freschezza abbinata ad una sagacia tattica notevole in fase di non possesso. E quando ripartono sono molto pericolosi. Ho appena finito di vedere la gara che hanno giocato con la Salernitana e, se avessero vinto 3-0, non ci sarebbe stato nulla da dire. Ho pure visto quella che hanno giocato con la Casertana in casa ed il primo tempo col Barletta, mentre adesso guarderò quella giocata a Martina. Il Melfi è una squadra che non conoscevo e non avevo mai visto, ora posso dire che è una squadra giovane con gamba che tiene bene il campo e fa della fase di non possesso la sua forza e poi riparte a mille”.

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