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Benev Lecc ingresso in campoBENEVENTO (di Italo Aromolo) – L’incantesimo delle “Streghe” è spezzato. Per la prima volta nella sua storia, il Lecce vince sul campo del Benevento e lo fa probabilmente con la prestazione più quadrata, compatta e completa della sua stagione. La squadra di mister Lerda ha imposto la sua legge fin dai primissimi minuti, portandosi in doppio vantaggio dopo poco più di un quarto d’ora di gioco grazie ai gol di Stefano Salvi e Giuseppe Abruzzese: il centrocampista romano ha trovato il gol della domenica con una conclusione dai 30 metri poco prima che il difensore andriese ribadisse in rete il colpo di testa di Moscardelli rimbalzato sulla traversa. Nel secondo tempo, il Benevento si è riversato in avanti ma ha accorciato le distanze soltanto al ’78 con un colpo di testa di Padella: il forcing finale dei padroni di casa, reso ancor più concitato dall’espulsione di Filipe Gomes all’87’, non ha evitato loro la prima sconfitta stagionale e ha consegnato al Lecce tre punti basilari per l’inseguimento della vetta della classifica, ora occupata dalla Salernitana e distante solo 3 punti.

I numeri: offensive intelligenti. La partita si è snodata in quei primi 17 minuti in cui il Lecce ha tenuto incontrastatamente il pallino del gioco a dispetto di un Benevento intimorito e impalpabile. Realizzare due gol in poco più di quindici minuti può diventare un gioco da ragazzi se, come il Lecce domenica, si è capaci di entrare in area il quadruplo delle volte dell’avversario (8-2 nei primi 17 minuti), crossare quattro volte di più (4-1) e tirare in porta in quattro occasioni, per giunta non permettendolo mai ai rivali.

analisi Benevento-Lecce 1-2Dopo il doppio vantaggio, il Lecce ha allentato la pressione ed è indietreggiato di qualche metro per contenere le sfuriate delle Streghe: il Benevento ha sì prodotto esponenziali quantità di azioni offensive (37 palle in area, 20 cross, 7 corner) ma senza impensierire la difesa giallorosa che si è dimostrata attenta e rocciosa nello sventare le confusionarie manovre casalinghe (5 gli off-side). E’ stata proprio qui la differenza fondamentale tra le due squadre: il Benevento ha creato tanto raccogliendo ben poco (solo 2 tiri in porta!), il Lecce ha avuto un baricentro nel complesso più basso ma ha saputo concretizzare il giusto, dove per concretizzare non intendiamo per forza “far gol” ma anche e soprattutto la capacità di convertire la mole di gioco in azioni pericolose. Se dovessimo dare due definizioni di concretezza, la prima consisterebbe nella capacità di trasformare il bel gioco in occasioni, la seconda di trasformare le occasioni in gol. Domenica, il Lecce poteva fare sicuramente di più nella seconda (“Il 2-1 ci sta stretto, siamo stati poco cinici” le parole di mister Lerda nelle interviste del post-match) ma ha interpretato alla perfezione la prima: non è da tutti mettere insieme ben 14 conclusioni a rete entrando in area “solo” 25 volte. Il coefficiente di pericolosità premia questa efficienza salentina: il valore 0,56 – nuovo record stagionale – doppia perfettamente quello beneventano, che tra una mischia e l’altra si è fermato ad un minimale 0,27.

Statistiche sui reparti: tra vizi e virtù. In una gara agonisticamente intensissima (ben 34 falli totali), la difesa del Lecce si è riguadagnata il titolo di migliore del torneo proprio a discapito di quella sannita: i 10 gol subiti in 14 gare (media di 0,7) ne fanno il terzo bunker d’Italia tra Serie A, Serie B e Lega Pro (Girone C) alle spalle delle sole Juventus (media: 0,3) e Roma (media: 0,6). Sembra esserci però una pecca nei meccanismi antiaerei di Abruzzese e compagni, che nelle ultime apparizioni sono andati più volte in difficoltà sulle palle alte: degli ultimi quattro gol subiti, infatti, quello di Padella rappresenta il terzo incassato di testa (escludendo la rete di Maiorano del Catanzaro, avevano colpito e ferito Ilari del Catanzaro e Calil della Salernitana). Se le palle alte appaiono attualmente il Tallone d’Achille della retroguardia (coincidenze estemporanee o difficoltà croniche?), il tiro da fuori sembra essere uno dei grandi punti di forza del reparto offensivo, riscopertosi micidiale dai 20 metri in questo primo scorcio di campionato. La rete di Salvi si va ad aggiungere ad una collezione di balistica che ha già tra i suoi pezzi pregiati i gol di Doumbia contro il Catanzaro (il secondo), di Moscardelli contro il Messina e dello stesso centrocampista romano contro la Lupa Roma: in totale, fanno 4 reti su 18 (circa il 25%). Se gli sottraessimo i tiri da fuori, il Lecce si ritroverebbe con ben 3 punti in meno in classifica.

Di seguito, tutte le statistiche di Benevento-Lecce:    

TIRI IN PORTA             Benevento 2   Lecce 6
TIRI FUORI E/O RESPINTI Benevento 8 Lecce 8
CROSS EFFETTUATI       Benevento 20 Lecce 11
FALLI SUBITI             Benevento 17   Lecce 17
PALLE IN AREA           Benevento 37   Lecce 25
CORNER Benevento 7 Lecce 4
OFF-SIDE                 Benevento 5   Lecce 0
COEFFICIENTE PERICOLOSITÀ   Benevento 0,27 Lecce 0,56
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