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De Giorgi in Nardò-Francavilla
De Giorgi in Nardò-Francavilla

NARDÒ (di Gabriele De Pandis)- Un’espulsione lo terrà lontano dal rettangolo verde nel big match di domenica tra il Toro e il Trani. Diego De Giorgi, difensore granata classe 1985, è rammaricato per l’episodio che non gli permetterà il consueto ruolo di protagonista nella partita di domenica, uno dei crocevia della stagione per la compagine neretina: “L’espulsione è stata l’unica pecca di una partita giocata bene da parte nostra”. L’ex Copertino e San Cesario analizza il momento dell’ACD Nardò dopo il pareggio raccolto in quel di Mola, preludio alla “partitissima” di domenica al “Giovanni Paolo II”, con fischio d’inizio alle 14:30.

Partiamo dal passato recente. Oltre all’episodio che ti ha visto, tuo malgrado, protagonista nel finale, che match è stato l’1-1 di Mola?

“Quella di Mola è stata una partita maschia, ben giocata sul piano fisico. Loro non hanno fatto una bella soprattutto per merito nostro, chiudevamo bene ogni spazio, pressavamo alti e non davamo molte possibile. Il neo è stato l’episodio della mia espulsione, non possiamo farci nulla se l’arbitro s’inventa qualcosa. Il contatto tra me e Fumai è stato mezzo metro fuori dall’area, io ero in anticipo e lui, catapultandosi in area dopo il contrasto perso con me, si era anche rialzato per riprendere la palla mentre l’arbitro ha fischiato. In più, inizialmente il direttore di gara ha fischiato prima la punizione, salvo ricredersi decretando il penalty cambiando la decisione in corsa. Nel dopo-partita, anche Fumai e Tenzone (calciatori del Mola, ndr) hanno confermato che il rigore non c’era. Se l’arbitro avesse voluto regalare qualcosa, avrebbe fatto meglio a dare la punizione. Ci dispiace, abbiamo fatto una bella partita ma ultimamente non ci sta andando niente bene. A riprova di questo, la traversa colpita al 90’ da Di Silvestro dopo il pareggio loro”.

Una vittoria al “Caduti di Superga” poteva fungere da immediato riscatto dopo la doppia sconfitta contro il Francavilla. Che cosa dice il termometro in casa Nardò?

“Stiamo bene. Ci siamo allenati alla grande e siamo carichi per l’impegno di domenica. Il morale? Alto. Lo era prima, lo è ora e lo sarà sempre. Siamo un gruppo formidabile dove prima di tutto viene l’amicizia e poi il calcio, vicolo che ci ha unito. Anche nella sconfitta col Francavilla, con tutto il rispetto per loro, non meritavamo di perdere; il calcio è così, la cosa importante è l’aver messo benzina dopo la partita di domenica”.

gruppo nardòMancherai nel big-match di domenica contro la Vigor Trani insieme a Rana. Puntate all’aggancio al secondo posto? Cosa temi di più?

“Mi dispiace tanto mancare in una partita così importante, ma sono fiducioso dei miei compagni. Proprio per sopperire alle assenze, loro giocheranno ancora meglio, al 110 per cento. La Vigor Trani? Ci sono molti elementi che abbiamo incontrato negli anni passati. Conosco Carmine Cioffi (difensore, ndr) e Gennaro Manzari (punta, ndr). Sono bravissimi a costruire e Manzari è la punta di diamante del loro attacco. Non sono lassù per caso. Noi, dal canto nostro, abbiamo curato bene ogni aspetto, dal portiere al centravanti. L’intento è di vincere, affrontando ogni tipo di episodio che potrebbe condizionarci”.

La vittoria  del Vieste in casa del Francavilla nella scorsa giornata regala ai garganici il ruolo di squadra da battere? O pensi che alla lunga i valori di altre compagini emergeranno?

“Beh, penso subito al Francavilla. I biancocelesti e l’Atletico Vieste sono due squadre di vertice che sono fortissime per diverse ragioni. Il Francavilla ha i nomi, tutti lo sappiamo, ma il Vieste è una compagine composta da quattro anni dagli stessi elementi che, giocoforza, giocano a memoria con meccanismi più che affinati che entrano facilmente in mente. Questa cosa dà un piccolo vantaggio anche sul Francavilla, ma alla lunga l’organico dei brindisini peserà”.

A livello personale hai spesso dichiarato che questa è una stagione importante per te. Il buon inizio, sia sulla fascia che come terzo di difesa, ti ha fatto diventare una colonna della nuova ACD Nardò. Cosa ti aspetti dal prosieguo del campionato?

“Mi aspetto di continuare a far bene, raggiungendo agli obiettivi che ci siamo posti in ritiro. Sulla posizione in campo, il mio è un continuo girovagare. Il mio ruolo naturale è il centrale di difesa, ma poi, per esigenze, ho fatto prima il terzino e poi l’esterno alto. Grazie a Dio, riesco a ricoprire più ruoli, è una qualità che apprezzo. Dove preferisco stare? Mi piace fare il terzino poiché amo fare le due fasi di gioco”.

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