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Mister Walter Monaco
Mister Walter Monaco

NARDO’ (di Gabriele De Pandis)- Il temperamento sanguigno e la voglia di far bene sono sempre quelli, qualità di un uomo che al calcio ha dato tantissimo ed è pronto a ricevere molto dopo la carriera da calciatore spesa in piazze esigenti e importanti. Walter Monaco, allenatore dell’ACD Nardò dalla terza giornata, dopo l’esonero di mister Mosca, traccia il suo primo bilancio della sua esperienza granata a seguito della bella vittoria di Molfetta, successo che però rappresenta solo l’inizio di un novembre da brividi per il Toro. In questo mese infatti, il Nardò sarà atteso da partite che tasteranno polso e ambizioni del sodalizio del presidente Maurizio Fanuli: il match casalingo di domenica contro la Virtus Francavilla di Calabro sarà soltanto uno step di un percorso che vedrà il Nardò opposto, nell’ordine, ad Atletico Mola, Vigor Trani, Bitonto ed Atletico Vieste.

A Molfetta è stata una vittoria importante sul piano della classifica e soprattutto su quello del morale. Vi sentite più sicuri di essere protagonisti dopo l’exploit del “Poli”?

“Beh, da quando sono arrivato sulla panchina del Nardò abbiamo fatto 5 vittorie e 2 pari, un bel curriculum. Il successo di domenica ci ha dato molta più credibilità, ma l’1-3 di Molfetta entra in un discorso di crescita continua che sto cercando di improntare al mio gruppo. La partita del ‘Poli’ è stata solamente l’inizio di un ciclo duro che ci attende nel mese di novembre, dove siamo attesi dalle partite contro le big del campionato Francavilla, Vieste, Mola e Trani. La prima ci è andata bene, con un ottimo risultato anche sul piano della prestazione. Tutto ciò ci porta a preparare al meglio la partita di domenica contro il Francavilla”.

Il suo Nardò sta cominciando a inanellare vittorie. È soddisfatto della mentalità vincente dei suoi ragazzi? Cosa c’è da migliorare?

“Si può e si deve migliorare sempre. Sono soddisfatto del gruppo che ho a disposizione; ci tengo a sottolineare che è formato da ragazzi disponibili al massimo, ciò mi rende orgoglioso di loro. Cosa migliorare? Il miglioramento fa parta del nostro processo di crescita da attuare di domenica in domenica; è vero che dobbiamo essere più cinici sottoporta e mettere a fuoco qualche altro aspetto dove siamo carenti. In ogni caso, tutto non può che prescindere da qualità mentali come tensione sempre alta, cattiveria agonistica e intensità. Se venisse a mancare anche una sola di queste prerogative tutto diventerà più difficile per noi”.

Ha improntato con successo un nuovo credo tattico dopo le prime partite della gestione Mosca. Continuerà a giocare con il 3-5-2?

“No no, non mi precludo niente. Questa è una squadra che è stata costruita in un modo calcisticamente diverso da come lo vedo io. Noi ci schiereremo sempre in base a disponibilità, condizioni dei giocatori e avversario. Quello che mi fa contento e che la squadra, come detto prima, ha dimostrato tanta intensità: nelle sette partite della mia gestione posso affermare sì che il Nardò ha un’identità diversa ma ciò non implica che giocheremo sempre con un 3-5-2”.

Quanto conterà il big-match di domenica contro la Virtus Francavilla? Come arriva la squadra?

La partita di domenica sarà importante, ma più per loro. Il Francavilla è una corazzata che è stata costruita per vincere. La posizione inadeguata in classifica (i biancocelesti sono sesti a quota 12 punti insieme all’Atletico Mola, ndr) è maturata anche a causa di una massiccia dose di sfortuna: questa squadra produce, fa bene, ma davanti la porta ha trovato molta malasorte. Il sesto posto non preclude comunque la loro candidatura a vincere. Siamo sempre all’ottava giornata e anche una vittoria entusiasmante poi potrebbe essere vanificata da un passo falso successivo. Ci vuole continuità e dedizione al lavoro, Nardò-Francavilla sarà importante ma non decisiva.

Monaco sulla panchina degli "Allievi" del Lecce
Monaco sulla panchina degli “Allievi” del Lecce

Prima leader in campo (nella stagione 1998-99, ndr), poi guida in panchina. Nardò è la piazza giusta per la sua prima esperienza ?

“Credo di sentirmi neretino d’adozione. Da calciatore qui a Nardò ho dato tanto e ho ricevuto tanto; ero predestinato ad allenare il Toro ora alla mia terza esperienza in panchina dopo aver fatto il secondo a Rizzo a Matera e dopo la bellissima esperienza, contornata da risultati importanti, con il Lecce Allievi. La piazza è importantissima, ma la categoria è l’Eccellenza; la realtà dei fatti dice questo ed il Nardò deve tornare in categorie che gli competono, come anche il Lecce, abituato ad anni di A, si trova al terzo anno di Lega Pro. La ricetta giusta? Piedi per terra e pazienza. Qui, oltre che da anni di categorie minori, veniamo anche da una radiazione; solo con la pazienza e l’umiltà da parte di tutti possiamo far bene, prendendo la realtà per quello che è”.

Cosa ne pensa della stagione del Lecce?

“È un campionato molto difficile. Da tifoso ed ex calciatore spero nel ritorno nel calcio che conta. Il terzo anno di Lega Pro fa male alla tifoseria e alla piazza, ma in questa stagione non sarà facile spuntarla nella lotta contro Benevento, Salernitana e Catanzaro. Alla lunga, comunque, le qualità degli elementi a disposizione di Franco Lerda si faranno sentire”.

Gianmarco Monaco
Gianmarco Monaco

Suo figlio Gianmarco, ex capitano del Lecce “Berretti” sta conquistando Foligno, esigente piazza di D, a suon di gol e buone prestazioni. Quanto è orgoglioso, da padre e primo mister, di lui?

“Sono felicissimo per Gianmarco. Ha fatto la scelta giusta andando a Foligno per ‘farsi le ossa’ a 18anni. Auguro a lui che possa continuare così brillantemente il campionato e magari l’anno prossimo potremo sperare in una maglia a strisce giallorosse per lui, la ‘sua’ maglia del Lecce.”

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