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Andrea Bufano, finalmente può sorridere

LECCE (di M. Cassone) – “In questo momento ascolto ‘Liberi, Liberi’ di Vasco Rossi e le lacrime sono tante, piango di rabbia, sono stato etichettato ‘criminale’, ‘bestia’ senza sapere cosa avessi fatto, ma il tempo è stato galantuomo ed in questo momento ringrazio e lo dico col cuore tutte le persone mi sono state vicine sia con le parole che con i fatti (aiutandomi nel loro piccolo economicamente). Questa guerra vinta la devo anche a loro; è una vittoria anche vostra contro gli abusi e le ingiustizie, abbiamo vinto, per il resto non c’è posto sul carro dei vincitori. La guerra è finita. Hanno vinto i miei genitori, l’avvocato Giuseppe Milli e chi vi scrive; mi metto per ultimo per rispetto dei primi tre. Dimenticavo, c’è un’altra vincente: la Giustizia”.

È un breve passaggio  del post pubblicato da Andrea Bufano sul suo blog. Sono le parole di un ragazzo che ha sofferto, trattenuto non senza stenti nella cella della Dozza di Bologna per un’invasione di campo, dopo i fatti accaduti nel post-gara della finale play-off Lecce–Carpi del giugno 2013. Accusato di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, è stato privato della libertà ed ha perso tutto, lavoro compreso, tranne la famiglia, gli amici e l’ottimismo. E dopo giorni lunghissimi passati ad attendere la notizia più bella, ieri ha gioito, ha pianto come un bambino che viene al mondo, ritornato a nuova vita.

Noi de Leccezionale Salento fummo i primi a trattare l’argomento, era il 26 ottobre dell’anno scorso (LEGGI QUI) , quando Andrea pubblicò sul suo profilo Facebook una lettera aperta nella quale gridava la sua innocenza. Subito dopo lo raggiungemmo e fummo la sua voce che continuava ad urlare l’innocenza.

Quell’innocenza capita in ritardo da chi di dovere, quella libertà che ha ottenuto a pieno titolo soltanto ieri, quando la sentenza di assoluzione sulla resistenza aggravata a pubblico ufficiale è diventata definitiva, anche se il ragazzo già il 23 giugno scorso venne sgravato dall’accusa (LEGGI QUI).

La vita regala sempre una seconda possibilità, ma volendo essere ottimisti anche una terza ed una quarta. Andrea è cosciente di questo e non sbaglierà più, ne siamo certi, ha le doti e l’intelligenza giusta per capire che ora tocca a lui dimostrare di essere cambiato, noi ci crediamo dal primo giorno. È finito un incubo per il ragazzo di Martano che ora sogna una vita normale, rivuole quella normalità usurpata da un eccesso di zelo delle istituzione che molte volte agiscono come la celeberrima gatta frettolosa.

Un plauso in questo caso va fatto soprattutto all’avvocato Giuseppe Milli che ha sgomitato lottando per cercare la verità, venuta a galla dopo un certosino lavoro che ha portato al risultato più bello: seppur in ritardo ha trionfato la Giustizia. In bocca al lupo ad Andrea sperando che il vento della fortuna lo accarezzi ed il sole dell’ottimismo lo guidi lungo il viale della sua vita.

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