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tifoserieLECCE (di Italo Aromolo) – Dopo aver viaggiato attraverso le rivalità che vedono come protagonista la tifoseria leccese (LEGGI QUI), la tifo-inchiesta curata da Leccezionale.it prosegue con la disamina delle partite più “calde” dell’intero Girone C dell’attuale Lega Unica Pro. La suddivisione territoriale Nord-Centro-Sud, con la quale nello scorso agosto la Lega ha delineato i tre gironi, ha riunito nel raggruppamento meridionale piazze passionali e che vantano un nobile blasone come Salerno, Catanzaro, Reggio Calabria e Messina, pronte a dar vita a derby sentitissimi in campo e, soprattutto, sugli spalti.

Salernitana-Paganese: asti novelli. Una provincia (Salerno) con due squadre nella stessa serie (Salernitana e Paganese): nel calcio dei romantici non può che originare un derby di fuoco. In realtà, la rivalità tra le due tifoserie è piuttosto recente: nel settembre del 2010, i tafferugli di Salernitana-Paganese provocarono 4 feriti tra i tifosi azzurrostellati, violentemente puniti dai dirimpettai granata perché avrebbero aggredito il gestore di un chiosco all’interno dello stadio “Arechi” tra primo e secondo tempo. E pensare che, nel segno di un rispetto reciproco, più che di un gemellaggio vero e proprio, le due tifoserie avevano scelto di condividere il settore distinti per permettere agli oltre 2000 paganesi sprovvisti di Tessera del Tifoso di assistere alla partita. Fattacci troppo recenti per non condizionare i successivi derby: si rischiarono le porte chiuse preventive in un Salernitana-Paganese ad alta tensione disputato nello stadio salernitano lo scorso campionato. Dopo ordini e contrordini di Prefettura e Questura, la gara alla fine si giocò a porte aperte, ma di derby sugli spalti non se poté parlare: i tifosi della Paganese disertarono la trasferta come forma di protesta per i numerosi divieti e le restrizioni anti-violenza.

tifosi CosenzaCosenza-Catanzaro: voli dannunziani in giallorosso. Storie di hooligans anche in Cosenza-Catanzaro, derby della Calabria per antonomasia. L’ultimo 0-0 alla camomilla maturato nella sesta giornata del campionato in corso non rende l’esatta portata di una sfida totale che rappresenta molto più di una partita di calcio: Cosenza-Catanzaro è scontro tra culture, capace di richiamare periodicamente al “San Vito” ed al “Ceravolo” decine di migliaia di appassionati che sognano di sconfiggere i rivali di sempre. Nel 1988, il “San Vito” di Cosenza cantava vittoria per il gol allo scadere del calciatore rossoblù Cozzella, che regalava ai padroni di casa la vittoria per 1-0 sul Catanzaro di Massimo Palanca. L’urlo dei 15mila fu drammaticamente strozzato dalla decisione dell’arbitro, che decise di annullare la rete dei “lupi” per un presunto fallo di mano dello stesso Cozzella. La frustrazione della tifoseria cosentina per il presunto sopruso sportivo subìto si riversò in furiose violenze ai danni delle forze dell’ordine e dei tifosi ospiti: sassaiole, manganellate, auto distrutte e lacrimogeni portarono ad un bollettino di guerra in cui si contarono 17 feriti, di cui 7 poliziotti.

Meno bellicosa e indubbiamente più originale la trovata escogitata dagli ultras del Catanzaro per far sentire la propria presenza ad un Cosenza-Catanzaro del 2008, nonostante l’Osservatorio Nazionale per le Manifestazioni Sportive avesse vietato loro la trasferta per motivi di ordine pubblico. Durante l’intervallo della stessa gara, i tifosi del gruppo “Ultras Catanzaro 1973” ebbero la geniale idea di presentarsi al “San Vito” per via… aerea: tre deltaplani giallorossi sorvolarono l’impianto cosentino trainando lo striscione “Le Aquile vi sovrastano sempre” e lasciando cadere al suolo oltre 5000 volantini giallorossi ed una sciarpa col logo del club.

Reggina-MessinaReggina-Messina: il Derby dello Stretto. Vi invidiamo il panorama”. Ha fatto scuola di umoristica lo striscione che i tifosi messinesi esposero al “San Filippo” in occasione del derby con la Reggina della stagione 2001/’02: la secolare rivalità che intercorre tra le due tifoserie ne ha fatto uno dei derby più accesi del Sud Italia tra scontri, sfottò, striscioni, coreografie e tanto altro ancora. Il derby del 30 settembre 1990 è passato alla storia come uno dei più violenti di sempre: quattro ore di guerriglia in campo, sugli spalti e nei parcheggi portarono ad oltre 100 feriti e 40 denunce. Anche il primo Messina-Reggina disputato nella massima serie (categoria in cui le numerose battaglie-salvezza hanno acuito la rivalità) non risparmiò violenze. Le due tifoserie vennero in contatto nel mezzo della città siciliana e si fronteggiarono con spranghe e lanci di sassi: un tifoso ventenne reggino fu ferito alla testa e ricoverato d’urgenza al Policlinico di Messina. Fortunatamente, l’ultimo recentissimo derby è stato solo una festa di sport: nella terza giornata del campionato in corso, il Messina si è imposto per 1-0 con un gol di tacco di Orlando in un “Granillo” gremito da 10mila spettatori.

tifosi SavoiaSavoia-Juve Stabia: m’ama, non m’ama. L’amicizia tra due vicini di casa non tarda mai a diventare odio: il derby campano tra Savoia e Juve Stabia nasce dalla rottura di un gemellaggio che durava dalla fine degli anni ‘80. Veniamo ai fatti: la Juve Stabia si gioca la semifinale play-off di Lega Pro–Prima Divisione (stagione 2010/’11) contro i rivali di sempre del Benevento, la cui tifoseria è gemellata con quella del Savoia. Nella gara di ritorno al “Santa Colomba” di Benevento, un gruppo di supporters oplontini prende posto nel settore “Distinti” per unirsi ai sostenitori locali nel tifare la compagine sannita: un oltraggio per i nemici-amici della Juve Stabia, con cui i rapporti già si erano incrinati quando, sul neutro di Torre Annunziata (si giocava Juve Stabia – Perugia nel 2008), gli ultras del Savoia alzarono le mani su di un tifoso del Siracusa, venuto a tifare per i campani nel segno del fortissimo gemellaggio che lega stabiesi e siracusani. La rottura definitiva si ebbe al termine di quella stessa edizione dei play-off, che vide la Juve Stabia promossa in Serie B: per vendicare il tifo-contro che i tifosi del Savoia avevano loro riservato al “Santa Colomba”, gli ultras dello Stabia andarono a festeggiare la promozione a Torre Annunziata, invadendola con decine e decine di motorini armati di bandieroni e vessilli gialloblù. I torresi non resistettero alla provocazione: la sera del 19 giugno 2011, le vie della cittadina campana diventarono un campo di battaglia tra scontri e violenze. Per la prima volta dopo quell’episodio, quest’anno le due squadre si incontreranno sul campo…

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