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Juve Stabia-LecceLECCE (di Italo Aromolo) – Una strana scia di rimpianti e soddisfazioni si abbatte su entrambi gli spiegamenti e fa calare il sipario su Juve Stabia-Lecce, gara valida per la nona giornata del campionato di Lega Pro Unica – Girone C e terminata col risultato di 1-1 grazie ai gol di Davide Moscardelli per il Lecce e Samuele Romeo per la Juve Stabia. Il barbuto attaccante leccese ha portato i giallorossi in vantaggio con un diagonale rasoterra nel secondo tempo, realizzando su assist di Alessandro Carrozza la sua terza rete consecutiva, ma pochi minuti dopo il difensore stabiese ha pareggiato i conti trovando il pertugio vincente in una mischia susseguita alla battuta di un calcio d’angolo. Entrambe le squadre hanno recriminato per una vittoria che poteva essere e non è stata, ma il pareggio finale ha premiato l’equilibrio tra due compagini molto ben coperte nel primo tempo e altrettanto arrembanti nel secondo, quando un paio di parate compiute dal portiere di casa Pisseri e il palo colpito dall’attaccante gialloblù Di Carmine avrebbero potuto incrementare ancor di più il tasso di emozioni di una gara comunque vibrante e divertente fino all’ultimo.

Il Lecce si è schierato in campo con il 4-3-3, sistema di gioco adottato con successo nella convincente prova con la Casertana (2-0) e riproposto da mister Franco Lerda nonostante le numerose assenze di giornata. Come accaduto una settimana fa contro i Falchetti, anche al “Menti” di Castellammare lo schieramento zemaniano ha prodotto una maggior fluidità del gioco palla a terra, visto che le migliori occasioni sono arrivate da organizzate ragnatele di passaggi (vedasi il gol di Moscardelli e le due palle-gol sprecate da Carrozza) piuttosto che da quell’atteggiamento arruffone “palla lunga e cross in mezzo” che ha caratterizzato negativamente le primissime uscite stagionali. I numeri confermano questa tendenza: sono stati appena 13 i traversoni prodotti (solo con la Casertana si è fatto “peggio”), addirittura zero i corner battuti.

analisi Juve Stabia-LecceI valori stabiesi di ben 42 palle in area di rigore, 9 corner e 18 cross messi in mezzo potrebbero far pensare ad una partita senza contraddittorio dominata dal soliloquio delle Vespe; così non è stato, visto che la formazione salentina si è resa comunque maggiormente pericolosa quando c’era da concludere a rete (12-11 il computo dei tiri), potendo vantare un coefficiente di pericolosità (0,45) che è quasi il doppio di quello stabiese (0,25).

La metamorfosi del Lecce da trasferta è tutta nella reazione al gol del pareggio di Romeo: il vecchio Lecce probabilmente si sarebbe demoralizzato tirando i remi in barca per la difesa del pari, invece il Lecce quattro-tre-tre ha continuato ad offendere con un atteggiamento da vera big. I dati parziali relativi agli ultimi 20 minuti parlano infatti di ben 4 conclusioni a rete e 8 palle in area di rigore per i giallorossi.

Daniele Mannini
Daniele Mannini

Interessante la partita dei due terzini Daniele Mannini e Nicolò Donida, riarrangiati da Lerda secondo le indisposizioni di giornata e disimpegnatisi entrambi con buona destrezza. Nel primo tempo, il laterale ex Samp è stato praticamente insuperabile: soltanto 1 degli 8 cross disegnati dai campani (quello che ha fatto tremare per l’uscita insicura di Nicholas Caglioni) è partito dalla zona di competenza del tuttofare giallorosso. Binari invertiti nella seconda frazione di gioco, con Donida che ha acquistato una maggiore sicurezza nonostante il fardello del cartellino giallo e Mannini che ha sofferto l’ingresso in campo di Gammone, brioso esterno gialloblù dai cui piedi sono partiti 5 cross al centro e almeno un paio di occasioni da rete per la formazione campana.

A centrocampo, l’assenza della testuggine romana Salvi-Papini ha dato spazio ad una mediana meno muscolare e più tecnica: l’inedito trio da piedi fini Lepore, Gomes e Sacilotto ha condotto una partita molto attenta sotto il profilo disciplinare, visti i soli 10 falli commessi (18 quelli subiti) che rappresentano il record stagionale di scorrettezze sanzionate dall’arbitro.

Se dobbiamo individuare un difetto nel Lecce ammirato in Campania, questo è stato nella scarsa precisione sotto porta: i tiratori scelti giallorossi hanno centrato lo specchio soltanto 4 volte su 12 tentativi a rete. Una percentuale di precisione maggiore del 33% (magari vicina al 65% registrato dalla Juve Stabia) avrebbe probabilmente portato in casa Lecce qualche punto in più e rimpianto in meno.

Di seguito, tutte le statistiche di Juve Stabia-Lecce:

  • TIRI IN PORTA: LECCE 4-JUVE STABIA 7
  • TIRI FUORI E/O RESPINTI: LECCE 8-JUVE STABIA 4
  • PALLE IN AREA DI RIGORE: LECCE 29-JUVE STABIA 42
  • CROSS EFFETTUATI: LECCE 13-JUVE STABIA 18
  • OFF-SIDE: LECCE 4-JUVE STABIA 1
  • CORNER:LECCE 0-JUVE STABIA 9
  • FALLI SUBITI: LECCE 18-JUVE STABIA 10
  • COEFFICIENTE PERICOLOSITÀ: LECCE 0,45-JUVE STABIA 0,25
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