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esultanza Lecce-CasertanaLECCE (di Italo Aromolo) – Serviva una prestazione convincente per riscattare la negativa sconfitta di Messina ed è arrivata contro il più ostico degli avversari: un ottimo Lecce supera per 2-0 la Casertana dell’ex tecnico Angelo Gregucci e continua quello strepitoso ruolino casalingo che l’ha visto vincere quattro partite su quattro e mantenere imbattuta la porta nel fortino del “Via del Mare”. La resurrezione della formazione giallorossa porta la firma di due redivivi di inizio stagione che hanno sembrano aver definitivamente superato i rispettivi periodi di appannamento: il bomber Davide Moscardelli, che nel primo tempo ha insaccato un cross basso di Alessandro Carrozza sfruttando il liscio del falchetto Murolo, e la freccia nera Abdou Doumbia, che, entrata nel seconda frazione, ha messo in cassaforte il risultato con un bel destro all’incrocio servitogli dal pimpante Nicolò Donida.

La compagine allenata da mister Lerda ha sorpreso tutti per come si è tatticamente disposta in campo: l’addio al caro vecchio modulo del 4-2-3-1 (o più generalmente il blocco 4-2) ha spianato la strada ad un sistema di gioco che forse mai si era visto nelle tre esperienze salentine del mister di Fossano: il 4-3-3, con il trio Salvi-Papini-Sacilotto in mediana e gli esterni alti Carrozza e Lepore a supporto dell’unica punta Moscardelli. Ora, la domanda del giorno non può che essere questa: il restyling tattico può aver cambiato in positivo il modo di giocare di una squadra che, fino a sabato, aveva lasciato ampiamente a desiderare sotto questo punto di vista? I numeri di Lecce-Casertana dicono che , almeno in parte, è stato un altro Lecce.analisi Lecce-CasertanaLa formazione giallorossa, infatti, ha abbandonato quella forsennata, e sovente improduttiva, ricerca del cross alto in mezzo (la media delle prime sette giornate si attestava sui 18-20 a partita) per sciorinare un ottimo calcio palla a terra: le azioni più pericolose sono nate dalle triangolazioni rasoterra Donida-Salvi nel primo tempo (con quest’ultimo che ha sparato su Fumagalli un rigore in movimento), e Donida-Carrozza-Doumbia (da cui è nato il gol) e Moscardelli-Doumbia (nuovo miracolo di Fumagalli) nel secondo. Una netta inversione di tendenza rispetto ai gol del passato, fino alla gara di sabato derivanti per più della metà da conclusioni da fuori (vedi Moscardelli a Messina e Salvi ad Aprilia) o da azioni di calcio d’angolo (vedi Papini con la Reggina e Della rocca col Barletta).

Una rivoluzione silenziosa quella praticata da Franco Lerda, che sabato ha puntato sempre sulle fasce ma meno sui traversoni alti: vuoi per l’assenza del crossatore per eccellenza, Walter Lopez, vuoi soprattutto per la presenza di un sola punta di peso a raccogliere le palle vaganti, e non due come nelle passate uscite, la squadra di mister Lerda ha messo in mezzo soltanto 9 traversoni alti, record – chiamiamolo  negativo da quando è iniziato il torneo, che non raggiunge neanche la metà della cifra toccata nella stessa gara dalla Casertana (20 i cross effettuati dai falchetti).

Moscardelli golSicuramente il nuovo sistema di gioco ha favorito anche gli inserimenti dei centrocampisti, piuttosto rari a vedersi nel 4-2-3-1. La succitata azione del quasi gol di Salvi nel primo tempo è l’emblema di questo centrocampo più propulsivo: siamo sicuri che nel blocco 4-2 il centrocampista romano avrebbe avuto un occasione del genere a pochi metri dalla porta? Probabilmente, no.

Giocando palla a terra, la squadra è apparsa per nulla prevedibile e molto più concreta: a fronte di “sole” 23 palle in area di rigore avversaria, il Lecce ha tentato la conclusione a rete ben 11 volte, creando almeno quattro-cinque nitide palle gol che hanno fatto schizzare il valore del coefficiente di pericolosità al picco stagionale di 0,5 (idealmente, un tiro ogni due palle in area). Macchinosa e fumosa invece è risultata la manovra della Casertana, che ha portato la palla in area leccese per 31 volte per produrre soltanto un (debolissimo) tiro in porta che ha lasciato puliti i guanti di Caglioni (coefficiente di pericolosità pari a 0,25).

Il Lecce, fortemente sotto esame dopo le ultime apparizioni piuttosto “irrequiete”, ha tenuto bene anche sotto il profilo dei nervi, vincendo la sfida dei falli subiti (15-14) e dei cartellini gialli (3-2), nonostante anche sabato non siano mancate le provocazioni avversarie.

Di seguito tutte le statistiche del match:

  • TIRI IN PORTA: Lecce: 5-Casertana: 1
  • TIRI FUORI E/O RESPINTI: Lecce: 6-Casertana: 7
  • PALLE IN AREA: Lecce: 23-Casertana: 31
  • CROSS EFFETTUATI: Lecce: 9-Casertana: 20
  • FALLI SUBITI: Lecce: 15-Casertana: 14
  • CORNER: Lecce: 2-Casertana: 4
  • OFF-SIDE: Lecce: 4-Casertana: 1
  • COEFFICIENTE PERICOLOSITÀ: Lecce: 0,50-Casertana: 0,25
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