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BullismoLECCE (di Gemma De Rosa) – Da piccola ero un po’ grassottella: ricordo come un incubo l’ora di Educazione fisica alle Scuole Medie, quando non si giocava a pallavolo e dovevamo cimentarci nel salto in alto (asticella al massimo ad un metro da terra) o alla cavallina… Ero un disastro perché non ero molto agile e leggera. Non soffrivo quel modo d’essere “in sovrappeso”; magari non indossavo fuseau e magliettina stretch ma avevo lo stesso una tribù di compagni di classe che mi stracoccolavano e amici con cui condividevo la vita di quartiere e di passatempi adolescenziali. Quasi trent’anni dopo, a 400 km di distanza, essere grassi è una condanna: un ragazzino napoletano in sovrappeso non solo è stato deriso ma anche violentato con un compressore e, ahimè, perfino filmato durante le sue atroci sofferenze; ora è  in condizioni gravissime,sia pure in miglioramento.

Sono i tempi che cambiano: alla mia età i deboli venivano tutelati e protetti e non perché noi avessimo paura delle punizioni, noi avevamo rispetto di “noi” come avevamo rispetto dei professori e guai se i genitori fossero venuti a conoscenza di qualche marachella. Lo spaccato della vicenda dei giorni nostri mostra invece la madre della vittima che si dispera per l’accaduto e la suocera dell’aggressore  che giustifica dicendo: “Era solo uno scherzo…Ma uno scherzo provoca risate, divertimento, non riduce un povero quattordicenne quasi in fin di vita.vincenzo Napoli

Forse è proprio questo l’errore: oggi, per un esasperato tentativo di capire, gli “adulti” hanno la limitativa tendenza di confrontare la propria gioventù con quella attuale, senza considerare, però, una variabile fondamentale: il momento storico che, oggigiorno, i giovani affrontano. Perché il giovane di questi anni vive, rispetto a quello del passato, in una dimensione di continua incertezza, soprattutto riguardo il suo futuro. Il degrado socio-culturale, l’assenza di valori ormai la fanno da padrone.

L’OCSE ricorda che abbiamo uno dei tassi di abbandono scolastico più alti d’Europa con un Meridione d’Italia in cui un ragazzo su quattro non studia e difficilmente lavorerà, data la preoccupante disoccupazione giovanile in crescita al 40%. Più facilmente sarà manovalanza a buon prezzo per la malavita. Sarà una vita senza vita.

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