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luce-gasLECCE (di Silvia Famularo) – Da oggi bollette più care di luce e gas metano, rincari questi che peseranno sul bilancio delle famiglie italiane già messe a dura prova da una crisi che continua a mordere. In particolare, il metano subirà un aumento del 5,4%, frutto delle tensioni russo-ucraine che fanno temere pesanti ripercussioni sia sul prezzo che sull’erogazione, che potrebbe anche interrompersi, del gas stesso. In Europa siamo al primo posto per il costo del metano che è di circa il 18% più alto della media per via di un carico fiscale record che rappresenta il 37% del prezzo totale. Se il governo avesse pensato di diminuire le imposte almeno della metà dell’aumento stabilito, avrebbe salomonicamente diviso il sacrificio, invece saranno solo gli utenti a pagare le spese delle tensioni tra la Russia e l’Ucraina.

È come un quiz: uno fa la domanda ed in pochi secondi arriva la risposta. In tanti ci siamo chiesti se veramente la TAP avesse un senso. A che serve portare ancora gas  in Italia mentre il suo consumo diminuisce? Vale la pena di sacrificare una seppur piccola parte del nostro territorio? E se poi scoppiasse? Dove ci faremo il bagno? E via dicendo. Ma la realtà non si perde in chiacchiere e, come una sberla senza preavviso, ci appioppa un aumento del prezzo del 5,4%. Oddio, come mai? Ma è quello che si è sempre detto: la differenziazione delle fonti rende il mercato più stabile ed evita gli scossoni.

Attualmente l’80% del gas arriva in Italia dalla Russia e dalla Ucraina, paesi che di fatto hanno il monopolio del mercato; forniture alternative da altri paesi attenuerebbero il problema del 15% almeno. Ma noi la TAP non la vogliamo, non ci fidiamo di chi ci garantisce la sicurezza dell’impianto e, mentre non vogliamo convincerci che ormai è cosa fatta, la TAP si farà, non chiediamo piuttosto in cambio una riduzione del costo per il nostro territorio. E intanto oggi il gas aumenta…

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