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Lecce contro il SavoiaTORRE ANNUNZIATA (di Massimiliano Cassone) – Il calcio moderno corre così veloce che non c’è nemmeno il tempo per gustare la gioia di una vittoria; Savoia e Lecce si trovano sul sintetico dello Stadio “Alfredo Giraud” di Torre Annunziata per cercare di dare continuità ai risultati del turno precedente. Le squadre danno vita ad una partita maschia che conta due espulsi, uno per parte e quattro ammoniti; al fischio finale, il risultato è di 0-0, con il Lecce che non riesce a vincere in trasferta a causa di una palese inconsistenza in attacco. Un’armata come quella giallorossa non può mancare l’appuntamento col gol contro una squadra come il Savoia che in modo molto onesto guadagna un punto e da continuità alla vittoria del turno scorso. C’è tanto da lavorare, in casa Lecce, proprio negli ultimi quindici metri. Il Lecce deve e può fare di più.

PRIMO TEMPO – Mister Bucaro parte con un 3-5-2, lasciando a sorpresa in panchina l’ex Cipriani e mandando in campo Di Piazza; si schiera così: Santurro in porta; Rinaldi, Laezza e Di Nunzio a formare la difesa a 3; Malaccari, Sanseverino, Calzi, Gallo, Sabatino a centrocampo con Di Piazza e Scarpa in avanti.

Lerda schiera il collaudato 4-4-2 (4-2-4) senza sorpresa alcuna, Doumbia non riesce a recuperare e va in tribuna: Caglioni a difendere i pali; Martinez, Sacilotto, Abruzzese, Lopez la linea difensiva; Mannini, Salvi, Papini, Carrozza a centrocampo e in avanti l’ariete brindisino Della Rocca con il capitano Miccoli.

Partita viva già nei primi minuti di gioco; Miccoli sembra in giornata e già al primo minuto cerca di rendersi pericoloso, il suo tiro è deviato però da Calzi.  Al 10° il Savoia perde Laezza per infortunio e al suo posto entra Checcucci. Gli ospiti vogliono fare la partita ma i ragazzi di Bucaro in modo intelligente e lesto tentano sempre di trovare il corridoio giusto per sfruttare la velocità del mobilissimo Scarpa. Al 18° il Lecce perde Abruzzese e in campo, al suo posto, scende Carini. La squadra giallorossa ci prova in tutti i modi a concludere in porta ma gli avversari erigono una vera e propria diga formata da otto uomini che rimpallano tutte le conclusioni. Molto generosi Gallo e Calzi che sono i più arcigni di un centrocampo ruvido. Di contro c’è da dire che quando il Savoia si porta in avanti si rende sempre “velenoso” con Di Piazza e Scarpa, anche se nessuna delle due squadre fino alla mezz’ora tira veramente in porta. Al 32° è il Lecce che si affaccia in avanti; Santurro esce e blocca un buon pallone messo in mezzo da Mannini. Al 33° Carrozza va vicinissimo al gol dopo una bella azione corale; Miccoli poco fuori dall’area di rigore colpisce di tacco per l’accorrente Mannini a destra, l’ex Napoli la mette in mezzo, velo di Salvi e sfera che giunge a Carrozza, il gallipolino prova un rasoterra sul palo opposto ma Santurro compie un intervento risolutivo. La presenza delle maglie giallorosse nella metà campo campana diventa una costante. Al 35° Della Rocca ci prova da fuori, Santurro respinge, riprende Miccoli ma il suo tiro è rimpallato in angolo. Al 45° occasionissima per il Savoia; Scarpa serve Sabatino che sfugge alla marcatura di Martinez e si ritrova a tu per tu con Caglioni e spara la sfera fuori. Subito dopo il quarto uomo con la lavagnetta luminosa indica 4 minuti di recupero. Il primo tempo termina a reti inviolate. Da annotare che dagli spalti arriva un fastidioso laser ad infastidire Caglioni, lo speaker dello stadio per ben tre volte richiama all’ordine il genio di turno.

SECONDO TEMPO – Nessuno dei due tecnici cambia nulla all’inizio della seconda frazione di gioco che inizia col Lecce pericoloso; al 47° conclusione di Carini dai 30 metri ma il portiere dei padroni di casa sventa il pericolo. Passano otto minuti però e Chini getta nella mischia Moscardelli richiamando Miccoli in panchina, il Romario del Salento riceve gli applausi da parte di tutta la Tribuna Centrale.

Al 57° la squadra salentina rimane in dieci uomini, espulso Salvi per doppia ammonizione in soli due minuti, la seconda molto discutibile data dall’arbitro per una ipotetica simulazione del romano. E Chini manda in campo Filipe Gomes al posto di Carrozza. Al 66° occasione gol per il Savoia, Scarpa lancia Cipriani che da posizione defilata spara fuori la palla.

Al 72° calcio di punizione dai 30 metri di Moscardelli ma la palla viene alleggerita dalla barriera e Santurro se la ritrova tra le braccia. un minuto dopo, Mannini tenta l’imbucata in area su passaggio di Papini, ci riesce, tira ma la sfera termina fuori. Al 75° Checcucci compie un brutto fallo su Papini e l’arbitro lo ammonisce per la seconda volta ristabilendo la parità numerica. L’ultimo quarto d’ora si gioca 10 contro 10. Al 90°, sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Moscardelli, la palla danza in area ma non c’è nessuno pronto a colpire e l’inconsistenza del Lecce in attacco diventa imbarazzante. Un minuto dopo, tiro da fuori area rasoterra di Papini che si spegne alla sinistra di Bucaro, così come si spengono le speranze dei tifosi giallorossi. I padroni di casa in modo guardingo e attento si tiene ben stretto un pareggio che per la squadra di Lerda sono due punti persi. Negli ultimi dieci minuti nonostante 8 cross messi in mezzo dall’ottimo Lopez, nessuno dei giallorossi riesce a spingere la palla in rete. Termina così una partita sterile, ruvida e per nulla spettacolare. Il Lecce deve incominciare a fare di più in trasferta se vuole diventare protagonista in questo difficilissimo Girone C.

TABELLINO:

SAVOIA-LECCE 0-0

Savoia (3-5-2): Santurro; Rinaldi, Laezza (10° Checcucci), Di Nunzio; Malaccari, Sanseverino, Calzi, Gallo (78° Cremaschi), Sabatino; Di Piazza (65° Cipriani), Scarpa. A disp: Gragnaniello, Sevieri, D’Appolonia, Del Sorbo, Cipriani. Allenatore: Bucaro

Lecce (4-4-2): Caglioni; Martinez, Sacilotto, Abruzzese (18° Carini), Lopez; Mannini, Salvi, Papini, Carrozza (58° Filipe Gomes); Della Rocca, Miccoli (53° Moscardelli). A disp: Chironi, Donida, Filipe Gomes, Rosafio, Rullo. Allenatore: Chini (Lerda squalificato)

Arbitro: Niccolò Pagliardini della sezione di Arezzo.

Assistenti: Luca Colatriano di Pescara e Alessio Giacomozzi di Fermo

Ammoniti: 25° Papini (L), 49° Sacilotto (L), 49° Gallo (S), 77° Mannini (L)

Espulso: Salvi (L) per doppia ammonizione 55° e 57°, 48° e 75° Checcucci (S) per doppia ammonizione.

Commenti

2 Commenti

  1. Questo è il terzo anno che quando vedo giocare il Lecce mi vengono le palpitazioni e l’ansia per cui sono costretto a prendere un ansiolitico alla fine di ogni partita. Secondo me un allenatore dovrebbe insegnare ai giocatori a fare passaggi rapidi e precisi, a fare pressing continuo, a sapersi smarcare e a proporsi al compagno che ha la palla, a saper tirare in porta e quindi tirare in porta perchè il pallone non entra da solo. Mi sembra di vedere in campo ogni domenica le belle statuine. Avevamo Beretta e Zigoni, due fior di ragazzi e siamo andati a prendere dei quasi quarantenni ormai cotti e stracotti, abbiamo in panchina giovani come Rosafio e tanti altri, ma dov’è il progetto tanto sbandierato? Con chi le realizziamo con Miccoli, con Moscardelli, con Della Rocca? Ma in Società ci sono consiglieri validi e capaci? Non vorrei sbagliarmi, ma io penso che se una Società di calcio si gestisce bene, questa sia capace di dare grandi soddisfazioni anche economiche.

    • E’ chiaro che quanto da me anzi detto è solo il mio punto di vista che vorrebbe essere più che altro una critica costruttiva e non una critica all’operato della dirigenza che, anzi, merita tutta l’ammirazione di noi tifosi per quello che continua a fare da tre anni a questa parte.
      Critica costruttiva anche osservando che, in ogni club, è giusto darsi da fare per assicurarsi giocatori più o meno validi ma ancor prima, sempre secondo me, è molto importante che tutto il comparto tecnico (dal magazziniere, allo staff medico, agli allenatori dei vari settori, ai talent-scout che operano in giro, ecc.) sia di prima qualità, perchè tutto ciò è il presupposto e il fondamento in base al quale, poi, tutta l’organizzazione funzioni al meglio.
      Grazie per l’ospitalità.

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