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collage attacco Lecce
Miccoli, Moscardelli e Della Rocca

LECCE (di Massimiliano Cassone) – Il Lecce torna da Matera con un punticino in saccoccia e tanti “perché” nella testa. I giallorossi, dopo tre giornate, hanno 4 punti in classifica. Vero è che l’anno scorso sia il Perugia che il Frosinone non partirono certo meglio eppure, col passare delle giornate, si rivelarono squadre solide a tal punto da ottenere entrambe il passaporto per la B. Dopo la quarta giornata, e tre gare disputate, il Perugia (vincitore del campionato) aveva 4 punti, frutto di un pareggio a Nocera per 2-2 e di una vittoria col Gubbio in casa per 2-1, alla terza il grifo riposò, mentre alla quarta capitolò a Grosseto per 2-0; mentre il Frosinone di mister Stellone dopo le prime tre gare poteva contare su 4 punti proprio come il Lecce di oggi, racimolati con una vittoria alla prima contro l’Ascoli per 2-1, ed un pareggio a Pisa per 1-1, perse invece a Catanzaro per 1-0.

Detto ciò, però, c’è da sottolineare un dato alquanto importante: la squadra di Lerda segna poco. Soltanto due gol in tre giornate, di cui uno, quello di Salvi ad Aprilia, frutto di una prodezza balistica personale e non di certo di un gioco e di una manovra di gioco fluida.

Altro dato di cui tener conto dopo la gara di ieri è che con Fabrizio Miccoli in campo si creano palle gol, senza di lui si annaspa parecchio, tranne le conclusioni da fuori come quella tentata da Mannini (unico tiro che ha impensierito Baiocco).

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Abdou Doumbia

Ora bisogna fermarsi un attimo e cercare di capire quali siano i problemi e come risolverli. Doumbia non è certo il dinamico calciatore ammirato l’anno scorso; è ancora fuori condizione, oppure soffre molto i cambi di fascia che il tecnico di Fossano ordina ripetutamente durante la gara. Non sembrano poter sussistere altre ipotesi di cui tener conto. Ovvio che si debba sempre analizzare ciò che vediamo e non quel che sarà o potrebbe essere o sarebbe potuto essere. L’anno scorso il Lecce ottenne i suoi risultati più lusinghieri con i quattro difensori in linea, il blocco dei due incontristi a centrocampo, i tre trequartisti e la punta in avanti; ora, senza nominare calciatori e fare torti a nessuno, sarebbe meglio continuare su quella strada, oppure tentare altre vie? In questa stagione si è iniziato a provare il 4-4-2 che in fase offensiva diventa 4-2-4. Poi sono arrivati Daniele Mannini e Filipe Gomes e si è pensato ad altre soluzioni. Da quel che abbiamo visto, nella scorsa settimana fatta di allenamenti mirati dei giallorossi, l’intenzione di Franco Lerda è stata il cercare altre vie di gioco. Egli stesso in conferenza stampa aveva affermato di disporre dei calciatori giusti per schierare il modulo 3-5-2. Numeri coi quali si rischia di fare confusione, molta confusione se non si riesce subito a trovare l’abito giusto da indossare nelle grandi occasioni; e le grandi occasioni sono le partite di questo logorante campionato di Lega Pro. Bisogna trovare velocità di manovra, ed avere le idee chiare, i calciatori devono muoversi spediti senza palla e sapere in anticipo dove riceverla. Ieri c’è stata troppa staticità e questo non va e non aiuta di certo gli attaccanti a fare gol. Un bomber per metterla dentro ha bisogno del supporto giusto, ha bisogno del passaggio vincente, ha bisogno di serenità. Forse il Lecce, questo Lecce, ha bisogno del piedino fatato di Fabrizio Miccoli (l’anno scorso segnò 14 gol) che giochi libero da marcature, o più libero da marcature dell’anno scorso, magari dietro a due punte, o anche ad una sola se c’è Filipe Gomes in campo. Questo è il nostro pensiero, non vogliamo rubare il mestiere a nessuno. Siamo certi che l’esame di coscienza sarà generale. Ci sta il fare 4 punti in 3 giornate, va bene pareggiare a Matera, ma per fare gol bisogna tirare in porta. E non scopriamo certo l’acqua calda.

È solo l’inizio, vero, il punto di Matera è un punto conquistato e non due perduti, sia chiaro. L’importante è rimanere tutti uniti, mister, squadra e tifosi, poi si ragionerà un passo alla volta.

Ci vuole tempo, il giusto tempo per raggiungere sia la forma fisica, sia per trovare la chiave tattica giusta… anche se il tempo stringe, Venerdì arriva al Via del Mare un’altra nobile decaduta: la Reggina.

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