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SALENTO IDEALE x dvd
Il logo Salento Ideale

LECCE (di Massimiliano Cassone) – In una mattinata in cui il sole sorride in cielo ed i colori del Salento abbracciano l’estate, nel tentativo di non lasciarla andare via, all’interno dell’elegante Sala conferenze dell’azienda “Quarta Caffè“, nella Zona industriale di Lecce, è stato presentato dall’associazione “Valori e Rinnovamento” il logo “Salento Ideale”. E non poteva essere ospitato altrove tale avvenimento se non in casa dell’azienda salentina per antonomasia, l’icona di come si può fare azienda rispettando l’ambiente e la natura.

Cos’è “Salento Ideale” – È un marchio che nasce dall’idea di preservare il Salento dal logorio del tempo e da scelte dissennate in opposizione con l’etica della vita. L’idea è quella di investire in cultura e arte, investire sulle bellezze naturali incentivando il turismo.

Antonio Quarta ok
Antonio Quarta

Ad aprire l’affollata conferenza stampa è stato l’imprenditore leccese che opera con successo nel settore del caffè, Antonio Quarta: “Faccio gli onori di casa, dando il benvenuto nella nostra azienda, in questa sala che usiamo per i corsi di formazione. L’anno scorso abbiamo ospitato circa 4500 alunni che in un esclusivo percorso didattico hanno scoperto e approfondito la cultura del caffè. Come imprenditore, sono dell’idea che servano più iniziative di tal genere perché fanno bene al territorio. Il Salento oramai è allo stremo, martoriato da banche, finanziarie e discariche”. Subito dopo, punta il dito sull’indifferenza della politica in materia dell’inquinamento: “Non capisco perché la Procura non metta sotto inchiesta tutti gli Assessori all’Ambiente; non ci sarebbe voluto un gran lavoro per monitorare le zone e scoprire le discariche a cielo aperto, sarebbe bastata una passeggiata nei fine settimana. – Quarta poi, con l’enfasi dell’amore per la sua terra, pone l’accento sull’importanza del Salento – Noi abbiamo solo un bene da lasciare ai nostri figli: il territorio. Quando il Signore ha creato il mondo, ha avuto un occhio di riguardo per il Salento, è una zona sicura a livello sismico, non ci sono frane o smottamenti, o cedimenti dovuti a qualsiasi calamità naturale, la nostra è una zona sicura. Potremmo accogliere turisti tutto l’anno. Molte volte penso che noi salentini non capiamo appieno il valore del nostro territorio. A questo progetto, a quest’associazione dico che bisogna collaborare con quelle già esistenti, bisogna creare una rete di associazioni che difendano il territorio”. Poi conclude: “Dobbiamo alzare la guardia per difenderci. Vorrei che si passasse dalle parole ai fatti”.

Wojtek Pankiewitz
Wojtek Pankiewicz

A fare da eco c’è il Professor Wojtek Pankiewicz, presidente del Movimento “Valori e Rinnovamento”:  “Le parole di Antonio Quarta sono la dimostrazione del concetto di passione. Ed è proprio da due parole che vogliamo partire: passione e sinergia. Passione: dobbiamo amare il nostro Salento e nostre bellezze. Si deve creare un tipo di turismo emozionale per coloro che hanno fame di turismo. Sinergia: perché noi proponendo marchio Salento così come hanno fatto col marchio Loira, vogliamo creare il modello Salento; nella valle della Loira hanno ottenuto ricavi, occupazione con un protocollo intesa di tutti i comuni, in modo tale che tutti i finanziamenti siano per progetto e condivisi. Serve un gioco di squadra. Con questo logo inizieremo la battaglia per far capire meglio il senso della bellezza del Salento”. Pankiewicz poi entra nel vivo: “Faremo due proposte importanti alla regione: la prima sarà la richiesta di far organizzare i territori con una normativa, una legge regionale, un protocollo d’intesa. La seconda proposta invece sarà quella di promuovere l’iscrizione del Salento nel patrimonio mondiale dell’Unesco, così come Matera per i sassi, Alberobello, la Costiera Amalfitana, e via dicendo. Già nel 2006 ci provò il Sindaco Adriano Poli Bortone con il ‘Barocco Leccese’ che fu inserito nella Tentative list, cioè la lista propositiva, ma purtroppo il tentativo non andò a buon fine e non ebbe seguito. Noi assilleremo le autorità per fare in modo che questo avvenga. Ottenuto ciò tutta l’umanità si occuperebbe del Salento”.

Gabriella Legno ideatrice logo Salento Ideale ok
Gabriella Legno

Subito dopo il Presidente di Valori e Rinnovamento chiama in causa Gabriella Legno l’artista autrice del Logo che lo descrive così: “Il logo è incentrato sull’essenzialità, in cui gli elementi grafici sono pensati modo che costruiscano un tutt’uno con ciò che è peculiare del nostro territorio e che si vuole salvaguardare. Ecco quindi questo squarcio pittorico che si apre sugli elementi tipici della nostra terra, è speculare alla parola Salento ed è inscritto nella I iniziale di ideale”. L’artista conclude con un pensiero vero e profondo: “È in gioco la nostra salute e la salvaguardia dell’ambiente che ci ospita. La nostra volontà può fare la differenza. Possediamo un capitale in arte e sotto forma di natura su cui investire per creare un futuro all’insegna dell’abbondanza e del benessere. Siamo ad un bivio; dobbiamo scegliere se lasciare che lo sfruttamento esasperato del terreno e delle risorse rovini il pianeta fino alla distruzione, oppure opporci a tutto questo ed operare una inversione di marcia che porti il pianeta al destino che gli era stato riservato: il Paradiso terrestre visibile e vivibile”.

Invitto, Winspeare, Pankiewicz
Il prof. Giovanni Invitto con Winspeare e Pankiewicz

Invitato alla Conferenza il  professore ordinario di filosofia teoretica Giovanni Invitto, mette in evidenza il concetto di bellezza: “Voglio parlare del concetto di bellezza, del rapporto che ha Lecce con la bellezza. Ad esempio Lecce è considerata bella per il Barocco, è questo è un dato oggettivo. Però una città è bella quando c’è armonia. E voglio raccontarvi quello che il vescovo – filosofo irlandese del ‘700, George Berkeley, scrisse della nostra Lecce ad un amico scozzese, dicendo a chiare lettere che era la città più bella d’Italia: “Sono appena rientrato da un viaggio per le terre più remote e sconosciute d’Italia. Vostra Signoria conosce perfettamente le città più decantate, ma forse per la prima volta sente dire che la più bella città italiana si trova in un lontano angolo del tacco. Lecce (l’antica Aletium) è, per i suoi ornamenti architettonici, la città più fastosa che abbia mai visto. Gli edifici principali sono costruiti in rustico, con pietra tagliata, e hanno tutte le porte decorate. Gli ornamenti alle finestre sono in stile dorico o corinzio, le balaustre sono in pietra. Non ho visto in nessun’altra parte d’Italia conventi tanto belli. L’errore comune è ritenere che cadano in un eccesso di ornamento. Predomina il corinzio, ordine preferito dai leccesi, soprattutto alle porte della città, eccezionalmente belle. È gente veramente signorile; direi che ha ereditato la delicatezza dei Greci, un tempo abitanti di queste parti d’Italia. Lei sa che in moltissime città italiane i palazzi in verità sono belli, ma le normali abitazioni di gusto mediocre. È così anche a Roma. A Lecce invece il buon gusto è diffuso, è finanche delle case più povere”. Pesante eredità per noi. Detto questo voglio specificare che la bellezza non è nell’oggetto ma nel soggetto che fruisce dell’opera. Condivido totalmente ciò che hanno affermato Gabriella Legno e Wojtek Pankiewicz ribadendo che possediamo il capitale in arte e in natura su cui investire per un Salento con un futuro di abbondanza e benessere. Bisogna pensare ad un Salento che – conclude Invitto – sia bello, armonioso ed amato da chi ci abita”.

Edoardo Winspeare ok
Edoardo Winspeare

Il testimonial di questo nuovo marchio e di questo progetto che mira alla salvaguardia territoriale è il regista nato in Austria ma cresciuto a Depressa Edoardo Winspeare. Da sempre impegnato a raccontare il Salento e la vita dei salentini ponendo l’accento sulla vera semplicità che rende speciale la nostra terra, il regista in modo arguto e spiritoso si è detto sorpreso per essere stato scelto: “Mi sento una bella attrice – esordisce il regista che sorride sornione – Io e Pankiewicz abbiamo proprio due cognomi ideali per rappresentare questa terra – sorride (ndr) – Questo a dimostrazione che, per essere salentini, non bisogna chiamarsi per forza Protopapa ad esempio; siamo tutti cittadini di questa terra e dobbiamo darle il nostro contributo. Dobbiamo prendere esempio da regioni e territori, vedi l’Alto Adige o la Toscana, che riescono a valorizzare quel che hanno; bisogna coinvolgere i giovani, loro sono il futuro. Me ne scornu – conclude Winspeare con una battuta in dialetto – de sta parola testimonial, sembro Sabrina Ferilli (sorride, ndr)”.

Un progetto nuovo quindi, una nuova idea per salvaguardare il nostro territorio; la speranza è che si passi “dalle parole ai fatti”, come ha affermato Antonio Quarta. Questa terra ha bisogno d’aiuto.

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