
LECCE – Ieri, a Bari, c’è stato un incontro tra i referenti regionali ed i parlamentari di NCD, UDC, Scelta Civica e Popolari per l’Italia con l’obiettivo di dare vita anche a livello regionale al progetto della Costituente Popolare. Il coordinatore regionale Udc, on. Salvatore Ruggeri, ha fatto il punto della situazione ed affermato:
“Vogliamo passare dalle parole ai fatti. Dimostrare che il nuovo soggetto non è una sommatoria di sigle ma un laboratorio politico aperto che ha a cuore i problemi reali della gente, primo fra tutti quello dell’occupazione che è la vera piaga della nostra epoca. Anche in Puglia – ha continuato Ruggieri – prosegue il nostro impegno per contribuire al progetto della Costituente popolare, cioè alla nascita di un nuovo soggetto politico tra NCD, UDC, Scelta Civica e Popolari per l’Italia, ovvero tra quelle forze dell’area moderata, popolare e riformatrice che sostengono l’attuale Governo e che si riconoscono nei valori del PPE. Il nostro progetto non può essere solo un contenitore vuoto per campagne elettorali; dobbiamo riempirlo di contenuti per rispondere a quelle che sono le aspettative della gente da parte della politica. Non si può parlare di Costituente dei moderati senza avere obiettivi e prospettive come quella di risolvere i problemi legati alla crisi delle imprese e alla crescente disoccupazione soprattutto fra i giovani e le fasce più deboli della popolazione. La Costituente deve porsi questi problemi se vuole essere credibile agli occhi dei cittadini”.
Nell’incontro barese, tenuto presso la sede del NCD, si è parlato anche delle prossime scadenze elettorali regionali demandando ogni decisione a livello nazionale “in modo che ci siano alleanze omogenee in tutta Italia – ha spiegato Ruggeri – lasciando aperta ogni proposta e prospettiva. Si parlerà quindi sia con il Pd che con FI, con Renzi e Berlusconi, prima di prendere qualsiasi decisione”.
Per quanto riguarda le imminenti elezioni provinciali, l’on. Ruggeri ha lanciato la sua proposta: “Le nuove Province sono enti secondo livello e perciò deve essere rappresentato tutto il territorio”, ha spiegato il rappresentate provinciale Udc. “A nostro parere occorre aprire un tavolo e vedere se ci sono le condizioni per una lista unica perché è bene che vengano rappresentate tutte le forze politiche, anche quelle delle liste della società civile particolarmente presenti nei piccoli Comuni. Il nostro auspicio è che i partiti si facciano carico di questa problematica, in modo che siano rappresentate tutte le anime territoriali e si inizi a trasmettere un segnale di democrazia e condivisione per fare al meglio gli interessi del territorio. La riforma Delrio ci obbliga a ragionare in questi termini. Le Province al pari di altri enti di secondo livello nascono per trovare l’amalgama tra la politica, quindi i singoli partiti, e gli amministratori che rappresentano i diversi territori. Le Province sono enti a servizio di queste realtà locali. Se non si comprende questo non si comprende il senso delle riforma e si rimane ancorati a una provincia che non esiste più. Per quanto riguarda il Presidente della Provincia è un’elezione a parte, che cammina parallelamente all’elezione dei singoli consiglieri. Sulla figura più idonea a rappresentare il territorio si deve aprire un confronto politico e far prevalere quella figura carismatica e competente in grado di aggregare le varie forze politiche”.