esultanza Lecce e LerdaLECCE (di Massimiliano Cassone) – Terminata la pantomima dei ripescaggi e dei tribunali, il fischietto decreterà col suo suono l’inizio di una nuova stagione calcistica. Ripartono i sogni di ogni tifoso, ritornano le speranze antiche, incomincia il campionato. Facciano pure rumore le trombe e s’intonino i cori, si disegnino striscioni, si dia il via alla danza irregolare dei desideri di chi ama lo sport più bello del mondo. Mentre dai “palazzi” ci ricordano spesso con decisioni assurde e scelte incomprensibili che il vero rettangolo di gioco sono i loro tavoli che sanno di antico, i tifosi veri ed i bambini ci riportano nel regno di quello che è il gioco di tutti. Nessuno dovrebbe dimenticare che il calcio è del popolo.

Sarà una stagione strana, specialmente per la Lega Pro. Le partite si giocheranno in orari particolari, da tutti è stato definito un campionato “spezzatino mediatico”. Ma, nonostante tutte le difficoltà e le anomalie, nessun tifoso potrà fare a meno di soffrire con la speranza di gioire.

Il Lecce è pronto a scendere in campo dopo una campagna acquisti sontuosa condotta dal diesse Antonio Tesoro. Ora tocca a Franco Lerda cominciare da Aprilia la lunga ed insidiosa partita a scacchi che durerà fino a maggio.

L’importante sarà partire col piede giusto, nonostante le assenze importanti e mezza squadra da inventare; l’importante è vincere la prima gara. L’incubo dell’inizio dello scorso anno incombe ancora nelle menti di chi l’ha subito, ma quest’anno sarà diverso, dovrà essere diverso.

Miccoli, Moscardelli e Della Rocca per un attacco atomico, Carrozza, Doumbia e il giovane Rosafio per volare sulle fasce, aspettando Lepore, cuore di Lecce, il ragazzo di San Pio che dovrà essere il valore aggiunto; in difesa, prima giornata a parte, c’è l’imbarazzo della scelta; tutti calciatori di ben altra categoria, all’esperienza di Abruzzese e Carini si aggiunge la freschezza di Brunetti, Diniz e Lopez li conosciamo già, sono una sicurezza sempre e comunque, poi c’è Donida sulla destra, silenzioso, educato, è arrivato in punta di piedi ma ha dimostrato (nelle poche uscite) di essere attento e duttile; in mezzo al campo regna Papini, con Salvi pronto a ringhiare su tutti i palloni. Sicuramente arriverà qualche sorpresa dell’ultima ora, perché il diesse lavora ancora e lo farà fino all’ultimo minuto prima del termine della sessione estiva del calciomercato.

Come ogni anno, ci sarà chi dirà che forse doveva arrivare un altro tipo di attaccante, di difensore, o centrocampista, come ogni anno riempiremo i social, i bar dello sport e le varie trasmissioni sportive di pareri, critiche, dissensi e amore, perché il calcio è questo: una scienza inesatta che colpisce al cuore e costringe la ragione ad assopirsi.

Buon campionato a tutti, nel rispetto di tutti, contro ogni violenza, sia fisica che verbale. Inizino pure ad aleggiare le imprecazioni, quelle che odorano di calcio antico.

Avanti Lecce, il futuro appartiene agli audaci.

 

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