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Tim Cup - Coppa ItaliaLECCE (di Italo Aromolo) – Contro lo Spezia di mister Bjelica il Lecce inizia a fare sul serio. Dopo aver regolato il Foligno con un roboante 5-0 nel primo turno di Tim Cup, i giallorossi di mister Franco Lerda si giocheranno la qualificazione al terzo turno della Coppa Nazionale contro un avversario ben più attendibile: dai ranghi di quella Serie B tanto desiderata in questi giorni, i salentini sfideranno lo Spezia dell’ex direttore sportivo Guido Angelozzi, una delle compagini più attrezzate per compiere il salto di categoria, dall’alto di una solidissima struttura societaria e di squisiti valori tecnici, soprattutto nel reparto offensivo. Club dalla lunga e gloriosa tradizione (è una delle società più antiche d’Italia, fondata nel 1906), negli ultimi tempi il sodalizio bianconero è entrato in una nuova dimensione internazionale, affidandosi alla competenza che proviene dall’Europa dell’ Est: sull’asse di scambio con la Croazia sono immigrate alcune delle figure fondamentali dello Spezia 2014/’15, come il direttore generale Damir Miskovic, braccio destro del patron Gabriele Volpi, e l’allenatore Nenad Bjelica, ex calciatore della Nazionale croata, lo scorso anno esonerato prematuramente dalla guida tecnica dell’Austria Vienna nel massimo campionato austriaco.

La storia recente: anni di fuoco dal fallimento, alla Serie B. La storia recente dello Spezia ha visto una girandola di promozioni, retrocessioni, ripescaggi e fallimenti che nel giro di cinque anni hanno portato il club del Golfo dei Poeti dagli abissi della Serie D alla possibilità di giocarsi la Serie A nei quarti di finale play-off (persi per mano del Modena) della scorsa Serie B. Dopo quasi mezzo secolo di partecipazioni consecutive alla serie C, infatti, nell’estate del 2008 il sodalizio bianconero è andato incontro al fallimento che lo ha costretto a ripartire dal campionato dilettanti.

La scalata verso la attuale Cadetteria è iniziata con una doppia promozione in Seconda e in Prima Divisione tra il 2008 e il 2010, seguita dalla promozione in Serie B nella storica stagione 2011/’12: sotto la guida del mister Aldo Serena e del direttore generale Renato Cipollini (anche lui ex dirigente del Lecce), lo Spezia dei vari Felice Evacuo, Filippo Carrobbio, Salvatore Mastronunzio e dell’ex eccellente Romeo Papini riuscì a recuperare 11 punti in pochi giornate al Trapani di Roberto Boscaglia e ad ottenere così la prima promozione in Serie B della sua storia.

logo SpeziaNonostante la volontà della società di compiere il salto in alto verso la A (testimoniata dagli acquisti di top-player come Marco Sansovini, Osariemen Ebagua e Felipe Seymour), gli ultimi due anni di Cadetteria si sono rivelati piuttosto deludenti dal punto di vista dei risultati, relegando la compagine ligure ad un costante andamento da medio-bassa classifica che ha fruttato niente più che un 13esimo e un 8avo posto.

La rosa: attacco evergol con Ardemagni-Ebagua. Per il Lecce la trasferta in terra ligure rappresenterà un validissimo crash-test per verificare la solidità del reparto arretrato, che dovrà far fronte a due bomber di razza come Matteo Ardemagni e Osariemen Ebagua, le punte di diamante del pragmatico 4-4-2 di mister Bjelica. Ardemagni, acquistato a titolo temporaneo dall’Atalanta pochi giorni fa, è una prima punta molto abile nel gioco aereo e nella difesa della palla spalle alla porta. Non disdegna le giocate di fantasia, come ricorderanno i tifosi salentini in occasione di Lecce-Cittadella (1-5) della stagione di Serie B 2009/’10, quando l’ex attaccante del Modena, allora in maglia granata, realizzò il primo e il quinto gol (in acrobazia). Ebagua, che ha già un anno in bianconero alle spalle (13 gol nella scorsa stagione), ha caratteristiche simili al compagno di reparto: meno estroso, ma più esplosivo e possente di fisico. L’ex attaccante del Torino è legato da un curioso aneddoto all’attuale tecnico del Lecce; agli albori della sua carriera, il nigeriano fu ritenuto inadatto al ruolo di attaccante e spostato in difesa: fu proprio Franco Lerda, suo allenatore al Casale ai tempi della Serie D, a “reinventarlo” nelle vesti di quella prima punta vera che è oggi. Sempre nel reparto offensivo, si gioca il posto con i due attaccanti evergol un altro giovane che con la porta avversaria ha sempre avuto buon feeling: Andrea Catellani, anche lui come Ebagua riconfermato dalla scorsa stagione, vanta già una buona esperienza in Serie A, dove ha accumulato 21 gettoni (e 1 gol) con la maglia del Catania.

Nella cerniera di centrocampo, Paolo Sammarco sarà il tuttofare d’esperienza: il 31enne scuola Milan, promessa mancata del calcio italiano, era uno dei protagonisti del Chievo Verona dei miracoli che nel 2006 varcò le soglie dell’Europa tra Champions ed Europa League. E per un rinforzo di prospettiva (in prestito dalla Fiorentina è arrivato il montenegrino Marko Bakic, classe ‘93) c’è una conferma di lusso nella mediana degli “aquilotti”: Pasquale Schiattarella ha giocato una vita nel Livorno (dal 2010 al 2014) dopo che il suo nome ha fatto il giro del mondo per un gol al volo da 50 metri realizzato nel 2009 con la maglia dell’Ancona contro il Torino.

In difesa, davanti all’ex portiere della Juve Stabia Timothy Nocchi, il centrale 21enne Niko Datkovic (alto 190 cm) rappresenta il primo di una serie di talenti croati che emigreranno sulle coste del Golfo nel segno del nuovo corso societario improntato all’Europa dell’Est. A guidare lui e il resto di una retroguardia anagraficamente ancora acerba ci sarà la saggezza di capitan Luca Ceccarelli: l’ex pilastro del Verona, già allo Spezia nel 2003 prima di crescere altrove, può essere impiegato indifferentemente in tutte le posizioni del reparto difensivo e fa proprio della duttilità tattica una delle sue qualità migliori.

Il precampionato tra amichevoli ed abbonamenti. Le indicazioni tratte dalle amichevoli disputate nel ritiro di Moena, tra le alture della Val di Fassa, vogliono uno Spezia piuttosto in palla e ben assortito nel 4-4-2 offensivo di mister Bjelica: la compagine spezzina ha sconfitto senza fatica l’Al-Ahli di Luis Jimenez (2-0), il SüdTirol Alto Adige (4-0), il Brasil Soccer Tour (5-2) e i dilettanti del Dro (1-0). Tra i più in forma sono apparsi Schiattarella e Catellani, con quest’ultimo che, visti i pochi allenamenti bianconeri nelle gambe di Ardemagni, potrebbe partire titolare nella sfida di stasera.

L’ultimo stop, sempre in amichevole, contro l’Atalanta (brutta prestazione per gli svogliati “aquilotti”, usciti sconfitti per 2-0) ha sollevato alcuni interrogativi sullo Spezia che verrà: al cospetto della indiscutibile qualità della rosa, il fantasma delle passate stagioni altalenanti sottolinea quanto sia difficile trovare l’amalgama in una squadra del tutto rivoluzionata (sono già 13 i nuovi acquisti di quest’anno), per giunta guidata da un mister senza alcuna esperienza in seno al calcio italiano e alle sue peculiarità.

Nenad Bjelica
Nenad Bjelica

Nonostante ciò, il popolo bianconero sta manifestando grande entusiasmo attorno alla squadra, accorrendo in gran numero per sottoscrivere gli abbonamenti per il prossimo campionato (già sfondata quota 3000). E proprio sulla volontà di vincere di fronte al proprio pubblico si è soffermato nella conferenza stampa pre-Lecce mister Bjelica: “Daremo tutto per ben figurare davanti ai nostri tifosi”- dice l’ex centrocampista del Betis Siviglia – “voglio una squadra disciplinata ed aggressiva, che possa far gioire i nostri tifosi all’esordio stagionale sul terreno del ‘Picco’. Il Lecce è una squadra ben strutturata, un bel mix tra giovani promettenti e veterani dal passato importante, è una squadra aggressiva, disciplinata e sempre pericolosa in attacco. Se escludiamo Giannetti, Situm e Madonna infortunati, a cui si aggiungo Chichizola e Milos, entrambi in attesa del transfert, per il resto sabato sera avrò grande scelta. Noi vogliamo vincere. Io voglio vincere. Io voglio vincere sempre e la mia squadra deve sempre pensare con questa mentalità, dando sempre tutto per portare a casa il massimo risultato, a prescindere dal valore dell’avversario”.

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