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Don Damiano Madaro, Enrico Diamante
Don Damiano Madaro, Enrico Diamante e Andrea Ferrante Addetto Stampa U.S.Lecce

SQUINZANO (di Massimiliano Cassone) – Anno zero per il settore giovanile dell’U.S Lecce, lo hanno spiegato oggi, in quel di Squinzano, il nuovo Direttore Generale Enrico Diamante e Don Damiano Madaro.

Visibilmente emozionato, Enrico Diamante ha cominciato col dire di non essere abituato alle conferenze stampa:
“Nella vita c’è sempre una prima volta, sono abituato a stare in campo a lavorare, e oggi sono qui per parlarvi nel nostro nuovo progetto. Innanzi tutto ringrazio la Famiglia Tesoro per la grande opportunità che mi ha dato; da salentino sono orgoglioso di poter svolgere questo incarico. Sono consapevole che non sarà affatto semplice ma farò leva sul grande patrimonio di giovani che abbiamo e sull’esperienza che ho acquisito sul campo in tutti questi anni di lavoro. Ho avuto la fortuna di collaborare con tanti professionisti, che sono quelli che mi hanno preceduto in questi anni e a tutti loro ho rubato qualcosa che unito alle mie idee sarà la base del mio lavoro. Ringrazio tutti per quello che mi hanno dato. Lavoreremo in sintonia con la società e con le risorse economiche a disposizione, modellerò il progetto in base a queste priorità. La nostra sarà una programmazione pluriennale, con tappe intermedie nelle quali ci fermeremo per valutare eventuali errori commessi; gli obiettivi che ci poniamo sono degli obiettivi possibili.
Il settore giovanile sarà strutturato in diverse aree: educativa comportamentale, tecnica, una fisica coordinativa ed infine quella medica nella quale inseriremo la figura del nutrizionista. Tutto questo per permettere una crescita dei ragazzi a 360°. Il mio compito sarà anche quello di creare la giusta sinergia tra le varie aree. Ho voluto Don Damiano Madaro con me, lui sarà il responsabile dell’area educativa comportamentale, perché dire padre spirituale sarebbe riduttivo. Nei primi due anni della gestione Tesoro è stato valorizzato tutto quello che si aveva in casa. Oggi si riparte da zero aggiungendo anche la categoria Esordienti, poi ci saranno i Giovanissimi Regionali, Giovanissimi Nazionali, Allievi e Berretti.
Questo è l’organigramma: Alessandro Morello allenatore della Berretti, Antonio Toma allenatore Allievi Nazionali, Alessandro Tangolo allenatore Giovanissimi Nazionali, Tommaso De Giorgi Istruttore Giovanissimi Regionale, Esordienti, i 2002 saranno guidati da Franco Corrado e i 2003 da Paolo Cortese; Alessandro Garzilli sarà il preparatore dei portieri. Il Responsabile dell’Area Fisica sarà Luca Prontera. Inoltre l’Area Tecnica si avvarrà della collaborazione anche di Marcello Protopapa e di Pietro Trinchera. Parlo di istruttore nei primi settori perché è proprio quella la figura che voglia avere, perché i ragazzi vanno accompagnati gradualmente durante la crescita. Sgombreremo ogni settore da tutte le negatività possibili, puntando alla crescita dei ragazzi prima come uomini e poi come calciatori. Di questo però vi parlerà meglio Don Damiano”.

Un ritorno importante, quello di Antonio Toma, dopo la sfortunata parentesi in prima squadra non certo per colpe proprie, e questa volta ad allenare gli Allievi Nazionali con le sue innovative idee di calcio.

Subito dopo ha preso la parola Don Damiano Madaro: “Effettivamente parlare di padre spirituale è riduttivo rispetto al lavoro che vogliamo fare con i giovani. Il mio compito sarà quello di aiutare i ragazzi nella loro crescita a 360°. Diventare calciatore è un sogno di tanti ragazzi, però tra il sogno e la realtà c’è tanta strada da fare , e non tutti riusciranno a diventare dei calciatori professionisti. Ecco, il nostro compito sarà quello di formare prima degli uomini e poi dei calciatori. Mi fa piacere quando qualcuno dei ragazzi che ho seguito negli anni scorsi mi chiama per dirmi che si è laureato e fa ben altro nella vita e non il calciatore. La scuola è importantissima nella formazione dei ragazzi e deve comunque rimanere alla base di tutto. Non sono per le squadre di Bad Boys, ovvero, voglio ragazzi che crescano sani e sappiano usare la grinta giusta senza esagerare in campo. Sarò sempre a disposizione dei ragazzi e delle loro famiglie, anche se i genitori devono capire di rimanere fuori dal campo. Non devono pensare di essere i genitori di campioni già affermati, ma devono contribuire in maniera positiva sulla formazione dei loro figli. Cercheremo di rimodulare tutti i cattivi comportamenti”.

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