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LECCE (di Gabriele De Pandis) – Una nidiata di talenti mai vista prima, affiancata ad un sorteggio favorevole, designa il Belgio al ruolo di potenziale sorpresa di questo Mondiale. La nazionale belga, vissuta storicamente all’ombra dei più quotati vicini di casa olandesi, annovera tra le proprie file tantissimi under 25 pronti al definitivo salto di qualità proprio con la maglia della nazionale. Hazard, Lukaku e Witsel cercheranno dare al Belgio quel salto di qualità che dagli infiniti complimenti e dalle infinite attenzioni di osservatori, addetti ai lavori ed esperti porti ad una clamorosa affermazione internazionale. I primi passi in Brasile della nazionale guidata dall’ex centrocampista Marc Wilmots sulla carta sembrano alla portata: il principale avversario per il passaggio del turno sembra la Russia di Fabio Capello. Il tecnico goriziano, sulla panchina russa dall’estate del post-Euro 2012, non ha fallito l’obiettivo della qualificazione mondiale e cerca anch’esso di dare alla selezione russa quel salto di qualità che pian piano si sta percependo a livello di club grazie agli investimenti milionari elargiti dai Tycoon locali. Dietro alla Russia c’è la solita Corea del Sud, ormai habitué del mondiale: la nazionale asiatica, interessata da uno svecchiamento e da tanti cambi, sarà la solita squadra insidiosa, con due attaccanti ormai abituati ai ritmi del calcio europeo. L’Algeria, la più debole del gruppo, chiude il lotto del raggruppamento e si giocherà senza paura le proprie (e poche) chance mondiali.

BELGIO okBELGIO– Fate largo, arriva il nuovo che avanza: il Belgio, alla sua dodicesima partecipazione mondiale nonostante l’assenza nel 2006 e nel 2010, arriva alla kermesse calcistica del globo con la squadra più densa di talenti e di giovani di prospettiva. Il ct Wilmots, ex centrocampista di costruzione, ha portato i Diavoli Rossi al dominio incontrastato del girone di qualificazione, cammino entusiasmante che ha spinto il Belgio fino al quinto posto del ranking FIFA. La forza trainante della squadra che grazie al calcio potrà unire le comunità fiamminghe e vallone sta nel centrocampo, motore e stanza dei bottoni di una delle compagini più attese in Brasile: Eden Hazard, trequartista sinistro ormai punto fermo del Chelsea di Mourinho, sarà il perno centrale di una trequarti dalle infinite scelte: a sinistra l’esterno del Napoli Dries Mertens, reduce da una stagione positiva in Campania, si giocherà il posto Nacer Chadli del Tottenham ed a destra Kevin De Bruyne, esterno di centrocampo 22enne del Chelsea, quest’anno in prestito al Wolfsburg, dovrà guardarsi da Mirallas, punta esterna molto più offensiva rispetto a lui in forza all’Everton. In più poche settimane prima del Mondiale anche Adnan Januzaj, rifinitore 19enne del Manchester United, ha sposato la nazionalità belga, rifiutando quella inglese. Un altro Red Devil, Marouane Fellaini, cercherà il riscatto con la maglia della propria nazionale dopo una stagione incolore vissuta a Manchester. Davanti a questa trequarti formidabile per qualità e prospettiva, l’attacco, seppur orfano dell’infortunato Christian Benteke, sarà affidato ad un altro astro nascente del calcio internazionale: il 21enne Romelu Lukaku, punta centrale dell’Everton, dovrà tradurre in gol le intuizioni dei suoi compagni insieme al sostituto 19enne Divock Origi del Lilla. La mediana arretrata non perde il canovaccio tattico di questo Belgio, infatti Witsel e Dembèlè, il primo in forza allo Zenit ed il secondo cuore pulsante del centrocampo del Tottenham , calciatore pronto al definitivo salto di qualità grazie ad una esponenziale velocità affiancata ad un fiuto del gol fuori dal comune. In porta Thibaut Courtois, nuovo portiere del Chelsea dopo la stagione all’Atletico Madrid, sarà l’ultimo baluardo di un reparto che vedrà al centro l’esperienza della coppia Van Buyten (o Vertonghen)-Kompany ed ai lati l’adattato Thomas Vermaelen e il terzino destro scuola Ajax Toby Alderweireld; la difesa belga, molto meno sbilanciata del resto della squadra, dovrà badare a non scoprirsi troppo neanche sugli esterni. La selezione di Wilmots può, e deve, cercare di eguagliare il quarto posto conquistato a Messico ’86 da un altro grandissimo Belgio, squadra che annoverava guru del calcio belga come il portiere Pfaff, il difensore Gerets e il centrocampista tuttofare Scifo.

Punto di forza: Tutte le combinazioni possibili di centrocampo e attacco disegnano una squadra che, se ben oliata dal proprio tecnico, incarna lo spirito tecnico, fisico e veloce del calcio moderno. Lukaku avrà a disposizione un infinito ventaglio di soluzioni per arrivare in porta grazie alle potenzialità ed alle idee offensive dei suoi compagni offensivi.

Punto debole: Specialmente nelle partite ad eliminazione diretta, il Belgio potrebbe pagare la giovane età media, in particolare dal centrocampo in su. In tal caso, a Courtois spetterebbe qualche parata in più e ai “senatori” della difesa qualche strigliata benefica.

La stella: Eden Hazard, 23 anni, 45 milioni di valore di mercato e tutti e tre i ruoli della trequarti ricopribili. Il suo dribbling nello stretto e la sua capacità di tiro possono aprire dolci scenari per il Belgio.

Ranking FIFA: 12^

Miglior piazzamento: Quarto posto, 1986.

RUSSIA okRUSSIA– Chiamatelo zar” Capello: il tecnico italiano ha rivitalizzato una Russia bruciata dalla precoce eliminazione ai gironi nell’Europeo di Polonia-Ucraina, e lo ha fatto con le sue solite armi della sostanza difensiva prima di tutto, del poco spettacolo offerto agli esteti affiancato ad un cinismo sotto porta tipico delle squadre del tecnico goriziano. La Russia, assente a Germania’06 e Sudafrica’10 e pronta ad ospitare la prossima kermesse nel 2018, ha vinto il proprio girone di qualificazione condannando al secondo posto il Portogallo grazie ad una vittoria per 1-0, in pieno stile Capello, al Luzhniki di Mosca. La nazionale che porta sul petto lo stemma dell’aquila bicefala, schierata con un 4-2-3-1 dal proprio allenatore, sarà una compagine molto interessante in attacco: il solito Alan Dzagoev, centrocampista offensivo del CSKA Mosca, sarà affiancato dalla promessa del calcio russo Alexsandr Kokorin, attaccante capace di fare la prima e la seconda punta in forza alla Dinamo Mosca, quarta forza del campionato russo e squadra in ascesa. A sinistra l’ala, a tratti discontinua, Zhirkov dovrà guardarsi da Ionov. A centrocampo peserà molto l’assenza per infortunio di Roman Shirokov, metronomo di centrocampo della Russia; il calciatore del Krasnodar, sostituito in campo da Glushakov o Shatov per far coppia con Faizulin, non partirà per il Brasile e sarà rilevato da Pavel Mogilevets del Rubin Kazan. La difesa russa, sempre imperniata sulla coppia centrale di over-30 costituita da Ignashevich e Vasili Berezutski, sarà difficilmente battibile sulle palle alte, ma soffrirà molto se puntata a campo aperto. La coppia di “colossi”, potenzialmente scambiabili anche con Granat della Dinamo Mosca, avrà bisogno dell’aiuto in ripiegamento dei terzini: Schennikov, 23enne abbastanza affermato del CSKA Mosca, e Kozlov, in ballottaggio con Peschino, saranno le nuove facce delle fasce arretrate russe. In porta Igor Akinfeev, numero 1 dei Campioni di Russia del CSKA, rimane una sicurezza per Fabio Capello, capace di raggiungere in scioltezza l’obiettivo minimo, ma desideroso di mostrare al mondo ancora una volta la sua maestria dopo la grigia esperienza con l’Inghilterra. Per la buona riuscita della spedizione, molto dipenderà dai gol di Alexsandr Kerzhakov: l’attaccante dello Zenit ha raccolto il testimone di Pavlijchenko nell’economia delle scelte offensive russe e, insieme al giovane Kanunnikov (22enne dell’Amkar) dovrà impensierire le difese avversarie.

Punto di forza: La compattezza data dal lavoro certosino di Fabio Capello ha potenziato una squadra non eccelsa tecnicamente, ma dotata di interessanti spunti offensivi grazie al peso ed all’intensità di molti dei suoi elementi. Dzagoev, Kokorin e Kerzhakov possono elaborare un buon asse per il gioco russo.

Punto debole: Passano gli anni ma non cambiano i difetti: la rocciosa cerniera difensiva assicurata dalla coppia centrale Berezutski, Ignashevich sembra insufficiente. In più l’assenza di Roman Shirokov peggiorerà la qualità delle geometrie di centrocampo.

La stella: Alan Dzagoev, 24enne del CSKA Mosca già da tempo nel giro del calcio che conta. Le sue punizioni, i suoi assist e i suoi tiri da lontano al fulmicotone possono spezzare gli equilibri di qualsiasi match.

Ranking FIFA: 10^

Miglior piazzamento: Fase a gironi, 1994 – 2002 (Quarto posto nel 1966 come Unione Sovietica).

ALGERIA okALGERIA– Cercare salto di qualità alla quarta partecipazione mondiale: l’Algeria, fermatasi alla prima fase in tutte le sue esperienze nella fase finale della Coppa del Mondo, è pronta ad affrontare Brasile 2014 cercando quel prestigioso passaggio agli ottavi di finale che sarebbe qualcosa di storico per il paese nordafricano, presente per la seconda volta per due mondiali di seguito dopo Sudafrica 2010 e il “duo” Spagna ’82-Messico ’86. Le Volpi del deserto, soprannome della selezione algerina, sono la più debole delle cinque africane qualificate, in quanto non annoverano veri e propri top-player nella rosa, ma hanno dal loro la capacità di poter stupire, cominciando il mondiale a fari spenti con lo scetticismo di molti sull’eventuale successo algerino. Il ct Halilhodzic, ex centrocampista della Jugoslavia di Spagna’82, costruirà la propria forza sull’asse sinistro del suo 4-3-3, facilmente tramutabile in un 4-5-1. L’out sinistro dello schieramento algerino sarà presidiato in difesa da Faouzi Ghoulam, elemento divenuto importantissimo nel Napoli di Rafa Benitez; il francese naturalizzato algerino comporrà una difesa che al centro conterà sul forte Bougherra, una vita in Gran Bretagna con Rangers, Sheffield e Charlton prima di trasferirsi in Qatar, e su Cadamuro del Maiorca, con a destra uno tra il 22enne Mandi del Reims e il 30enne Moustefa dell’Ajaccio; sarà improbabile l’impiego dell’ex Lecce Djamel Mesbah, convocato da Halilhodzic per occupare un posto da centrocampista sinistro o da attaccante esterno. La mediana potrà beneficiare dell’estro di Nabil Bentaleb, promessa 19enne del calcio algerino sotto contratto con il Tottenham. Bentaleb, calciatore dal tiro da lontano letale e dal tocco educato, completerà il terzetto di centrocampo con l’interista Taider, chiamato a tanta corsa, e con il regista muscolare Medjani, roccioso mediano in forza al Galatasaray. L’interessante asse sinistro algerino si conclude in attacco con Feghouli, centrocampista offensivo del Valencia dai mille spunti capace di agire su entrambe le fasce offensive. Dall’altra parte Djabou, ala destra del Club Africain de Tunisi, si giocherà il posto con Brahimi del Granada di Pozzo. Il terminale offensivo sarà uno tra Soudani, punta della Dinamo Zagabria impiegabile anche nel ruolo di trequartista centrale, e Slimani, ariete puro in forza allo Sporting Lisbona.

Punto di forza: Nonostante l’assenza di stelle, l’Algeria ha una serie di carte interessanti da poter giocare sulla ribalta mondiale: Feghouli, Bentaleb e Taider di certo non saranno in Brasile per far da sparring partner a Belgio, Russia e Corea del Sud.

Punto debole: I 16 gol di Soudani nella Serie A croata con la maglia della Dinamo Zagabria non dovrebbero bastare a dare all’Algeria un attacco degno delle fasi finali della Coppa del Mondo. In più, le alternative Slimani e Ghilas hanno le polveri bagnate da tempo.

La stella: Nabil Bentaleb, 19 anni e tante speranze già raggiunte con il trasferimento al Tottenham. Il giovane calciatore degli Spurs, con il “valenciano” Feghouli, sarà il tessitore delle manovre offensive algerine.

Ranking FIFA: 25^

Miglior piazzamento: Fase a gironi – 1982, 1986, 2010.

COREA DEL SUD okCOREA DEL SUD – La rivoluzione in casa Corea del Sud (solo 5 giocatori reduci dal Mondiale 2010, concluso agli ottavi contro l’Uruguay) ha portato una qualificazione, l’ottava, conquistata con qualche fatica di troppo: la Corea del Sud, sconfitta dal Libano, si è qualificata soltanto per la migliore differenza reti che ha premiato la selezione coreana a scapito dell’Uzbekistan, nazione ex URSS in ascesa. Difficilmente la Corea del Sud ripeterà il cammino trionfale (con qualche aiutino arbitrale) del mondiale casalingo del 2002, ma l’obiettivo ottavi di finale appare ancora alla portata delle Tigri asiatiche. Il c.t. Hong Myung-Bo si attiene ai primordiali dettami del football e schiera i suoi con un 4-4-2 contratto, disposizione tattica leggermente favorita rispetto al 4-2-3-1 con il quale il c.t. ha affrontato l’ultima amichevole premondiale contro il Ghana (persa per 4-0). La Corea del Sud tenterà di mettere il bastone tra le ruote dell’accoppiata europea Belgio-Russia, cercando di riaffermarsi a livello internazionale nonostante i diversi cambi. Non ci saranno più Park-Ji Sung, il portiere Lee Won-Jae (sostituito dall’ex dodicesimo Jung Sung-Ryong), il giustiziere dell’Italia del 2002 Ahn, la punta Cha Du-Ri ed il terzino destro Lee Young-Pyo. Le nuove stelle coreane sono i due attaccanti: Son Heung-Min, ala sinistra 21enne del Bayer Leverkusen, in nazionale sarà la seconda punta d’appoggio a Park Chu-Young, terminale offensivo del Watford ed ex promessa dell’Arsenal. A centrocampo Ki Sung-Yong è l’elemento di quantità, capace di sporcare palloni e di tessere azioni offensive, e Kim Bo-Kyung è il suo scudiero: i due mediani coreani sono impegnati nella Premier League, rispettivamente al Sunderland ed al Cardiff City. A destra Koo del Mainz, ala prettamente offensiva, insidierà Lee Chung-Yong ed a sinistra, in caso di spostamento di Son in attacco, la soluzione equilibrata è quella data da Han. La difesa rimane il tallone d’Achille delle Tigri, con elementi che hanno anche meno esperienza internazionale rispetto ai colleghi più avanzati.

Punto di forza: L’attitudine offensiva delle Tigri Asiatiche è frutto di un gioco veloce, costruito sulle fasce laterali e ben alimentato da due centrocampisti centrali con un discreto piede.

Punto debole: La difesa non è propriamente impermeabile, soprattutto sulle palle alte, e la vocazione offensiva del gioco coreano ne aggrava ancor di più il compito.

La stella: Son Heung-Min, trasferitosi a 16 anni in Germania all’Amburgo, ha compiuto nella scorsa estate il salto di qualità indossando la maglia delle Aspirine del Bayer Leverkusen. 10 gol alla prima stagione in rossonero, giocata più largo a sinistra che in appoggio al terminale offensivo, simboleggiano un buon rendimento per il giovane più interessante dell’intera Asia.

Ranking FIFA: 55^

Miglior piazzamento: Quarto posto – 2002.

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