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Tesoro, leccezionale.itLECCE (di Carmen Tommasi) – Guardatelo dritto negli occhi, senza distogliere lo sguardo, mentre è in Tribuna durante una partita del suo Lecce, per capire perché alla domanda se a qualche giorno di distanza dalla brutta delusione del “Matusa” si senta un po’ più sollevato, Antonio Tesoro, il diesse giallorosso, risponde così: “Se in tre giorni ho smaltito un po’ di delusione? Quella la smaltirò forse ad ottanta anni, ne sono certo (sorride, ndr)”. Sarcastico, ma mica tanto, perché quando il lavoro non è solo lavoro, ma diventa una questione di cuore, come è ormai il Lecce per la famiglia Tesoro, tutto diventa più difficile. Distaccarsi, nonostante le difficoltà ed una debacle per la seconda stagione di fila, arrivata dritta all’animo, diventa quasi impossibile.

L’idolo Maradona da piccolo, il conseguente tifo per il Napoli come squadra del cuore senza andare, però, mai al “San Paolo” a causa della distanza, tanta radio per sentire le cronache delle partite e “90° minuto” per concludere la domenica calcistica di un ragazzino amante del pallone. E il mercoledì, le Coppe Europee: pane e calcio, quindi, che da passione poi diventano lavoro, accompagnato in questo cammino dalla figura imprescindibile del padre Savino. Un percorso arrivato fino a due stagioni fa all’acquisto del capitale sociale dell’U.S.Lecce. Era il 2 giugno 2012.

Ma questa è acqua passata, adesso si deve già a programmare la prossima stagione, sia pure con la delusione ancora in corpo. Ma ci sono volute poche ore tra l’avere in testa, forse, il desiderio del “io mollo tutto”, e l’iniziare a mettere le prime firme sui nuovi contratti. E’ bastato l’affetto della ormai loro Lecce, che è diventata una scelta di vita, per capire che la barca non la si doveva e la si poteva abbandonare. Aggiungiamoci quell’abbraccio con la squadra a fine gara, quegli sguardi complici dentro il silenzio assordante degli spogliatoi del “Matusa” e la commozione al “rompete le righe” al Via del Mare. E’ tutto ciò che è mancato, e tanto, la scorsa stagione: l’abbraccio e il calore umano dopo la sconfitta.

Si riparte da Salvi e Papini (entrambi i centrocampisti hanno già rinnovato). Oggi nessun incontro in sede, perché Tesoro junior è fuori Lecce ma, nei prossimi giorni, ci saranno altri fitti colloqui in Piazza Mazzini e chissà che non arrivino subito altri graditi rinnovi.

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