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Franco Lerda
Franco Lerda

LECCE (di M.Cassone) – Nonostante la squalifica fino al 31/12, la famiglia Tesoro dovrebbe ricominciare proprio da Franco Lerda. Smaltita, in parte, la delusione per il brutto epilogo di Frosinone, il sodalizio di Piazza Mazzini, dovrebbe scegliere di dare continuità a quanto di buono fatto quest’anno. A tal proposito, non si può assolutamente dimenticare l’epica cavalcata dall’ultimo posto in classifica fino alle soglie della promozione diretta, per scivolare nei play-off e cadere in finale.

Ieri sera, in casa Tesoro, c’è stata la riunione tra il presidente, il diesse ed il mister di Fossano; bocche cucite per ora, anche se è prevedibile che ci possa essere, nelle prossime ore, una conferenza stampa per sciogliere ogni dubbio prima delle brevi vacanze estive.

Il sentore però è quello che la squadra non sarà smantellata ma manterrà l’ossatura forte di quest’anno: si dovrebbe ripartire da Papini, Salvi, Caglioni, D’Ambrosio, Lopez, Diniz, Ferreira Pinto, Abruzzese, si proverà a chiedere ancora il prestito di Vinetot e poi si dovranno valutare tutti i ritorni, Falco e Falcone in primis anche se il secondo ha buone richieste in serie B e quindi potrebbe essere girato ancora in prestito… ma è presto ancora per fare ulteriori supposizioni.

Vero è però che il tempo per formare una buona squadra c’è e si deve stare attenti a non commettere lo stesso errore dell’anno scorso: la squadra deve essere bella e pronta per il giorno del ritiro. Infatti, l’errore più grande della scorsa stagione, come abbiamo scritto anche all’epoca, è stato proprio il mercato a singhiozzo e il conseguente avvio disastroso.

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Giacomo Chini

Pertanto, la nuova stagione della squadra giallorossa, ovvero la programmazione di un progetto che punterà a riportare il Lecce nella serie cadetta, dovrebbe incominciare con Lerda al comando (sia pure in tribuna) e Giacomo Chini, fidato stratega, in panchina.

Altro motivo che dovrebbe portare la società a confermare Lerda è la stima e il rispetto che hanno per lui i tifosi… E siamo certi che, da qualche parte dello stadio, sentiremo cantare: “Franco Lerda… uno di noi”.

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