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Miccoli e Papini festeggiano golLECCE (di Carmen Tommasi) –  Un unico risultato possibile: la vittoria dopo i 90 minuti. In Lecce-Benevento, gara di ritorno valida per la semifinale playoff, sarà vietato fare calcoli, dopo il pareggio di 1-1 (alla rete di Miccoli ha risposto Mancosu) all’andata, in un match in cui entrambe le squadre scenderanno in campo solo per il risultato pieno. Anche perché, come vuole il regolamento, in caso di parità, nella somma dei gol tra le due gare, le reti in trasferta non varranno doppio ma si procederà con i tempi supplementari ed eventualmente con i calci di rigore. E, considerato il rischio corso nella gara unica con il Pontedera (terminata 8-7 dopo lo 0-0 sino ai supplementari e l’”interminabile” sequenza di rigori), la squadra giallorossa cercherà subito di imporre il proprio gioco e di fare la partita. Forte anche di giocare nello stadio amico, nel calore del “Via del Mare”, anche se la prevendita non è, al momento, di quelle sperate e sognate.

NUMERI DA BRIVIDI – Nella “regular seasion” il Benevento, l’attacco più prolifico del girone B con 58 gol segnati, non ha dato del suo meglio lontano dalle mura amiche del “Ciro Vigorito”. Nelle 19 partite giocate in trasferta, Evacuo e compagni hanno vinto solo 3 volte (in più 8 pareggi e 5 sconfitte), così come accaduto all’Esperia Viareggio. Soltanto la radiata Nocerina e Barletta hanno conquistato meno successi dei campani. Con Fabrio Brini in panchina, però, i giallorossi hanno vinto sul campo di Catanzaro per 1-2 nel match dei quarti di finale dei playoff. Il Lecce, invece, con l’arrivo di Franco Lerda in panchina ha perso solo una gara al Via del Mare; contro il Perugia e poi ha messo in cassaforte 11 vittorie e 2 pareggi sempre tra le mura amiche (con il leccese doc Francesco Moriero erano arrivate 2 sconfitte casalinghe ad inizio stagione).

INFERMERIE SEMI-VUOTE – In vista della delicata gara casalinga contro la squadra di Fabio Brini, l’allenatore piemontese potrà contare su quasi tutto l’organico al gran completo, così come era successo già nella gara d’andata di domenica scorsa al “Ciro Vigorito”. Eccezion fatta per il lungodegente Dario D’Ambrosio, che dopo l’operazione alla caviglia destra sta continuando la riabilitazione fuori Lecce, e Erminio Rullo, che è stato fermo negli ultimi due giorni a causa di un problema muscolare, tutti gli altri effettivi, compreso Tommaso Bellazzini che si era fermato per un leggero indurimento muscolare nella seduta di mercoledì, sono disponibili in vista del big match di domenica. Brini dovrà fare a meno dell’indisponibile Signorini, di Di Deo (per una lieve contrattura muscolare), con Ferretti e Di Piazza fuori rosa,  e la squadra è già partita alla volta del Salento con venti convocati.

LA FORMAZIONE – Per gli undici titolari che potrebbero scendere in campo contro gli omonimi giallorossi non ci dovrebbero essere grosse novità rispetto alla gara d’andata. In porta ci saranno le mani della provvidenza di Nicholas Caglioni, in difesa dovrebbero agire Diniz a destra, Martinez (in ballottaggio con il francese Vinetot) e Abruzzese i due centrali e a sinistra l’inamovinile Lopez. In mediana dovrebbero giocare Ferreira Pinto, Papini, Amodio  (l’uruguaiano domenica in tribuna per scelta tecnica) e Doumbia; tandem d’attacco Miccoli-Beretta. Ma adesso, ed è successo poche volte in campionato, l’ex Toro ha ampie possibilità di scelta e questo, è un grosso vantaggio in una partita in cui non si può sbagliare nulla. In campo, ma anche nelle scelte iniziali, perché in ballo c’è quel tanto rincorso e desiderato treno, chiamato serie B.

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