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Leccezionale Mondiale 2014LECCE (di Pierpaolo Sergio, Italo Aromolo, Gabriele De Pandis) – Il Mondiale di calcio è un evento particolarmente sentito ed atteso dagli sportivi di tutto il globo. E’ un appuntamento in cui anche chi non è propriamente un appassionato del football si approccia con un certo interesse alla manifestazione che raccoglie l’élite del calcio planetario e diventa tifoso. Anche in virtù della straordinarietà della manifestazione, Leccezionale Salento ha deciso di dedicare una propria rubrica, curata da Italo Aromolo e Gabriele De Pandis, ai campionati ospitati nella patria per antonomasia del calcio intitolata “Leccezionale Mondiale“.

Leccezionale Mondiale 2014 2Attraverso le schede tecniche delle varie nazionali che vi parteciperanno, il racconto di tutto ciò che interesserà il mondiale brasiliano e spunti di cronaca legati al nostro territorio che ben si intrecciano con la competizione internazionale cercheremo di dare un ampio risalto all’evento dell’estate 2014 che, come tutti gli sportivi italiani si augurano, si possa magari tingere ancora una volta di quel meraviglioso colore azzurro che identifica la Nazionale italiana guidata dal CT Cesare Prandelli. Iniziamo da oggi con il primo articolo che si occupa de: il Lecce ed i Mondiali.

Lecce ed i Mondiali appare un binomio privo di fonti di ricordi e di analogie ma, in realtà, pieno di particolari, simpatici e storici aneddoti con i quali i tifosi giallorossi possono rispolverare un’identità spesso sottovalutata e bistrattata da un’osservazione fin troppo superficiale che ritiene lontana la nostra dimensione dalla Coppa del Mondo.

Adidas Brazuca 2014 World Cup BallL’età della pietra: il pioniere De Santis per la prima Nazionale a tinte giallorosse- Ha origine nel secondo dopoguerra il filo conduttore che lega la squadra del capoluogo salentino alle massime competizioni internazionali: il primo leccese ad indossare la casacca azzurra (se pur nella Nazionale B) si chiamava Pietro De Santis e non era nulla più che un modesto attaccante del Lecce di fine anni ’40. Il suo successivo trasferimento al Palermo e l’ esplosione nel massimo campionato (20 gol in 60 partite) gli valsero una storica convocazione in maglia azzurra, impreziosita dal successo all’esordio contro la Grecia (3-2) in data 25 maggio 1949. Dopo un ventennio trascorso negli abissi della Serie C, Lecce e il Lecce riprendono visibilità a livello mondiale in occasione della leggendaria amichevole contro il Santos, una delle gare inaugurali del novello stadio di “Via del Mare”: nel giugno del 1967, ammaliò il pubblico di casa con una tripletta quel Pelè allora già bi-laureatosi campione del mondo. Pochi mesi dopo, nuovo tappeto rosso al “Via del Mare” per la prima volta contro una Nazionale: il Lecce affronta a testa alta la squadra B della Selecciòn argentina, strappando un più che dignitoso pareggio a reti bianche (0-0).

Pasculli medaglia 3Pedro Pablo Pasculli: il Lecce sulla vetta del mondo Anche la squadra salentina può vantare un suo calciatore nell’olimpo dei campioni del mondo. Pedro Pablo Pasculli, bandiera e leggenda del Lecce, è stato membro attivo della spedizione dell’Argentina in occasione della Coppa del Mondo di Messico’86. Il “Cabezon” ha suggellato la sua avventura messicana con un gol più che decisivo. L’ex stella del Lecce ha firmato il gol dell’1-0 negli ottavi di finale tra l’Argentina e l’Uruguay, giunto grazie ad un velo di Jorge Valdano e ad un’indecisione della retroguardia uruguagia, rea nel lasciar solo l’allora numero 17 della Selecciòn. La rete di Pasculli, rivelatasi sufficiente per regolare l’Uruguay, poteva essere accompagnata da un’altra segnatura, ma nella seconda metà di partita Pasculli prima non riuscì ad impattare bene un invito a nozze di Diego Armando Maradona, arrivando leggermente in ritardo sulla sfera servita dal “Pibe de Oro” e poi, nel finale di match, sfruttò male un contropiede arrivando troppo stanco all’uno contro uno con l’estremo difensore della Celeste.

Moriero, leccezionale.itFrancesco Moriero ed una rovesciata strappa-applausi prima di Francia ’98- Un’altra bandiera giallorossa può vantare un ruolo da protagonista in una spedizione mondiale, seppur non gloriosa come quella di Pasculli a Messico’86. “Checco” Moriero, allora all’Inter, si conquistò il pass per la spedizione azzurra di Francia ’98 grazie ad una partita pazzesca nell’amichevole pre-mondiale di Parma tra l’Italia ed il Paraguay: in quell’occasione Moriero deliziò i presenti con una doppietta, caratterizzata da una segnatura in rovesciata che è finita dritta, dritta negli annali del calcio italiano. L’avventura francese dello storico “7 giallorosso” constò di 5 presenze, con Moriero che saltò soltanto l’esordio (2-2) contro il Cile. L’ex allenatore del Lecce è stato quindi parte attiva sia dei match del girone eliminatorio contro Camerun (3-0) e Austria (2-1), sia degli ottavi e quarti rispettivamente contro Norvegia (1-0) e Francia (3-4 dopo i calci di rigore segnati dal decisivo errore di Gigi Di Biagio).

Adidas Brazuca 2014 World Cup Ball 1Il Lecce in Nazionale: un esordio e due convocazioni- Andando oltre la vincente esperienza di Pedro Pablo Pasculli con l’Argentina, sono pochissimi i calciatori giallorossi che hanno potuto beneficiare di una convocazione nella Nazionale maggiore. Marco Cassetti, esterno destro reinventato terzino destro da Zdenek Zeman, è stato premiato, dopo una stagione formidabile tra le file giallorosse, con la convocazione ed il debutto in nazionale, datato 30 marzo 2005 nell’amichevole di Padova tra gli Azzurri e l’Islanda (finita 0-0). Il cursore destro poi passato alla Roma è stato l’unico calciatore del Lecce a scendere in campo con i colori azzurri. Andrea Esposito e Vincenzo Sicignano, invece, riuscirono ad arrivare alla convocazione ma non all’esordio: per il difensore di Galatina arrivò la chiamata per la partita contro l’Irlanda del Nord del 6 giugno 2009, mentre la convocazione del portiere di Pompei coincise con la gara di qualificazione ai mondiali di Germania 2006, disputata proprio al “Via del Mare” tra l’Italia e la Moldavia.

Stemma Italia stoffaI salentini in Nazionale: Causio e Materazzi, la coppa è vostra!- Il binomio Lecce-Mondiali non può fare a meno di quei salentini che hanno scritto la storia dei campionati del mondo pur non avendo mai giocato nella squadra della loro terra o avendo vestito la casacca giallorossa in un differente momento storico. Il primo, in tal senso, è stato “il barone” Franco Causio: la storica ala offensiva della Juventus ha preso parte a ben tre edizioni dei Mondiali, accumulando esperienza nella prima (Germania 1974, con 2 sole presenze), riuscendo a segnare nella seconda (Argentina 1978, gol nella finalina contro il Brasile), e vincendo trionfalmente la terza (Spagna 1982). Pochi anni dopo, un altro leccese come Antonio Conte avrebbe partecipato all’edizione di USA 1994, presenziando nei quarti contro la Spagna (2-1) e in semifinale contro la Bulgaria (2-1). Se c’è solo un pizzico di Fabrizio Miccoli nell’epopea italiana di Germania 2006 (appena una presenza, nella gara di qualificazione Italia-Norvegia 2-1), ne è stato assoluto protagonista Marco Materazzi, agli atti salentino a tutti gli effetti: l’eroe della testata a Zinedine Zidane ha trascinato gli azzurri al titolo grazie al gol del pareggio nella finalissima contro la Francia e alla segnatura del secondo dei cinque rigori finali (oltre ad aver realizzato una rete anche contro la Repubblica Ceca nella fase a gironi).

Stadio-Via-del-Mare-LecceIl “Via del Mare” come teatro mondiale: di scena Moldavia e Montenegro- Nella selezione degli impianti per i campionati del mondo di Italia ‘90, fu presentata la candidatura di quell’autentico gioiellino che era lo stadio “Via del Mare”, appena ristrutturato in occasione della prima promozione dei giallorossi in Serie A: tra mille polemiche, la storica assegnazione sfumò al fotofinish, a vantaggio del più avveniristico “San Nicola” di Bari. Negli anni a venire, la creatura del costruttore Costantino Rozzi si è parzialmente riscattata, ospitando due gare della Nazionale valide per le qualificazioni alle edizioni dei Mondiali Germania 2006 e Sud Africa 2010, rispettivamente contro Moldavia (2-1 azzurri con gol di Christian Vieri e Alberto Gilardino, davanti a quasi 30mila spettatori) e Montenegro (ancora 2-1, con doppietta di Alberto Aquilani e gol dell’attaccante montenegrino ex Lecce Mirko Vucinic, il tutto sotto la direzione di uno dei migliori fischietti di Brasile 2014, il portoghese Pedro Proença). Il “Via del Mare” è stato anche la sede di due amichevoli della Nazionale, contro Norvegia e Belgio: nella prima, datata 25 settembre 1985, il fulmineo uno-due norvegese vanificò l’iniziale marcatura dell’attaccante dell’Inter Alessandro Altobelli (finale: 1-2); epilogo altrettanto amaro nella ben più recente seconda: era il 13 novembre 1999 quando tre reti di marca belga soppiantarono l’unica rete azzurra a firma della meteora Paolo Vanoli per un risultato di 1-3 in favore del Belgio.

Un amore così grande - NegramaroLecce a Brasile 2014: il cittì Prandelli sulle note dei Negramaro- La spedizione di Brasile 2014 porterà con sé qualche pizzico di “salentinità”, seppur in toni diversi. Il CT Cesare Prandelli ricorderà i colori giallorossi per la sua prima esperienza da allenatore, infatti, dopo gli innumerevoli successi con le formazioni giovanili dell’Atalanta, la prima esperienza sulla panchina di una squadra di Serie A fu proprio con il Lecce nella stagione 1997-’98: il cammino dell’attuale Commissario Tecnico azzurro nel Salento fu però infausto, in quanto dopo 18 partite Prandelli rassegnò le sue dimissioni. Di ben altro accento è il richiamo che è dato dall’inno ufficiale della Nazionale italiana per i mondiali di Brasile 2014: i “salentinissimi” Negramaro accompagneranno le emozioni degli innumerevoli tifosi nelle notti mondiali con la loro versione de “Un amore così grande”, celebre canzone di Claudio Villa reinterpretata dalla band salentina con un video che fa base proprio sul rettangolo verde del “Via del Mare”.

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