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Olimpiadi boicottate USA URSSLECCE (di Pierpaolo Sergio) – Come ai tempi del boicottaggio alle Olimpiadi di Mosca del 1980 e di Los Angeles nel 1984. Stati Uniti e Russia sono alle prese, insieme alla Comunità internazionale, con la crisi legata all’annessione della Crimea alla Russia. Un braccio di ferro a suon di sanzioni, ritorsioni e contro-ritorsioni che, a quel che trapela, potrebbe sfociare addirittura nella richiesta di esclusione dai prossimi Mondiali di calcio in Brasile del mese di giugno, nonché nella revoca dell’assegnazione della successiva edizione che si terrà nel 2018 proprio nella ex patria degli zar.

Federcalcio russaLa richiesta è stata avanzata da due senatori repubblicani con una lettera inviata nelle scorse settimane al presidente plenipotenziario della Fifa, Sepp Blatter. Nella missiva viene esposto il precedente dell’esclusione dell’ex Jugoslavia dal Campionato Europeo in Svezia del 1992 e dal Campionato del Mondo 1994 (svoltosi proprio negli Stati Uniti d’America) ricordando che: “Dal momento che la Russia ha mostrato un’analoga mancanza di rispetto nei principi fondamentali della Fifa e del diritto internazionale, speriamo che sarete d’accordo che noi che non meriti l’onore di ospitare sia la Coppa del Mondo o parteciparvi. Chiediamo che l’assegnazione della Coppa del Mondo 2018 (in Russia) venga riconsiderata“. La Russia è stata inserita nel Gruppo H insieme alle Nazionali di calcio del Belgio, Algeria e della Corea del Sud.

Logo Federcalcio USALa replica della parte chiamata in causa è già arrivata tramite altri due senatori russi che hanno chiesto, a loro volta, l’esclusione della Nazionale a stelle e strisce dalla ormai imminente Coppa del Mondo in Brasile (inserita nel tosto Gruppo G con Germania, Portogallo e Ghana) a causa delle aggressioni statunitensi contro altri Paesi e la violazione dei diritti umani come denunciato da Edward Snowden, l’informatico statunitense ex tecnico della CIA che ha rivelato pubblicamente nei dettagli vari programmi top secret di sorveglianza di massa dei governi americano e britannico e che oggi vive in regime di asilo politico in Sudamerica.

Rocky IVTira insomma una brutta aria a tutti i livelli, sport compreso. Chissà che non ci sia ancora bisogno di un nuovo capitolo dell’avvincente saga del pugile italo-americano Rocky Balboa per riportare il sereno tra le due superpotenze atomiche mondiali così come avvenne all’epoca del quarto episodio (datato 1985) della fortunata serie cinematografica, quando il noto e popolare personaggio interpretato da Sylvester Stallone si scontrava su un ring moscovita a suon di cazzottoni con il campione olimpico Ivan Drago (Dolph Lundgren), graduato dell’Armata Rossa sovietica che gli diceva glaciale: “Ti spiezzo in due” e, solo dopo un’interminabile sequela di botte da orbi e l’immancabile vittoria del “buono”, arrivava la paternale moralista che sembrò, almeno allora, aver in qualche modo agevolato il disgelo tra le contendenti e il superamento della famigerata “guerra fredda“…

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