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Fabrizio Camilli, foto Tauro

Fabrizio Camilli, numero uno della SVICAT ASD, con un comunicato stampa, ha voluto rendere noto, a 360°, il suo pensiero riguardo alla stagione in corso. Come sempre il Patron, un fiume in piena, con lo stile e l’onestà intellettuale che lo contraddistingue tocca diversi argomenti e lo fa in modo chiaro e preciso. Ha parlato del pareggio di ieri a Roma contro la Primavera, poi ha fatto il punto della situazione senza risparmiare critiche laddove ha ritenuto opportuno farle; poi non ha esitato a tornare sulla questione stadio e ha chiuso sperando di raggiungere quei Play Off tanto desiderati. Ecco qui di seguito il suo pensiero.

Squadra e scelte tecniche– “Il pareggio con la Primavera Roma è un ottimo risultato per i laziali che, negli ultimi dieci giorni, avevano fortemente propagandato la verginità difensiva delle ultime tre partite. Ne hanno subìte solo tre dalla Svicat grazie alla generosità dei nostri ragazzi in campo che potevano sicuramente farne altrettante e che, probabilmente, non hanno spinto sull’acceleratore quando si poteva, regalando la sensazione agli avversari di poter porre un’ adeguata resistenza. Ironia a parte, il risultato è in linea con un comportamento positivo della squadra che aggiunge un altro buon risultato al proprio bottino: quattro vittorie e un pareggio sono certamente una buona cosa che, se guardiamo solo al girone di ritorno, ci collocherebbe o al primo o al secondo posto; se qualche rammarico può esserci, a questo punto, riguarda solo i punti persi nel Girone di Andata quando la squadra aveva bisogno ancora di essere equilibrata, presentando evidenti carenze sia in fase di regia che di finalizzazione del gioco, laddove si è avvertito il disagio di giocatori spesso impiegati fuori ruolo. Dalla  ricerca di nuove strategie di gioco abbiamo comunque ottenuto delle importanti indicazioni: dalla individuazione di un secondo saltatore (Federico Brillantina, n.d.r.), abile sia nel contenimento che nella proposizione del gioco, così come il puntello di un giocatore poco utilizzato lo scorso campionato e che quest’anno sta trovando, infortuni a parte, continuità e spessore tecnico (Mirko Corbascio, n.d.r.). Non comprendo e, conseguentemente, non condivido l’utilizzo a intermittenza del nostro capitano nel suo ruolo naturale, ossia al centro, alternato troppo spesso con il ruolo di ala del quale sarebbe splendido interprete se avesse sempre affianco giocatori altrettanto veloci e determinati. La direzione tecnica ha sicuramente favorito l’evoluzione del gruppo che oggi è coeso e compatto esattamente come ai tempi della promozione in serie B, con qualcosa in più in termini di maturità e con qualcuno in meno di cui al momento non si è sentita la mancanza. I senatori della squadra hanno saputo trasferire ai più giovani senso di responsabilità e rispetto delle gerarchie in campo e fuori ricevendone in cambio una marcia in più. Ovviamente ad ogni fine campionato di riparte per una nuova avventura perciò al bilancio che si fa seguono poi delle decisioni che passano dalle conferme dei giocatori laddove condivise tra gli stessi e la dirigenza, e qualche sia pur amara rinuncia che si potrebbe rendere necessaria sia per motivi strettamente economici che per una evidente mancanza di condivisione sulle scelte tecniche”.

  Questione Stadio– “Nelle ultime ore ho ricevuto una telefonata da Gabriele Guerrieri, politico campiota che, più volte, mi ha espresso il desiderio di vedere la squadra giocare a Campi Salentina. Io ho detto sì, ma a condizione che il terreno di gioco sia fruibile, cioè a regime di sicurezza. Per quest’anno avremmo potuto giocare su un tappeto di terra, ma dal prossimo anno ci vuole necessariamente l’erba, lo richiede la FIR. Abbiamo sempre dato la nostra disponibilità all’ Amministrazione Comunale  quando si è parlato di partecipare alla realizzazione del Progetto campo sportivo; ovvio però che il campo debba essere dato in gestione alla nostra società che investe del proprio sullo stesso. La Svicat, come sponsor principale, ha sede a Lecce e il fatto che una tifoseria possa vederci come squadra campiota, o leccese, o melendugnese ci fa piacere a prescindere dalla collocazione geografica. Noi giochiamo a Melendugno, ma non siamo la Svicat Melendugno. Poi, che i tifosi di Campi si identifichino nella maglia evergreen a noi fa solo piacere. Se in questo periodo delicato sia per la politica che per le persone, si fa della facile speculazione su tali argomenti, si dimostra solo si essere persone che non hanno la possibilità di dare alcun contributo alla Politica, alla società civile e ai tifosi. Se ancora si vanno cercando le ‘scuse’ dopo che non si è riusciti ad ottenere nulla, facendo giungere il messaggio che altrimenti la squadra rimane sola, allora preferiamo rimanere da soli. Noi stiamo con tutti quelli che amano il Rugby e con tutti coloro che hanno sofferto per portare questa realtà in serie B. Facciamo volentieri a meno di chi strumentalizza tutto ciò, sia che si tratti di vecchie glorie, che di vecchi giocatori. Uno si può sentire vecchio anche a trent’anni, non c’è bisogno di guardare la carta di identità; io a sessant’anni mi sento giovane, perché  sono convinto che tutte le trasferte fatte coi miei ragazzi non possano che farmi bene. Non è scritto da nessuna parte che avere una certa età significhi per forza avere anche un certo tasso di maturità: ci sono persone che, anche a quarant’anni, sono rimasti infantili nelle loro azioni e, viceversa, ragazzi di vent’anni molto maturi”.

Prossimi impegni ed obiettivi: “La matematica non esclude che noi si possano ancora raggiungere i Play Off, anche se a questo punto esiste un’oggettiva difficoltà. Un obiettivo che penso di poter condividere con tutti i ragazzi è quello di voler restituire ai nostri prossimi avversari tutto ciò che abbiamo dovuto subire nel Girone di Andata, e per fare questo dobbiamo vincere e possibilmente prenderci il bonus laddove questo sarà possibile. Mi aspetto una squadra forte come quella vista ieri , esperta nei singoli, concentrata, e con giocatori nei loro ruoli naturali che entrino sul terreno di gioco motivati e concentrati e non solo perché sostenuti dal pur comprensibile affetto di tifosi e /o addetti ai lavori che ritengono di poter in qualche maniera influenzare le scelte di Coach Fedrigo. Io stesso, fino alla fine di questo campionato, eviterò di confrontarmi con il Coach affinché lui possa, nel pieno della sua conoscenza tecnica di uomini e cose, amministrare questa squadra fino al quattro maggio”.

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