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 IMG_0024LECCE (di Massimiliano Cassone) – Ci siamo quasi, mancano 48 ore (più o meno) e poi il Lecce di Franco Lerda scenderà in campo contro il Pontedera. Serve una vittoria per ridare entusiasmo all’ambiente o a parte di esso. La sconfitta contro il Viareggio ha riaperto infatti l’antico solco della polemica e della paura, incupendo l’entusiasmo ottenuto dopo la grande risalita. Purtroppo, la compagine giallorossa paga l’inizio di campionato disastroso e quindi al minimo stop, ogni piccolo accenno di rilassamento costa un livido o un sussulto di spavento.

Però, se tutti insieme ci fermassimo a pensare a quello che si diceva tante “giornate” fa, quando il Lecce occupava l’ultima casella della classifica della serie C, perché è meglio chiamarla così la terza serie per non dimenticare mai di cosa stiamo parlando, ci accorgeremmo, forse, che ritrovarsi al terzo posto in classifica è molto positivo.

Questo non deve significare che va bene così, non deve essere una scusante, ma l’obiettivo principale dopo l’avvio da paura era quello di centrare i play-off anche come ultimi (questo è quello che aleggiava nell’aria). Poi c’è stata la grande rincorsa e la speranza della promozione diretta, che ancora c’è ma bisogna rimanere con i piedi per terra. Poco importa se in serie B si arriva dalla porta principale oppure dalla finestra, l’importante è crederci, l’importante è lottare.

La squadra, contro il Viareggio, ha avuto un calo psico-fisico enorme anche se, in modo onesto, dobbiamo evidenziare come lo squillo del campanello d’allarme fosse già stato percepito nelle giornate precedenti.

A questo punto bisogna ponderare tutto, bisogna arrivare ai play-off non solo nella migliore posizione possibile ma anche nella miglior condizione possibile; non scordiamo la funesta finale contro il Carpi del giugno scorso, quando in campo molti dei calciatori scesero con delle infiltrazioni, ma quella è una storia trita e ritrita, quelli erano un nugolo di calciatori e non un gruppo. Ecco, quest’anno il Lecce ha un gruppo solido e all’interno dello spogliatoio c’è un signor Miccoli che  riesce sempre e comunque, anche dalla panchina a motivarli tutti, prendendoli per mano e incoraggiandoli ad arare ogni millimetro di campo per raggiungere l’agognata meta.

L’infermeria, al momento, non sorride a Franco Lerda e proprio per questo motivo bisogna lavorare sul recupero degli infortunati.

Doumbia, Lecce
Doumbia

L’appannamento del gioco del Lecce è avvenuto dopo l’infortunio di Abdou Doumbia, e forse sarà stato soltanto un caso, ma l’esterno franco-maliano si è dimostrato una vera e propria spina nel fianco per le difese avversarie, e la sua velocità usata come appoggio all’inserimento rapace dalla difesa di W. Lopez è stata spesso la culla delle azioni offensive giallorosse; quindi, la speranza è che Doumbia torni presto a disposizione e ricominci a scorrazzare sulla fascia sinistra.

Si chiacchiera ovunque di moduli e numeri: 3-5-2, 4-4-2 oppure 4-2-3-1. Vero è, però, che le partite più belle il Lecce le ha giocate con i due mastini a protezione della difesa ed il tris di trequartisti a disposizione dell’unica punta. Appurato questo dettaglio, forse, sarebbe opportuno cominciare le gare sempre così, per cambiare poi in corsa e in corso d’opera, sperando di recuperare presto anche Gianmarco Zigoni che in modo umile ha dato tantissimo alla squadra, facendosi trovare sempre pronto ad ogni chiamata.

Mister Lerda, grandissimo stratega, saprà sicuramente come far riprendere la marcia giusta alla sua “creatura”.

Un dato di fatto però bisogna rimarcarlo, si è in serie C e non bisogna per forza essere “belli” per vincere; bisogna essere massicci, “incazzati” e veloci, serve la velocità giusta per fuggire via da questa categoria.

Sul versante tifosi, l’avvocato Pinuccio Milli nell’ultima settima ha fatto un appello a tutti: “Siate vicini alla squadra, è un momento particolare e bisogna crederci, il Lecce ha bisogno del calore di chi lo ama veramente”.

E non si può non essere d’accordo con l’entusiasmo che il noto professionista cerca di infondere ad un ambiente che il più delle volte sprofonda nella paura di non farcela a raggiungere la serie B. Tutti uniti, senza se e senza ma, sulla via dell’ottimismo.  Il Lecce (al momento incerottato) deve vivere partita dopo partita dando il massimo poi, quello che accadrà, si vedrà.

I tifosi devono scegliere se essere ottimisti oppure “rotolarsi” nel pessimismo. Arnold Bennett scrisse che il pessimismo, quando uno ci si abitua, è tanto gradevole quanto l’ottimismo… Quindi guai a farsi prendere dalle paure; sul manto erboso del “Via del Mare” splende già il sole della bella stagione che sta per arrivare.

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