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L’urlo liberatorio di Bogliacino

LECCE (di M. Cassone) – È il 93° di Lecce – Salernitana; la gara scivola verso la fine; il Lecce, nonostante una grande prestazione, rischia di doversi accontentare di un punto, un misero pareggio. Nessuno però ci crede che stia per finire, nessuno riesce ad immaginare che dopo tanta fatica possa finire così. I calciatori del Lecce macinano gioco, arano il terreno del “Via del Mare”, sovrastano gli avversari, vogliono la vittoria. La Curva Nord pigia sull’acceleratore, capisce il momento, i gladiatori hanno bisogno di sentire il loro grido di vittoria.

Molinari atterra con un brutto fallo Beretta. Il tempo si ferma… Manca soltanto un giro d’orologio, un minuto o poco più dei 4 concessi dall’arbitro (un po’ pochini, viste le continue perdite di tempo dei granata). Il signor Ros fischia la punizione. Il fallo è avvenuto a più di trenta metri ma a meno di trentacinque dalla porta difesa da Iannarilli, che sbraita, sistema la barriera, guarda in cielo, spera che il pericolo, l’ultimo pericolo, venga scongiurato dal fato. I granata non vogliono perdere ma il Lecce vuole vincere.

Mariano Bogliacino, il mago uruguaiano, si avvicina alla sfera e in quel lasso di tempo in cui tutto si ferma, tranne il cuore che batte forte per l’emozione, la sistema, sembra accarezzarla, ci crede. Amodio si avvicina a lui come per proteggerne le intenzioni. L’uruguagio guarda la porta, ipnotizza il destino e calcia. Il tiro a giro è sfalsato dalla barriera e s’infila laddove la fortuna restituisce al Lecce un po’ di quello che merita.

Poi la baraonda di emozioni… L’urlo liberatorio. In Tribuna Stampa non capiamo più nulla e mentre tra abbracci e incredulità gridiamo il nostro sfogo, qualcuno inizia a chiedere di chi fosse la deviazione. Poco importa, le immagini poi chiariranno la dinamica. La realtà è che, deviazione a parte, il gol è del Lecce, non solo di Bogliacino che ci ha messo la bacchetta magica ed il piede, non del difensore che sfortunatamente (per lui) ha deviato la sfera, ma il gol è del Lecce.

È del gruppo questa vittoria, di Franco Lerda e dei tifosi. Questa vittoria è di tutti quelli che hanno creduto dal primo giorno che il lavoro di costruzione di una compagine nuova, richiedesse il tempo giusto per dare i risultati sperati. Questa vittoria è di tutti quelli che hanno remato nella stessa direzione, questa vittoria regala a tutti un carro: quello del vincitore; accomodatevi pure…

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