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Versienti 1LECCE (di Gabriele De Pandis e Tommaso Micelli) – Il terzino destro è un ruolo dove non basta la solita abilità palla al piede, mischiata ad un discreto quantitativo di generosità e corsa; un abile terzino è un calciatore che deve saper gestire il suo corpo e la sua energia come non pochi nel gioco del calcio; un passo, una sgroppata in più potrebbero aprire quella falla letale per la sua difesa e per la sua squadra. Per amministrare, per coordinare ogni passo, ogni diagonale, ogni apertura che sia lungo la propria fascia o a beneficio dei compagni al centro del campo, ci vuole tanta personalità, delle spalle tanto larghe e la capacità di affrontare col sorriso tutti gli impegni che si prospettano davanti, specialmente in giovane età. Non si potrà mai essere dei buoni terzini se non si ha dentro quel pizzico di sicurezza personale (quasi sfrontatezza) che, oltre che a coordinare la sintonia con i movimenti di squadra, ti porta a percorrere letteralmente quella fascia a mille e a realizzare azioni personali che non fanno altro che strappare applausi ai presenti e agli addetti ai lavori.

Leandro Versienti da Novoli sta lavorando sodo per acquisire tutte queste qualità, prontuario per il salto nel calcio dei grandi del quale ha già saggiato qualcosa nelle due convocazioni in prima squadra in occasione delle partite di Coppa Italia di Lega Pro contro Foggia e Barletta.

Corsa e sacrifici– Il ragazzo novolese sempre intento alla massima comunicazione in campo e fuori, nato il 15 agosto del 1996, ha scoperto col tempo la sua predisposizione al ruolo di terzino: “Sono nato esterno alto di centrocampo ma mi trovo bene in tutti i ruoli della fascia destra; per il mio arretramento nel ruolo di terzino destro devo ringraziare il direttore Matteo Lauriola, grande uomo di calcio, capace di scoprire e suggerire questa mia novità”. Il racconto di Versienti, estroverso e simpatico in campo e fuori, sempre pronto alla battuta, prosegue con i dolci ricordi delle convocazioni in prima squadra, dedicate ad una famiglia intenta sempre a lottare insieme a lui: “Le prime due convocazioni in prima squadra sono state una grande emozione per me e per la mia famiglia, sempre disposta ai sacrifici per seguire i miei sogni; in ogni caso devo mantenere i piedi ben saldi a terra perché la strada è ancora molto lunga”.

Versienti 2Nuovi maestri– L’esperienza con i “grandi” sta facendo crescere il terzino destro dei Pasculli-Boys: “Tanti giocatori professionisti si mettono a disposizione aiutandoci, dispensandoci consigli e trucchi del mestiere; sono importanti anche i rimproveri e le direttive di due maestri come Moriero e Lerda”. Il campionato “Berretti” 2013/2014 sta dichiarando l’esplosione di un gruppo intento a dare lezioni di calcio anche ad avversari avanti con gli anni: “Il gap di età che abbiamo con le altre squadre è innegabile ma nonostante tutto siamo i più quotati del girone”.

A piccoli passi– “Leo” Versienti poi ripercorre i suoi modelli di gioco, cambiati col tempo parallelamente alla sua evoluzione tattica: “Per un ragazzo è facile dire Cristiano Ronaldo; il mio stile di gioco ha subito tanti cambiamenti ma, ad oggi, mi ispiro a Dani Alves, terzino di spinta del Barcellona”.

L’energia di un ragazzo intento a correre nella vita, come sulla sua fascia di competenza, si denota nella sicurezza della sua affermazione riguardo al futuro: “Non voglio fare progetti troppo lunghi, voglio fare piccoli passi in avanti per poi realizzare qualcosa di grande”.

Noi siamo sicuri che Leo, il motorino novolese della fascia destra, ragazzo con addosso delle  solide basi imperniate sul lavoro e sull’ambizione, abbia adottato il metodo giusto che gli potrà permettersi tante soddisfazioni per il futuro. Corri ragazzo, corri sempre con quel sorriso stampato in faccia!

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